• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

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Atto a cui si riferisce:
S.3/01514 IDEM, ALBANO, BERTUZZI, BORIOLI, CALEO, CARDINALI, CASSON, CIRINNA', COLLINA, CUCCA, CUOMO, D'ADDA, FAVERO, FEDELI, Elena FERRARA, FORNARO, GIACOBBE, GOTOR, GUERRIERI PALEOTTI, LAI,...



Atto Senato

Interrogazione a risposta orale 3-01514 presentata da JOSEFA IDEM
martedì 16 dicembre 2014, seduta n.366

IDEM, ALBANO, BERTUZZI, BORIOLI, CALEO, CARDINALI, CASSON, CIRINNA', COLLINA, CUCCA, CUOMO, D'ADDA, FAVERO, FEDELI, Elena FERRARA, FORNARO, GIACOBBE, GOTOR, GUERRIERI PALEOTTI, LAI, MATTESINI, PAGLIARI, PEGORER, PEZZOPANE, PUPPATO, RICCHIUTI, SAGGESE, SCALIA, SOLLO, SPILABOTTE, RANUCCI, VACCARI, VERDUCCI, ZANONI, ANITORI, BATTISTA, BIANCONI, CONTE, DE PIN, DI GIACOMO, LANIECE, ORELLANA, PERRONE, Maurizio ROMANI, ROMANO, VILLARI - Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca - Premesso che:

"Sport di Classe" è un progetto per promuovere l'educazione fisica fin dalla scuola primaria e favorire i processi educativi e formativi delle giovani generazioni, nato con l'accordo tra Ministero dell'istruzione, università e ricerca, comitato olimpico nazionale italiano (CONI) e Presidenza del Consiglio dei ministri, Dipartimento per gli affari regionali, le autonomie e lo sport, nonché con il sostegno del comitato italiano paralimpico e di diverse Regioni ed enti locali;

il progetto "Sport di Classe" rappresenta un'evoluzione dell'esperienza realizzata, in precedenza, attraverso il programma sperimentale di alfabetizzazione motoria e prevede un modello operativo che consente la partecipazione di tutte le scuole primarie nazionali che desiderino associarsi all'iniziativa;

nella nota del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca n. 6263 del 3 novembre 2014, avente ad oggetto il progetto "Sport di Classe" per l'anno scolastico 2014/2015, si elencano le caratteristiche generali del progetto, ovvero: coinvolgimento di tutte le classi 3e, 4e, 5e delle Istituzioni scolastiche ed educative sedi di scuola primaria per l'anno scolastico 2014/15 a partire da dicembre 2014; insegnamento dell'educazione fisica per due ore settimanali impartite dall'insegnante titolare della classe; inserimento della figura del "Tutor Sportivo Scolastico" all'interno del Centro Sportivo Scolastico per la scuola primaria; piano di informazione/formazione iniziale ed in itinere dell'insegnante titolare della classe; realizzazione di attività che prevedono percorsi d'integrazione degli alunni con "Bisogni Educativi Speciali (BES); realizzazione dei Giochi invernali e dei Giochi di fine anno scolastico; coinvolgimento delle Regioni e degli Enti Locali per possibili implementazioni del progetto e l'estensione anche alle classi prime e seconde;

considerato che il decreto legislativo 8 maggio 1998, n. 178, recante "Trasformazione degli Istituti superiori di educazione fisica e istituzione di facoltà e di corsi di laurea e di diploma in scienze motorie, a norma dell'articolo 17, comma 115, della legge 15 maggio 1997, n. 127" ha disciplinato la trasformazione degli Isef (Istituti superiori di educazione fisica) e l'istituzione dei corsi di laurea e di diploma in scienze motorie;

valutato che:

il progetto "Sport di classe", piuttosto che una soluzione definitiva alla questione strutturale della mancanza di alfabetizzazione motoria nelle scuole del nostro Paese, rischia di essere a giudizio degli interroganti un rimedio temporaneo al "precariato" del settore formativo e, pertanto, di non dar risposta alle reali esigenze occupazionali;

sul sito web "La Buona Scuola", piano proposto dal Governo per la riforma del sistema di istruzione e formazione, si legge che il progetto "Sport di classe" sarà funzionale a portare "più sport tra i banchi, tutor che affiancano gli insegnanti, un'attenzione particolare agli alunni con disabilità, maggiore formazione per i docenti", con l'obiettivo delle istituzioni promotrici di "potenziare l'attività sportiva in aula, in particolare nella primaria, così come prevede anche il Piano de La Buona Scuola";

sebbene la necessità di immettere all'interno delle scuole la figura di un esperto di educazione motoria sia dunque riconosciuta dallo stesso progetto, tuttavia, l'inserimento di tale professionalità, con il compito di fornire supporto organizzativo, metodologico e didattico secondo linee programmatiche definite, è privo dei caratteri della permanenza e della stabilità;

infatti la nota n. 6263 del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca stabilisce che l'attività per i tutor, individuati tramite selezione pubblica, "si concluderà entro il 30 giugno 2015";

il corrispettivo annuo indicato all'interno dell'avviso pubblico per candidature a "Tutor Sportivo Scolastico" non appare assolutamente congruo, né in riferimento alla professionalità di laureati in scienze motorie (sia nell'ordinamento vigente che previgente e di diplomati Isef), né alla richiesta di disponibilità per lo svolgimento dell'incarico sia in orario antimeridiano che pomeridiano; pertanto, si rischia di sminuire, non da ultimo anche in termini economici, la professionalità e le competenze acquisite dai soggetti aventi i requisiti per svolgere il ruolo richiesto;

inoltre la sentenza del 26 novembre 2014 della terza sezione della Corte di giustizia europea, nelle cause riunite C-22/13, C-61/13, C-63/13 e C-418/13 in merito al precariato pubblico, ha sancito l'incompatibilità della normativa italiana in tema di contratti a termine nella pubblica amministrazione con le regole europee;

la Corte di giustizia europea ha argomentato in diversi punti della sentenza che il rinnovo di contratti di lavoro o di rapporti di lavoro a tempo determinato per il soddisfacimento di esigenze di carattere non provvisorio, ma permanente e durevole, non può giustificarsi in base alle regole europee, al di là di ragioni obiettive reali e non ipotetiche; inoltre, la Corte ha affermato che la normativa nazionale non può prevedere l'assenza di qualsiasi misura di prevenzione del ricorso abusivo a una successione di contratti di lavoro a tempo determinato, né essere esente dall'osservanza dell'obbligo di prevedere una misura adeguata per sanzionarne debitamente il ricorso abusivo;

considerato inoltre che:

bisogna riconoscere la funzionale sociale, educativa e di promozione di valori che l'attività sportiva svolge in generale e all'interno delle scuole, in particolare nelle classi elementari dove è maggiore l'esigenza di creare le basi per una reale 'cultura sportiva' delle nuove generazioni;

il progetto "Sport di Classe" non riguarda, se non in forma residuale, le classi 1ª e 2ª elementare, anche se è proprio in tale fascia d'età che l'attività motoria è maggiormente connessa all'insegnamento della scrittura, della matematica o, più in generale, influisce più efficacemente sui livelli di concentrazione e attenzione dei bambini; il movimento, anche all'interno delle aule, è peraltro benefico nei casi dei disturbi specifici dell'apprendimento (dislessia, disgrafia, discalculia, disortografia, disturbo specifico della compitazione) degli alunni;

lo sport, anche a livello amatoriale e dilettantistico, è uno strumento utile alla prevenzione della salute fisica e psichica della persona, alla promozione dell'integrazione sociale, delle pari opportunità e dell'inclusione sociale, allo sviluppo delle capacità cognitive degli alunni, nonché veicolo fondamentale per rafforzare la prevenzione contro ogni forma di violenza, razzismo, discriminazione, intolleranza o mancanza di correttezza;

come si legge anche all'interno del "Libro Bianco sullo sport", prima importante iniziativa su scala europea che fornisce orientamenti strategici sul ruolo della pratica sportiva nell'Unione, il tempo impiegato "praticando attività sportive a scuola e all'università produce benefici sanitari ed educativi che occorre promuovere";

è pertanto necessario che lo Stato incentivi, con tutti i mezzi a disposizione, la formazione di una coscienza individuale all'importanza dello sport che sia la più diffusa possibile, partendo già dal livello scolastico elementare;

come emerge dal "Piano nazionale per la promozione dell'attività sportiva" promosso dal "Tavolo Nazionale per la governance nello sport", i dati sull'attività sportiva in Italia, relativi al 2011, riportano che nel Paese "le persone di 3 anni e più che hanno praticato sport siano state poco meno di 19 milioni", di cui, tra questi, "il 21,9 per cento si è dedicato allo sport in modo continuativo e il 10,2 per cento in modo saltuario";

dall'analisi comparata a livello europeo emerge come "l'Italia, con una percentuale complessiva pari al 29 per cento per la pratica sportiva (regolare e con qualche regolarità), risulti distanziata da Paesi culturalmente affini, quali la Spagna (39 per cento) e la Francia (48 per cento)" e "sensibile è il distacco anche rispetto alla media europea, attestata al 40 per cento"; nonostante i dati pervenuti dallo studio comparato, l'indagine statistica nazionale riportata nel piano evidenzia come vi sia una "elevata percentuale di praticanti sportivi presente tra i giovani dai 6 ai 17 anni", tanto che "oltre i 2/3 dei ragazzi con età compresa tra gli 11 e i 14 anni pratica uno o più sport",

si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda promuovere, almeno in fase di progettazione all'interno della ordinaria procedura concorsuale, il progressivo inserimento nell'organico dei docenti delle scuole primarie di quote riservate a laureati in Scienze motorie o diplomati Isef ai fini dell'insegnamento dell'educazione motoria.

(3-01514)