• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
S.4/00110 D'AMBROSIO LETTIERI - Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali - Premesso che: il decreto-legge 30 dicembre 1979, n. 663, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 febbraio...



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-00110 presentata da LUIGI D'AMBROSIO LETTIERI
mercoledì 24 aprile 2013, seduta n.015

D'AMBROSIO LETTIERI - Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali - Premesso che:

il decreto-legge 30 dicembre 1979, n. 663, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 febbraio 1980, n. 33, recante "Provvedimenti per il finanziamento del Servizio sanitario nazionale, per la previdenza, per il contenimento del costo del lavoro e per la proroga dei contratti stipulati dalle pubbliche amministrazioni in base alla legge 1° giugno 1977, n. 285, sull'occupazione giovanile", all'articolo 14-septies, quinto comma, prevede che il limite di reddito per il diritto all'assegno mensile in favore di mutilati e invalidi civili è calcolato agli effetti dell'Irpef con esclusione del reddito percepito da altri componenti del nucleo familiare di cui il soggetto interessato fa parte;

premesso, inoltre, che:

la Corte di cassazione - sezione lavoro - con sentenza n. 7320 del 22 marzo 2013 si è pronunciata sulla questione dei limiti reddituali da applicare ai fini della concessione della pensione agli invalidi civili, affermando che il reddito cui fare riferimento non è solo quello individuale ma deve essere sommato a quello del coniuge, se presente;

detta sentenza ribadisce quanto era stato già affermato dalla medesima Corte nella sentenza n. 4677 del 25 febbraio 2011;

considerato che a quanto risulta all'interrogante:

l'Istituto nazionale della previdenza sociale (Inps), con circolare n. 149 del 28 dicembre 2012, indicava, in via del tutto innovativa e per i soli invalidi civili al 100 per cento titolari di pensione di invalidità, che il limite reddituale per il diritto all'assegno, dal 2013, avrebbe riguardato anche il coniuge;

successivamente, l'Inps, a seguito delle reazioni dei sindacati di categoria e dello stesso Ministero del lavoro e delle politiche sociali, con il Messaggio della Direzione generale Inps n. 717 del 14 gennaio 2013, procedeva alla sospensione della citata disposizione amministrativa;

detta decisione amministrativa, infatti, avrebbe comportato la perdita del diritto alla pensione di euro 275,87 al mese per tutti gli invalidi totali, titolari con il coniuge di un reddito lordo annuo superiore a 16.127,30 euro;

detta decisione amministrativa, che non trova fondamento in alcun dettato normativo, si fonderebbe esclusivamente sulle pronunce delle predette sentenze della Corte di cassazione;

presso il Ministero del lavoro è tuttora aperto un tavolo di confronto con l'Inps al fine di chiarire i termini del tetto reddituale in questione;

rilevato che:

a giudizio dell'interrogante le sentenze della Corte di cassazione citate non possono e non devono condizionare il confronto tra il Ministero del lavoro e l'Istituto di previdenza;

l'attuale delicatissima fase di stallo istituzionale che il Paese sta attraversando potrebbe, tuttavia, a giudizio dell'interrogante, concorrere ad aumentare il rischio che possano essere assunte determinazioni poco favorevoli per le persone con disabilità;

all'interrogante risulta che, ad oggi, i limiti reddituali considerati per l'erogazione della prestazione siano quelli previsti dalla normativa vigente ovvero quelli individuali;

l'applicazione dei limiti reddituali di entrambi i coniugi, riferiti ai soli invalidi civili, a giudizio dell'interrogante, provocherebbe una evidente disparità di trattamento con le categorie residue dei ciechi e dei sordi e dovrebbe essere, in ogni caso, sottoposta al vaglio del legislatore;

preso atto che:

i paventati tagli alle pensioni di invalidità per limiti reddituali colpirebbero uomini e donne non autosufficienti e con gravi problemi di salute che solo nella provincia di Bari, secondo i dati Istat, sarebbero oltre 15.000 e quasi 56.000 in tutta la Puglia;

i cittadini disabili, ancor più di tutti i cittadini italiani, hanno bisogno di vedere incrementati i benefici loro destinati e non dovrebbero, al contrario, essere messi nella condizione di temere per la decurtazione di un già magro rateo mensile di invalidità,

l'interrogante chiede di sapere se il Ministro in indirizzo ritenga doveroso intervenire, nelle more di un intervento legislativo puntuale in materia di disciplina previdenziale ed erogazione di assegno di invalidità, al fine di fornire un'interpretazione della disposizione di legge vigente.

(4-00110)