• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/07269 il decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133 convertito con modificazioni dalla legge 11 novembre 2014, n. 164, ha previsto una serie di misure legate all'attività di prospezione, ricerca e...



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-07269presentato daGALLO Riccardotesto diVenerdì 12 dicembre 2014, seduta n. 349

RICCARDO GALLO. — Al Ministro dello sviluppo economico . — Per sapere – premesso che:
il decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133 convertito con modificazioni dalla legge 11 novembre 2014, n. 164, ha previsto una serie di misure legate all'attività di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi e quelle di stoccaggio sotterraneo di gas naturale considerate, secondo quanto disposto dalle norme, d'interesse strategico, di pubblica utilità, urgenti e indifferibili;
a tal fine, il medesimo provvedimento interviene in particolare, modificando la disciplina per quanto attiene l'inserimento delle attività di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi effettuate sulla terraferma tra i progetti di competenza statale, sottoposti a procedimento di valutazione di impatto ambientale stabilendo nuovi principi per il rilascio dei titoli abilitativi per la ricerca e la produzione di idrocarburi, attraverso il rilascio di un titolo concessorio unico;
ulteriori misure che s'inseriscono all'interno della suindicata materia, prevedono l'estensione dell'applicazione del programma provvisorio per i giacimenti che richiedono l'impiego di nuove tecnologie, ad alcune zone per le quali, attualmente vige un divieto per la prospezione, la ricerca e la coltivazione di idrocarburi, nonché per rendere possibili progetti sperimentali di coltivazione, di giacimenti nel caso di risorse nazionali di idrocarburi in mare, localizzate in ambiti posti in prossimità delle aree di altri Paesi rivieraschi oggetto di attività di ricerca e coltivazione di idrocarburi;
le suindicate disposizioni, a giudizio dell'interrogante, risultano oltre che di elevata pericolosità in considerazione dei rischi derivanti dalle conseguenze delle prospezioni e perforazioni in mare, che intaccherebbero l'integrità dei siti, marini e terrestri e l'immagine ad alto valore naturalistico che sempre più si va imponendo all'attenzione del turismo internazionale in Sicilia, anche altamente rischiose in considerazione delle attività di esplorazione e di estrazione con episodi di inquinamento difficili da controllare, che sortirebbero effetti deleteri sulle attività economiche realizzate in mare e sulle coste siciliane;
la necessità di valutare l'opportunità di proseguire o autorizzare nuove trivellazioni, appare a tal fine, a giudizio dell'interrogante, urgente e necessaria, anche con riferimento agli eventi sismici che hanno interessato il territorio nazionale negli ultimi anni, che attestano l'imprevedibilità dell'attività tellurica e vulcanica sotto la crosta terrestre, in mare e sulla terraferma, rimanendo sempre sospesa la minaccia che un terremoto in mare, possa danneggiare le piattaforme petrolifere, con prevedibili conseguenze sull'intero sistema ecomarino siciliano;
la deregulation incontrollata, delle attività di ricerca ed estrazione, che si configura, a parere dell'interrogante, manifestamente dalle misure previste dal suesposto decreto-legge, rischia di provocare per il mare e l'intera costa siciliana, gravissimi danni al fragilissimo contesto isolano, in particolare, se si valuta che alcune piattaforme in base alle nuove norme autorizzative, riducono a sole 11-12 miglia nautiche dalla costa le attività esplorative;
a fronte di tali rilievi, l'interrogante ritiene che occorra rivedere l'intero impianto normativo nonché le attività di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi e quelle di stoccaggio sotterraneo di gas naturale che risultano tutt'altro che legate alle attività di interesse strategico, di pubblica utilità, in quanto mirano a favorire le compagnie petrolifere nazionali ed internazionali, le quali peraltro sono soggette al pagamento delle royaltiy, le cui aliquote risultano fra le più basse a livello mondiale –:
quali orientamenti intenda esprimere con riferimento a quanto esposto in premessa;
se in considerazione delle criticità in precedenza riportate, non ritenga opportuno, prevedere opportune iniziative, volte a sospendere le attività concessorie legate, di ricerca ed estrazione, nella regione Sicilia, considerato che le norme previste dal decreto-legge n. 133 del 2014 che seguono quelle in precedenza stabilite dal decreto-legge n. 83 del 2012 risultano a giudizio dell'interrogante, nocive e deleterie, per l'ambiente e l'intero ecosistema marino siciliano, che rischiano di provocare un impatto altamente negativo per le attività centrali dell'economia siciliana quali la pesca e il turismo. (4-07269)