• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/00146 nell'impianto Itrec di Trisaia, in provincia di Matera, sono conservati rifiuti radioattivi. Lo stabilimento, infatti, venne costruito per estrarre uranio da 64 elementi di combustibile super...



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-00146presentato daGINEFRA Dariotesto diMercoledì 3 aprile 2013, seduta n. 7

GINEFRA. — Al Ministro dello sviluppo economico. — Per sapere – premesso che:
nell'impianto Itrec di Trisaia, in provincia di Matera, sono conservati rifiuti radioattivi. Lo stabilimento, infatti, venne costruito per estrarre uranio da 64 elementi di combustibile super radioattivo che arrivarono, 40 anni fa, dal reattore americano Elk River (Minnesota);
l'11 luglio 2012, la Sogin (Società gestione impianti nucleari – società di Stato incaricata della bonifica ambientale dei siti nucleari italiani e della gestione dei rifiuti radioattivi); ha trasmesso un comunicato stampa nel quale informava che l'assemblea dei soci aveva approvato il bilancio 2011 e preannunciava l'elaborazione e l'invio dell'istanza generale di smantellamento per l'Itrec;
il suddetto piano globale di disattivazione dell'impianto Itrec di Trisaia prevedrebbe prescrizioni per stessa la disattivazione;
da quanto si apprende si tratterebbe di un progetto pluriennale molto importante, sia sul piano economico, sia per la salute della popolazione, perché nelle viscere dell'Itrec sarebbe conservato pericoloso materiale radioattivo;
la Gazzetta del Mezzogiorno – da quanto si apprende dal numero di giovedì 28 marzo 2013 – avrebbe dapprima contattato la Sogin per chiedere copia della suddetta istanza e, dopo che a tale richiesta sarebbe stato opposto diniego dalla società avrebbe reiterato la stessa al Ministero dello sviluppo economico in qualità di responsabile del procedimento;
dopo 8 mesi di solleciti, con un fax a firma dell'ingegner Marcello Saralli (divisione gestione di materiali e rifiuti nucleari), il Ministero avrebbe espresso «parere negativo» in quanto «nei documenti di cui trattasi sono contenuti dati, informazioni ed elaborati che, in base alla normativa vigente, e segnatamente ai sensi del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 22 luglio 2011, recante “Disposizioni per la tutela amministrativa del segreto di stato e delle informazioni classificate”, debbono considerarsi “informazioni classificate controllate” secretate»;
sempre dall'articolo de La Gazzetta del Mezzogiorno si apprende che da comunicazioni informali sarebbe stata addotta come motivazione del diniego la circostanza che alcuni particolari, come le mappe del sito, se resi pubblici, avrebbero potuto esporre la struttura a rischi di varia natura, inclusi quelli terroristici;
la mappa del sito è tuttavia già pubblica e reperibile su internet;
secondo l'autrice del suddetto articolo, la giornalista Marisa Ingrosso, elementi di certezza ad oggi sarebbero:
a) che le imprese locali sarebbero state escluse dalla bonifica;
b) che la Sogin ha cambiato il piano «tant’è che ora lo smantellamento avverrebbe in due corpi separati e distinti, rispetto al primo progetto che prevedeva un corpo unico e la bonifica della cosiddetta “fossa irreversibile”»;
c) che il «Tavolo della trasparenza regionale» sulle attività e i progetti all'interno dell'Itrec non sarebbe convocato da due anni;
d) che la Sogin affermerebbe che «terminerà la bonifica dell'impianto di Rotondella nel 2026» –:
se il Ministro intenda fornire ogni elemento propedeutico a dare trasparenza alla suddetta procedura e a rassicurare la popolazione sulle modalità con le quali verrà garantito il supremo bene della salute pubblica in un'operazione di dismissione la cui durata prevista sarebbe di tredici anni e le cui caratteristiche ad oggi non sono note. (4-00146)