• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

link alla fonte scarica il documento in PDF

Atto a cui si riferisce:
S.4/00274 DI BIAGIO - Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali - Premesso che: il problema della cosiddetta disoccupazione in età matura, che coinvolge circa 1,9 milioni di italiani con...



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-00274 presentata da ALDO DI BIAGIO
mercoledì 29 maggio 2013, seduta n.030

DI BIAGIO - Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali - Premesso che:

il problema della cosiddetta disoccupazione in età matura, che coinvolge circa 1,9 milioni di italiani con un'età compresa tra i 40 e i 60 anni, è stata considerata nel corso degli anni come una "piaga" di nicchia, e non affrontata in maniera adeguata dalle Istituzioni competenti;

negli ultimi anni, condizionati da una congiuntura economica complessa che ha messo in crisi il tessuto economico-produttivo del Paese, il numero dei disoccupati maturi è cresciuto notevolmente, alimentato dalle dinamiche di licenziamento operate dalle aziende in crisi;

di contro, alla sussistenza della crisi, dunque alla difficoltà in capo alle imprese di procedere al coinvolgimento di ulteriori risorse umane, si aggiunge anche la sussistenza da parte delle stesse imprese di notevoli pregiudizi nei confronti dei lavoratori maturi, tanto da comprometterne l'eventuale reinserimento lavorativo;

la legge n. 92 del 2012 recante la riforma del mercato del lavoro» introduce «misure e interventi intesi a realizzare un mercato del lavoro inclusivo e dinamico, in grado di contribuire alla creazione di occupazione, in quantità e qualità, alla crescita sociale ed economica e alla riduzione permanente del tasso di disoccupazione»;

tra le misure vi è anche quella volta a favorire «nuove opportunità di impiego ovvero di tutela del reddito per i lavoratori ultracinquantenni in caso di perdita del posto di lavoro»;

nello specifico la legge prevede all'articolo 4, comma 8, incentivi all'occupazione consistenti nella riduzione, nella misura del 50 per cento, dei contributi di previdenza ed assistenza sociale a carico del datore di lavoro per la durata di 12 mesi a favore dei lavoratori di età non inferiore a 50 anni, disoccupati da oltre 12 mesi;

sebbene il ricorso alle misure incentivanti si configuri come l'intervento più immediato sul versante della tutela di questi lavoratori, cumulandosi con altre formule incentivanti riconosciute ad altre categorie di lavoratori (donne, giovani e altro) si arriverebbe al paradosso dello svilimento e l'annullamento dell'effetto stimolante dell'incentivo perché previsto su troppe fattispecie;

le difficoltà di reinserimento dei disoccupati maturi (con un età maggiore di 40, 50 e 60 anni), che si configura come particolarmente variegata e composta da profili di varia formazione e di trascorso professionale, vanno ricercate, oltre che nelle criticità attualmente sussistenti in capo alle aziende italiane di certo non facilitate dalla congiuntura economica complessa, anche nella sussistenza di stereotipi legati all'età da parte delle stesse aziende, che di fatto impediscono l'accesso e sviliscono ogni possibilità di un pieno ed operativo coinvolgimento di tali lavoratori rinunciando ad utilizzare appieno le loro capacità ed esperienze;

il mancato reinserimento occupazionale della categoria sul breve, medio e lungo periodo determina riverberi complessi di tipo economico (mancate entrate e difficoltà di sostenere gli impegni presi), sociale (mancato sostegno ai figli) e assistenziale (mancato sostegno ai genitori, spesso anziani, che dal punto di vista assistenziale, e non solo, dipendono da loro) e a tratti drammatici condizionando le dinamiche del nucleo familiare, in considerazione del fatto che tali ex lavoratori rappresentano talvolta l'unica fonte sostentamento dell'intera famiglia;

tali disoccupati sono "troppo giovani per la pensione" e considerati "troppo vecchi per un nuovo impiego" tanto da essere collocati in un limbo socio-lavorativo statico, nei confronti del quale a giudizio dell'interrogante non vi sono stati interventi fattivi;

non essendo stati elaborati interventi risolutivi volti alla tutela dei disoccupati maturi, sarebbe ipotizzabile intervenire su altri versanti come il miglioramento delle forme di flessibilità del lavoro, attraverso l'introduzione di una cosiddetta flessibilità tutelata che possa rappresentare un incentivo per il lavoratore maturo inoccupato, oltre che per l'azienda;

in considerazione di quella che appare come una palese discriminazione anagrafica che attualmente di fatto condiziona l'approccio dei datori di lavoro alle dinamiche di reclutamento delle risorse umane, talvolta in aperta violazione di quanto disposto dal decreto legislativo 9 luglio 2003, n. 216, sarebbe auspicabile procedere con un controllo reale, più serrato ed incisivo, corredato da eventuali sanzioni più severe in caso di conclamata violazione al fine di esorcizzare la tendenza del mercato del lavoro all'eccessivo schiacciamento su una determinata fascia di età dei candidati,

si chiede di sapere quali iniziative, anche di natura normativa, il Ministro in indirizzo intenda predisporre al fine di porre rimedio alle urgenti criticità che interessano la categoria, anche prevedendo misure di re-inserimento lavorativo dei disoccupati over 40, che si collochino ben oltre il riconoscimento degli incentivi previsti dalla normativa vigente.

(4-00274)