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Atto a cui si riferisce:
C.4/00304 nel mese di marzo 2013 è scaduto il periodo quadriennale del presidente dell'autorità portuale di Ancona ed è in atto il regime di prorogatio, previsto dalla normativa, per un periodo di 45...



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata Martedì 8 luglio 2014
nell'allegato B della seduta n. 259
4-00304
presentata da
AGOSTINELLI Donatella

Risposta. — Come evidenziato dagli interroganti il 23 marzo 2013 è scaduto il mandato del presidente dell'autorità portuale di Ancona, avvocato Luciano Canepa.
Dall'8 maggio 2013, decorso il periodo di prorogatio, l'ente è stato affidato alla gestione di un commissario straordinario, inizialmente individuato nella persona dello stesso presidente uscente e, successivamente, terminato il previsto semestre commissariale, dal signor Rodolfo Giampieri; il nuovo commissario straordinario dell'ente è stato nominato con decreto 7 novembre 2013, n. 399, con decorrenza 9 novembre 2013 e per un periodo massimo di sei mesi, ovvero fino alla nomina del nuovo presidente.
Per la nomina del nuovo presidente dell'autorità portuale, questo Ministero ha dato avvio alle procedure previste dall'articolo 8, comma 1, della legge n. 84 del 1994, richiedendo agli enti pubblici interessati, con nota del 13 novembre 2012, di fornire i nominativi degli esperti tra i quali individuare il nuovo vertice dell'ente in parola.
Gli enti pubblici interessati hanno pertanto fornito le seguenti designazioni:
Ente: Provincia; Designato: 1. Rodolfo Giampieri, Prot. Nota: n. 7670, data 14 gennaio 2013;
Ente: Comune di Ancona; Designato: 1. Rodolfo Giampieri, prot. nota n. 105079 24 dicembre 2012; 2. Cristiano Lassandari, prot. nota n. 4509, 16 gennaio 2013;
Ente: Comune Falconara; Designato: 1. Rodolfo Giampieri; 2. Amos Benni; 3. Giuseppe Guacci; prot. nota n. 3229, 22 gennaio 2013;
Ente: Camera di Commercio; Designato: 1. Rodolfo Giampieri, prot. nota n. 41/ris, 21 dicembre 2012.

Pertanto, acquisiti i nominativi, si è proceduto al completamento delle ulteriori fasi procedimentali: è stato quindi proposto il nominativo del signor Rodolfo Giampieri ai fini dell'intesa da parte della regione, come prescritta dal citato articolo 8, comma 1.
Detta proposta è stata formalizzata alla regione Marche in data 8 novembre 2013, e da quest'ultima positivamente riscontrata con nota in pari data.
Preso atto, dunque, dell'assenso della regione e rilevata la necessità di provvedere al ripristino della normale amministrazione presso l'ente portuale di Ancona, si è proceduto, come prescritto dalla legge 24 gennaio 1978, n. 14, alla richiesta di parere alle competenti Commissioni parlamentari di Camera e Senato, che si sono entrambe espresse favorevolmente nelle sedute del 4 dicembre 2013.
Tuttavia, proprio presso le due Commissioni parlamentari, il dibattito sulla nomina del vertice dell'ente portuale in oggetto si è incentrato sulla nota sentenza del Consiglio di Stato n. 4768 del 26 settembre 2013 con cui l'organo di giustizia amministrativa ha disposto l'annullamento del decreto 23 settembre 2011, n. 338, di nomina del dottor Piergiorgio Massidda a presidente dell'autorità portuale di Cagliari, rilevando, tra l'altro, che «i soggetti designati debbano necessariamente essere in possesso di una specifica qualificazione culturale, teorica e pratica nelle materie indicate dalla Legge» ed aggiungendo che «in tale prospettiva, anche se l'articolo 8 della legge n. 84 del 28 gennaio 1994 non richiede né uno specifico titolo di studio e né uno specifico percorso professionale di carattere giuridico o tecnico, economico e altro è di norma necessario il possesso di una laurea connessa, affine, collegata o collegabile con la materia portuale per potersi definire esperto del settore».
Orbene, proprio per la situazione del porto di Ancona, le Commissioni parlamentari, pur esprimendo concorde avviso sulla designazione del signor Rodolfo Giampieri, hanno fatto rilevare la carenza del titolo di studio (laurea) in capo al medesimo.
Tale ultima circostanza può essere dunque assunta a presupposto della ragionevole prudenza adottata successivamente all'acquisizione del parere parlamentare, considerato che – pur essendo preciso dovere dell'Amministrazione assicurare il buon andamento dell'ente mediante la nomina degli organi ordinari – è altrettanto doveroso garantire, contestualmente, che i relativi provvedimenti siano salvaguardati da ogni possibile censura di legittimità e di merito, posto che, allo stato attuale, la sopra richiamata sentenza del Consiglio di Stato presenta margini di incertezza in ordine ai requisiti da prevedere per la nomina delle figure apicali degli Enti portuali e, conseguentemente, offre spunti a terzi per l'instaurazione di contenziosi dai tempi e dagli esiti imponderabili.
In ordine a tale ultimo aspetto, e alla vicenda sopra accennata riguardante il dottor Massidda, è appena il caso di aggiungere che, proprio a seguito di denuncia presentata da un controinteressato, in qualità di Ministro sono stato destinatario di specifico addebito penale per abuso d'ufficio, poi favorevolmente risoltosi innanzi al tribunale dei ministri di Cagliari con il decreto di archiviazione, per carenza dei presupposti materiali e soggettivi, del 24 marzo 2014.
Va parimenti considerato che la sentenza del Consiglio di Stato n. 4768 del 2013 estende i suoi effetti sulle restanti nomine presidenziali in itinere presso altre autorità portuali, alle quali non è dunque possibile dare corso senza che siano disponibili, anche a tutela dei soggetti candidati, elementi certi e definitivi sull'idoneità dei profili professionali e culturali necessari per assolvere il mandato di presidente.
Proprio per sbloccare questa situazione di sostanziale impasse derivante dal pronunciamento della magistratura amministrativa sopra richiamato, le competenti strutture di questo Ministero hanno inteso, per un verso, promuovere il giudizio della Corte di cassazione avverso la richiamata sentenza del Consiglio di Stato n. 4768 del 2013, per motivi attinenti alla giurisdizione in modo da acquisire elementi di certezza in merito agli indirizzi del giudice amministrativo, e, per altra parte, hanno formulato apposito quesito all'avvocatura generale dello Stato per acquisire l'avviso in ordine alle linee di condotta da seguire in futuro per l'individuazione dei vertici delle autorità portuali.
È di tutta evidenza che l'operato finora intrapreso da questo dicastero è diretto esclusivamente a perseguire i superiori principi costituzionali di buon andamento dell'azione amministrativa, in ragione dei quali si è ritenuto legittimamente di soprassedere dalla nomina del vertice dell'autorità portuale di Ancona, in attesa dei pronunciamenti sopra elencati.
Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti: Maurizio Lupi.