• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/00172 nel 2000 aprì a Milano il primo negozio della catena francese «FNAC», facente parte del gruppo multinazionale PPR (Pinault Primtemps Redoute). La FNAC, in particolare, opera nel settore dei...



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-00172presentato daFAVA Claudiotesto diMartedì 9 aprile 2013, seduta n. 8

CLAUDIO FAVA e QUARANTA. — Al Ministro dello sviluppo economico, al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. — Per sapere – premesso che:
nel 2000 aprì a Milano il primo negozio della catena francese «FNAC», facente parte del gruppo multinazionale PPR (Pinault Primtemps Redoute). La FNAC, in particolare, opera nel settore dei prodotti culturali, editoriali e tecnologici;
il successo del punto vendita milanese portò in meno di dieci anni ad aprire altre otto sedi: Verona, Torino (due), Genova, Roma, Firenze, Napoli oltre a un negozio online, con circa 600 dipendenti;
nel corso degli anni, il gruppo PPR ha deciso di cambiare i propri asset puntando su un target di mercato elevato, mediante la produzione e vendita di beni di lusso;
l'azienda aveva annunciato, in un comunicato stampa del 13 gennaio 2012, un'imponente ristrutturazione della FNAC con la previsione strategica di un drastico piano di risparmi (non inferiore agli 80 milioni di euro e con una rilevante riduzione di personale) in ciascun Paese in cui la catena è presente, mettendo in discussione la prospettiva della permanenza del gruppo in Italia;
il presidente e direttore generale di FNAC, Alexandre Bompard, aveva dichiarato testualmente che «in Italia le condizioni per lo sfruttamento in proprio non ci sono più. Si stanno studiando tutte le possibilità: una decisione sarà presa nell'esercizio corrente, entro il 2012»;
il destino dei 600 dipendenti dei punti vendita italiani è rimasto appeso per un anno a voci incontrollate di passaggi di proprietà e di accorpamenti, senza mai un incontro con i lavoratori e con le loro rappresentanze sindacali, in contrasto con quella prevista dalla direttiva 2002/14/CE, che istituisce un quadro normativo generale relativo all'informazione e alla consultazione dei lavoratori;
il 2012 si è chiuso con un cambio di proprietà e con la cessione delle quote della FNAC italiana a Orlando Italy Management;
nel 2013 la ragione sociale è stata convertita da società per azioni in società a responsabilità limitata, per poi procedere alla sua messa in liquidazione con richiesta di concordato preventivo presso il tribunale fallimentare di Milano;
il liquidatore della società, Matteo Rossini, il 22 gennaio ha annunciato la riduzione del personale attraverso il ricorso alla cassa integrazione straordinaria e la chiusura temporanea dei punti vendita di Firenze, Roma, Torino oltre al ridimensionamento dell'organico del punto vendita di Milano;
il 13 febbraio i suddetti punti vendita sono stati chiusi definitivamente dismettendo l'attività;
alla data odierna, dei 600 dipendenti 300 sono in cassa integrazione mentre la Orlando Italy Management ha annunciato l'intenzione di trasformare i punti vendita sopravvissuti in negozi con all'interno spazi commerciali dati in affitto ad altri marchi, senza alcuna garanzia di continuità del rapporto di lavoro per i propri lavoratori;
in questo contesto, peculiare è la situazione del punto vendita genovese, ulteriormente aggravata dall'alluvione che nel 2011 ha reso inagibile parte del punto vendita con la conseguenza che al momento tutti i 53 lavoratori sono in cassa integrazione in deroga a rotazione e sono già stati individuati 23 esuberi;
l'amministrazione genovese ed il suo assessore allo sviluppo economico seguono con impegno la vertenza ma la proprietà, che ha riferimenti in Lussemburgo e Svizzera, si è sottratta ad ogni confronto;
i dipendenti FNAC vivono oggi una situazione di assoluta precarietà economica e professionale subendo le conseguenze di operazioni puramente speculative;
si colpisce un settore, come quello culturale e di qualità, che sarebbe invece da rilanciare come scelta strategica del Paese –:
se i Ministri interrogati non ritengano necessario ed urgente avviare un tavolo di trattativa sia con i vertici aziendali della FNAC che con quelli del gruppo multinazionale PPR per attivare tutte le procedure idonee a favorire una soluzione che preservi i livelli occupazionali e che garantisca, in caso di necessità, l'attivazione degli ammortizzatori sociali. (4-00172)