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Atto a cui si riferisce:
C.4/01996 il 22 settembre 2013, la rivista «Tempi» ha pubblicato un articolo sulla presenza di residenti italiani, cittadini e non, fra le fila della resistenza siriana al Governo di Bashar al...



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata Giovedì 7 agosto 2014
nell'allegato B della seduta n. 281
4-01996
presentata da
CATANOSO Basilio

Risposta. — I fatti riferiti nell'interrogazione in esame rientrano nell'ambito delle indagini, tuttora in corso, condotte dalla Direzione centrale della polizia di prevenzione nei confronti di estremisti attivi nel contesto della cosiddetta «dissidenza siriana».
In particolare, i cittadini siriani Sakhanh Haisam, Issa Bacha Ammar e Chaddad Anter sono stati arrestati nel febbraio del 2012 a Roma in seguito a un'irruzione nella sede dell'Ambasciata siriana; nell'aprile 2012, sono poi tornati in Siria per combattere contro il regime di Assad.
Attualmente, l'unico cittadino italiano che risulta aver preso parte ai combattimenti in Siria è Giuliano Delnevo, convertitosi all'islam con il nome di Ibrahim e rimasto ucciso nel giugno 2014 nei pressi di Aleppo, durante uno scontro con le forze lealiste.
Per quanto concerne invece il video diffuso dal sito on line del New York Times – precedentemente postato su un profilo facebook riconducibile a Sakhanh – la Polizia postale e delle comunicazioni ha individuato alcune formazioni che si avvalgono della rete per rivendicare attacchi terroristici o per propagandarne l'ideologia. In tale ambito, va tuttavia osservato che la visibilità degli spazi web, in taluni casi, è consentita solo a utenti opportunamente «accreditati».
Più in generale, nel quadro delle strategie di contrasto del terrorismo islamico, si segnala il progetto «Check the web», inserito in ambito Europol, che consente di condividere a livello internazionale una banca dati sull'integralismo islamico – con particolare riferimento all'organizzazione terroristica «Al Qaeda» – in cui vengono raccolti i risultati ottenuti dall'attività di monitoraggio della rete svolta dai diversi Paesi europei.
Infine, in merito alla problematica evidenziata dall'interrogante, si assicura che – pur non essendo emersi finora elementi che confermino l'attuale presenza in Italia di reti strutturate attive nel reclutamento di militanti jihadisti – la questione degli aspiranti combattenti partiti dall'Italia verso la Siria, o verso altri teatri di conflitto, è all'attenzione di questa Amministrazione e viene seguita con il massimo impegno sia dalle Forze di polizia che dalla magistratura inquirente.
Il Viceministro dell'interno: Filippo Bubbico.