• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/00184 con delibera dell'8 marzo 2005 la regione Calabria ha espresso parere favorevole riguardo alla realizzazione di un progetto congiunto – avanzato separatamente nel 2003 da due distinte società...



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-00184presentato daNESCI Dalilatesto diMartedì 9 aprile 2013, seduta n. 8

NESCI, BARBANTI, DIENI, PARENTELA, NUTI, CURRÒ, RUOCCO, BARONI, GRILLO, D'UVA, CASO, DA VILLA, AGOSTINELLI, MANTERO, LUPO, TOFALO, BUSTO, ZOLEZZI, LOREFICE, COLONNESE, BASILIO, MANNINO, COLLETTI, DE ROSA, SARTI, MANLIO DI STEFANO, LUIGI DI MAIO, DI BENEDETTO, LUIGI GALLO, BECHIS, BALDASSARRE, BUSINAROLO, FICO, LOMBARDI, CARINELLI, BRUGNEROTTO e ZACCAGNINI. — Al Ministro dello sviluppo economico, al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. — Per sapere – premesso che:
con delibera dell'8 marzo 2005 la regione Calabria ha espresso parere favorevole riguardo alla realizzazione di un progetto congiunto – avanzato separatamente nel 2003 da due distinte società – riguardante un rigassificatore nell'area portuale di Gioia Tauro (Gioia Tauro-Rosarno-San Ferdinando);
con istanza del 16 marzo 2005 la società LNG Medgas Terminal s.r.l., già referente del suindicato progetto congiunto, ha chiesto al Ministero dello sviluppo economico, ai sensi dell'articolo 8 della legge n. 340 del 2000, l'autorizzazione alla costruzione e all'esercizio di un terminale di rigassificazione e di gas naturale liquefatto, nella fattispecie della capacità di 12 miliardi di metri cubi annui, espandibili a 16, e delle relative opere connesse da ubicare nell'area portuale/industriale sopra detta;
la programmazione del CIPE del 13 novembre 2003, relativa all’hub interportuale di Gioia Tauro, ha collegato la cosiddetta «piastra del freddo» alla realizzazione del suddetto rigassificatore e la regione Calabria ha recepito nel PEAR del 14 febbraio 2005 le indicazioni governative di cui al citato documento;
il 20 settembre 2005 nella prima Conferenza di servizi sono stati espressi i pareri favorevoli preliminari di diversi enti e amministrazioni;
con delibera del 31 luglio 2006, la regione Calabria ha rilasciato l'intesa Stato-regione, subordinata, per il progetto in parola, all'ottenimento della VIA regionale e nazionale, intesa in seguito perfezionata con protocollo del 13 maggio 2009 tra ente e società proponente;
il 7 agosto 2007 il CTR Calabria ha rilasciato il nulla osta di fattibilità (NOF);
il 17 settembre 2008 il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con il Ministero per i beni e le attività culturali, ha provveduto per l'atto di VIA, che ha recepito un remoto studio di impatto ambientale (SIA), peraltro riferito a parametri relativi a diversa zona, nello specifico Lamezia Terme;
nel dicembre 2009 la seconda conferenza di servizi si è conchiusa con l'acquisizione delle autorizzazioni, pareri e nulla osta degli enti e amministrazioni interessati;
in ordine alla procedura di consultazione delle popolazioni, con richiesta del 21 dicembre 2009, depositando 671 firme, il comitato «Rigassificatore: Voce ai Cittadini» di San Ferdinando ha chiesto un referendum popolare, respinto dalla commissione straordinaria del municipio con nota del 2 febbraio 2010, prot. n. 1342, sul presupposto che, secondo quanto previsto nell'articolo 8 del decreto legislativo n. 267 del 2000 e nell'articolo 20 dello statuto comunale, l'istituto del referendum è riservato alle sole materie di competenza locale;
nell'aprile 2010 il Ministero dello sviluppo economico ha prodotto la determina positiva di fine procedimento, tenendo una riserva sulla possibilità di autorizzazione dell'impianto, pur senza il parere del Consiglio superiore dei lavori pubblici, da rendere nell'ambito della procedura di concessione demaniale;
nel luglio 2010, il Consiglio superiore dei lavori pubblici ha emesso un parere interlocutorio negativo (voto n. 33 del 23 luglio 2010) sul progetto, richiedendo documentazione integrativa, in specie in ordine alle opere a mare (indagini geologiche, geotecniche e sismiche);
il territorio interessato ha vocazione turistica e, allo stato non risultano elementi che possano escludere con certezza una eventuale, irreversibile modificazione dell'ecosistema interessato dal rigassificatore, che peraltro disincentiverebbe anche l'attività di pesca a contrasto di fenomeni mafiosi;
nel gennaio 2011 il responsabile del procedimento unico del terminale gas naturale liquefatto (GNL) di cui si tratta ha notificato agli enti ed amministrazioni interessati la determina del Ministero dello sviluppo economico di cui più sopra ed ha poi redatto, nel giugno del medesimo anno, il decreto interministeriale di autorizzazione dell'impianto e delle opere connesse;
il 22 giugno 2012, in ordine all'adeguamento progettuale relativo al voto n. 33 del 23 luglio 2010, il Consiglio superiore dei lavori pubblici ha espresso ulteriore parere negativo sull'opera in questione, preliminarmente considerando la particolare sismicità del territorio interessato e di seguito articolando una serie di questioni non chiare a proposito delle richieste indagini;
il cosiddetto decreto sviluppo 2012, precisamente dello stesso 22 giugno, all'articolo 38 comma 1-bis ha reso eventuale il parere del Consiglio superiore dei lavori pubblici, prevedendo sic una specifica tempistica di silenzio-assenso e disponendo che il conseguimento dell'autorizzazione alla costruzione e gestione di terminali di rigassificazione di GNL in area demaniale, portuale o limitrofa costituisce titolo per il rilascio della concessione demaniale;
nella procedura qui riassunta manca la valutazione ambientale strategica, nello specifico prevista dalla normativa vigente per impianti come quello in questione, anche in considerazione della presenza, nella zona considerata, di altri impianti a forte impatto ambientale (un inceneritore in fase di raddoppio, una centrale di tipo turbogas, una centrale a biomasse, un depuratore di grandi dimensioni, due discariche già sature e una terza in fase di apertura, un elettrodotto ad alta tensione che attraversa il territorio);
secondo una nota del 20 marzo 2013 del sindaco di Gioia Tauro, depositata nello stesso giorno in sede di autorità e comitato portuale, taluni atti presentati dal proponente LNG all'autorità portuale per ottenere la concessione demaniale difetterebbero dei requisiti previsti dall'articolo 18, punto 6, della legge n. 84 del 1994, relativamente a un programma di attività assistito da idonee garanzie, anche di tipo fideiussorio, volte all'incremento dei traffici e alla produttività del porto nonché a garantire i cittadini e i territori da eventuali pericoli da incidenti;
per la nota di cui sopra del sindaco di Gioia Tauro, il piano di fattibilità tecnico-economico del proponente LNG risulterebbe carente in ordine alle informazioni sul know how dell'azienda, con rinvio, nel merito, alla Oil&Gas company, che doveva entrare in società ma allo stato non risulta esserci detta partecipazione;
a rigore, nella documentazione presentata dal proponente LNG non si riscontrano riferimenti immediati a un proprio mercato del gas, una volta realizzato l'impianto;
il 20 marzo 2013 il Comitato portuale ha deliberato la concessione demaniale quarantennale in capo al proponente, nell'attesa che la prefettura di Roma rilasciasse la certificazione antimafia;
ad oggi non è stato ancora approntato il piano energetico nazionale, dopo il referendum del 2011 con cui la maggioranza degli italiani si è espressa contro la produzione di energia tramite centrali nucleari;
il documento riguardante la strategia energetica nazionale, approvato di recente dal Ministro dello sviluppo economico e dal Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, prevede, secondo notizie dell'agenzia di stampa Adnkronos (14 marzo 2013), un miliardo di euro di incentivi per rigassificatori, prelevati dalla bolletta dei cittadini e spalmati in 10 anni;
ulteriori incentivi per i rigassificatori si desumono dalla delibera 178/05 dell'Aeeg (Autorità per l'energia elettrica e il gas), che assicura, anche in caso di mancato utilizzo dell'impianto, la copertura di una quota, oggi pari all'80 per cento, per un periodo di 20 anni –:
di quali elementi informativi disponga il Governo con riferimento alla richiamata vicenda e quale sia la propria valutazione con riguardo agli aspetti di competenza;
se non ritenga opportuno che venga sospesa la procedura, in attesa che il Consiglio superiore dei lavori pubblici esprima il suo parere;
se non ritenga necessaria una consultazione delle popolazioni interessate, finora esclusa per il comune di San Ferdinando;
se non ritenga essenziale che il proponente fornisca le garanzie fideiussorie previste dall'articolo 18 punto 6 della legge n. 84 del 1994;
se non ritenga inopportuna la concessione demaniale in assenza di certificazione antimafia, in un territorio a forte condizionamento come la Calabria;
se non ritenga doveroso rivedere la procedura nel complesso, anche alla luce delle criticità sollevate in premessa, in particolare circa la mancanza della valutazione ambientale strategica e in ordine alla sicurezza della popolazione e del territorio;
se non ritenga che il rapporto costi-benefici dell'opera debba essere effettivamente vantaggioso e non comportare un aumento delle tariffe di servizio a carico dei cittadini utenti. (4-00184)