• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/00246 il 17 novembre 2011 l'artigiano Sergio Gambino, allora trentanovenne di Serra San Bruno (Vibo Valentia) e figlio dello scrittore Sharo, noto in Italia per la sua attività antimafia, trovò un...



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-00246presentato daNESCI Dalilatesto diMartedì 16 aprile 2013, seduta n. 9

NESCI. — Al Ministro dell'interno, al Ministro della giustizia. — Per sapere – premesso che:
il 17 novembre 2011 l'artigiano Sergio Gambino, allora trentanovenne di Serra San Bruno (Vibo Valentia) e figlio dello scrittore Sharo, noto in Italia per la sua attività antimafia, trovò un bossolo di lupara sulla soglia del portone di casa propria e denunciò il fatto alla polizia, come risulta da numerose cronache di stampa;
già prima del predetto accaduto, delle iniziative civili sostenute da Gambino – membro del comitato «Pro-Serre» e dell'associazione «Il Brigante», entrambe espressioni d'impegno civico nel territorio – avevano avuto risalto sulla stampa nazionale, per esempio le denunce sull'invaso dell'Alaco e sul vicino hotel abbandonato, riprese dal giornalista Paolo Rumiz su La Repubblica del 16 maggio e del 7 agosto 2011;
Sergio Gambino è uno dei referenti più riconosciuti dell'associazionismo nella provincia di Vibo Valentia, in quanto esposto sul fronte antimafia e sul tema dell'acqua bene comune, compresa la lunga vicenda dell'invaso dell'Alaco, il cui impianto di potabilizzazione rifornisce 88 comuni calabresi con anomalie (che sono state oggetto di un altro atto di sindacato ispettivo) e con il sequestro per sospetto avvelenamento;
la stampa, anche nazionale, ha ipotizzato connessioni tra la riferita intimidazione subita dal Gambino nel 2011 e il suo ruolo nella lotta democratica riguardo all'invaso dell'Alaco, per esempio il quotidiano il Manifesto del 19 maggio 2012, articolo a firma di Claudio Dionesalvi;
la provincia di Vibo Valentia è segnata da crimini di ’ndrangheta, da un dominio esteso di consorterie mafiose e dallo scioglimento di comuni per cosiddette «infiltrazioni», pari, stando ai dati di Legautonomie Calabria, al 24 per cento del totale;
il 9 aprile 2013, tra le 22,30 e le 23, mentre era in corso una riunione, all'ingresso della sede dell'associazione «Il Brigante» di Serra San Bruno è stata recapitata la testa mozzata di una pecora, con sangue ancora caldo per lo sgozzamento, tipico messaggio intimidatorio di matrice ’ndranghetista;
l'accaduto di cui sopra è stato denunciato alle forze dell'ordine;
per i suoi ambiti di intervento e le iniziative registrate dalla stampa, l'associazione «Il Brigante» è a Serra San Bruno un centro di aggregazione, un laboratorio culturale, di impegno politico e civile nel territorio, attiva sulla vicenda dell'Alaco e sui principali nodi della legalità –:
di quali elementi dispongano sull'intimidazione subita da Sergio Gambino nel 2011;
se allo stato risultino collegamenti con l'ultima azione intimidatoria nei confronti dell'associazione «Il Brigante»;
quali misure siano state adottate per la sicurezza delle vittime;
quali siano le informazioni di cui dispongono in ordine a rischi di incolumità per associazioni e comitati che svolgono analoghe attività nel medesimo territorio;
se non ritengano necessarie, in considerazione della particolare esposizione delle vittime in un'area a forte presenza mafiosa, delle misure di tutela personale;
quali provvedimenti ritengano di dover adottare per garantire l'esercizio delle attività democratiche e civili di Cambino e dell'associazione «Il Brigante». (4-00246)