• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/00162 tra le priorità indicate nelle conclusioni del Consiglio europeo del 14 e 15 marzo 2013, quella di «portare avanti un risanamento di bilancio differenziato e favorevole alla crescita» ha...



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-00162presentato daGIACOMELLI Antonellotesto diMartedì 9 aprile 2013, seduta n. 8

GIACOMELLI e BIFFONI. — Al Ministro dell'economia e delle finanze . — Per sapere – premesso che:
tra le priorità indicate nelle conclusioni del Consiglio europeo del 14 e 15 marzo 2013, quella di «portare avanti un risanamento di bilancio differenziato e favorevole alla crescita» ha aperto uno spiraglio in Italia per il pagamento dei debiti che gravano sulle pubbliche amministrazioni nei confronti delle imprese private fornitrici di beni e di servizi;
il 18 marzo 2013 l'Unione europea ha dato il via libera al nostro Paese per il conteggio «flessibile» del «peso» dei pagamenti arretrati delle pubbliche amministrazioni su deficit e debito pubblico italiani;
il Parlamento ha approvato all'unanimità la risoluzione unica sulla nota di aggiornamento dei saldi di finanza pubblica, un passaggio cruciale perché l'aggiornamento del Def contiene le necessarie correzioni sui conti pubblici che permetteranno i pagamenti dei debiti progressi della pubblica amministrazione nei confronti delle imprese;
il Governo si è impegnato a sbloccare i primi 40 miliardi (20 nel secondo semestre 2013; altrettanti nel 2014);
la prima tranche da saldare quest'anno prevede 10 miliardi da reperire con l'emissione di titoli di Stato, il cui impatto sul debito è autorizzato da Bruxelles, e i restanti 10 miliardi, verrebbero pagati dai comuni grazie a un allentamento del Patto di stabilità interno, operazione che a fine anno porterà il deficit italiano dal al 2,4 per cento al 2,9 per cento;
le misure concordate sono finalizzate all'immissione di liquidità nel sistema economico attraverso un'accelerazione dei pagamenti relativi ai crediti vantati dai privati nei confronti della pubblica amministrazione e interessano le amministrazioni centrali, gli enti territoriali e gli enti del servizio sanitario nazionale e operano con modalità diverse in relazione al comparto e alla tipologia del debito;
le misure per l'accelerazione dei pagamenti riguarderanno anche i rimborsi fiscali pregressi a carico dello Stato, attraverso l'utilizzo delle giacenze di tesoreria;
le imprese hanno fretta di vedere soddisfatti i crediti vantati nei confronti delle pubbliche amministrazioni;
il decreto ministeriale del 24 marzo 2010 ha fissato i criteri per l'individuazione delle aree di crisi industriale che ha consentito di definire ed aggiornare il sistema territoriale nazionale delle aree e dei distretti di grave crisi industriale cui applicare gli interventi previsti dalla legge n. 181 del 1989 e sue successive modificazioni ed integrazioni;
si tratta di situazioni di crisi industriale complessa, nonché con impatto significativo sulla politica industriale nazionale, quelle che non risultano risolvibili in via ordinaria con gli strumenti e le risorse di competenza regionale e che coinvolgono una o più imprese di grande o media dimensione con effetti sull'indotto e che riguardano aree o distretti fortemente specializzati in un settore produttivo che manifesta una crisi prodotta dalla domanda internazionale;
nell'aprile 2011 anche il distretto tessile di Prato è stato dichiarato area in stato di crisi dal Ministero dello sviluppo economico –:
se il Ministero dell'economia e delle finanze, nell'individuare le priorità di pagamento dei debiti pregressi delle pubbliche amministrazioni, oltre a quella, ovvia, che privilegia le imprese che da più tempo vantano i loro crediti, non ritenga necessario inserire tra i primi pagamenti del secondo semestre 2013 anche le imprese private fornitrici di beni e servizi che operano all'interno delle aree di crisi.
(4-00162)