• Testo INTERPELLANZA

link alla fonte scarica il documento in PDF

Atto a cui si riferisce:
C.2/00788 sono sempre più numerosi i casi citati dalle cronache che vedono coinvolti minori indifesi in vicende familiari che spesso terminano con episodi tragici; non ultimo il caso di Giulia...



Atto Camera

Interpellanza urgente 2-00788presentato daBINETTI Paolatesto diMartedì 16 dicembre 2014, seduta n. 350

I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro della giustizia, per sapere – premesso che:
sono sempre più numerosi i casi citati dalle cronache che vedono coinvolti minori indifesi in vicende familiari che spesso terminano con episodi tragici;
non ultimo il caso di Giulia I., vittima di una vicenda che si apre con l'avvio da parte della madre Barbara C. delle pratiche di separazione dal marito, proprio in conseguenza di comportamenti, ed in seguito racconti, che lasciavano supporre il coinvolgimento della bambina in una serie di giochi erotici con persone adulte a lei vicine;
da quel giorno la storia di Giulia I., è stata una storia di perizie mediche, consulenze tecniche, colloqui ed ancora esami fino all'epilogo disposto dal tribunale dei minori di Roma, procedimento 4616/2012VG, che ha sottratto il minore alla madre, cui sarebbe stato impedito anche di poterla vedere;
questo procedimento minorile è tuttora in corso, ma sono già lampanti i danni, forse irreparabili, subiti dalla bambina per la sua inopinata collocazione in comunità, senza poter vedere la madre;
le cronache, come detto, sono da anni piene di questi errori, spesso drammatici, e sempre con conseguenze gravi: perché riguardano la parte più indifesa della popolazione, i bambini;
i tribunali dei minori sono l'oggetto di un libro recentemente pubblicato da un avvocato matrimonialista di Rimini dal titolo, «Come ai tempi di Erode»;
l'autore parla di come in Italia il tribunale dei minori possa intervenire in qualsiasi momento sulla vita delle persone, senza che i diretti interessati sappiano con precisione le ragioni e i presupposti di quel che sta loro capitando e dato che quasi tutti i provvedimenti assunti da quel tribunale sono «provvisori», non è possibile nemmeno ricorrere in appello;
il caso, citato dall'autore, molto simile a quello di Giulia I., dimostra gli abusi che l'attuale giurisdizione minorile ha provocato e sta procurando. Nel caso di Giulia I. o in quelli citati in altri atti di sindacato ispettivo, i minori vengono sottratti per ordine di un giudice e «internati» in centri di affido con tempistiche e motivazioni spesso inusuali e non sorrette da evidenze e prove inconfutabili;
spesso nei procedimenti minorili viene data una valenza scientifica a diagnosi di malattie inesistenti come la PAS o altre diagnosi simili sulle quali poi vengono basate le decisioni giudiziarie che strappano i bambini alle famiglie;
purtroppo e di sovente nelle ordinanze dei tribunali non vengono acquisite direttamente e in maniera indipendente le informazioni sullo stato di salute e psicologico dei minori, sui loro bisogni, sui traumi causati dalle drammatiche modalità di allontanamento e sull'isolamento dalla figura materna né vengono valutati i rischi che i minori corrono nella permanenza presso le case famiglia –:
di quali elementi disponga in relazione a quanto sopra esposto e se intenda promuovere un monitoraggio per rilevare se vi sono casi analoghi e quale sia l'entità del fenomeno;
se non ritenga di adottare iniziative di rango normativo volte ad eliminare le criticità esposte in premessa.
(2-00788) «Binetti, Dellai».