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Atto a cui si riferisce:
C.4/01203 al momento della richiesta da parte della Croazia di far parte della Comunità europea, è stata affrontata la questione della denominazione del vino prosecco, che, con le sue articolazioni...



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata Mercoledì 4 giugno 2014
nell'allegato B della seduta n. 239
4-01203
presentata da
BRUNETTA Renato

Risposta. — In riferimento all'interrogazione in esame vorrei, anzitutto, rassicurare gli interroganti che la mia amministrazione, in collaborazione con il Ministero degli Affari esteri ha sempre seguito con la massima attenzione l'evoluzione della normativa europea e internazionale sulla protezione delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche dei prodotti agroalimentari, in particolare dei vini, al fine di assicurare la massima protezione alle produzioni in questione che, rientrando nell'ambito dei diritti di proprietà intellettuale, costituiscono un importantissimo patrimonio storico-tradizionale e, dunque, socio-economico e culturale dell'intero Paese.
In linea con tale orientamento, già in sede di negoziati di adesione all'Ue da parte della Croazia, in collaborazione con il ministero affari esteri, abbiamo impedito che il vino croato «Prosek» ottenesse il riconoscimento quale denominazione tradizionale ovvero denominazione d'origine. Del resto tale denominazione non è contemplata nell'elenco delle denominazioni dei vini della Croazia protette nell'UE ai sensi dell'articolo 107, paragrafo 4, del Regolamento UE n. 1308/2013 (elenco pubblicato nel registro informatico E-Bacchus della Commissione UE ove, peraltro, alcuna menzione tradizionale riguarda i vini della Croazia).
Al fine di evitare l'accoglimento di eventuali nuove richieste della Croazia intese ad utilizzare «Prosek» quale menzione tradizionale, seguiremo con la massima attenzione anche la pertinente procedura europea per l'adozione degli atti delegati del citato regolamento UE, tra i quali figurerà anche un regolamento concernente disposizioni in materia di menzioni tradizionali dei vini.
Assicuro, infine, che manterremo ferma la nostra posizione in tutte le sedi europee ed internazionali, laddove si affronti la concreta gestione dell'organizzazione comune di mercato e la gestione degli accordi stipulati dall'Unione europea con i Paesi terzi per il settore in questione, al fine, non solo, di evitare la concessione di deroghe a Paesi UE o terzi (tali da scardinare i principi di protezione sanciti dalla normativa di base europea), ma anche per ottenere il pieno rispetto delle pertinenti norme comunitarie dagli altri Paesi e così assicurare (soprattutto alle DOP e IGP europee) una protezione che si attesti al massimo livello consentito dal vigente accordo TRIPS.
Il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali: Maurizio Martina.