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Atto a cui si riferisce:
C.5/02309 le irregolarità e le inefficienze gestionali che caratterizzano l'operato di molti degli enti controllati dal Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, rendono non più...



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata Mercoledì 7 maggio 2014
nell'allegato al bollettino in Commissione XIII (Agricoltura)
5-02309

Le interrogazioni di cui si chiede conto recano analoghi quesiti attinenti la gestione, le risorse e talune criticità del SIN, società che gestisce il Sistema informativo agricolo nazionale (SIAN) motivo per cui ho ritenuto conveniente fornire al riguardo una risposta congiunta.
Il SIAN è un sistema di servizi complesso, con un patrimonio di dati e servizi di assoluta rilevanza nel contesto italiano e comunitario, che ha svolto e svolge la primaria funzione di supportare la gestione della raccolta, istruttoria, controllo e pagamento delle domande di accesso agli aiuti comunitari per i produttori agricoli italiani, vale a dire circa 7 miliardi di euro per anno per circa 1.500.000 aziende agricole nazionali.
Ogni anno, quasi la totalità degli aiuti PAC viene regolarmente pagata entro i termini previsti, evitando il disimpegno dei fondi per mancato pagamento nell'ambito dei programmi di sviluppo rurale.
Allo stato, dall'assegnazione della gara, al 31 dicembre 2013, la gestione complessiva del SIAN è costata 650 milioni di euro, così come desunto dai bilanci della SIN spa. Di tale somma, sono finora stati destinati circa 490 milioni di euro al raggruppamento temporaneo di imprese vincitore della gara.
Chiarito quanto sopra, assicuro che la notizia che si è diffusa sull'aumento dei costi del SIAN per altri 90 milioni di euro per il triennio 2014-2016 è del tutto infondata.
In merito alle retribuzioni degli amministratori di SIN vorrei far presente che, già da tempo, è stato intrapreso un percorso virtuoso che ha comportato una prima riduzione dei compensi nel 2012 (da 460.000 a 160.000 euro), seguita da un ulteriore decremento deciso dall'attuale gestione commissariale di AGEA, che ha stabilito in 80.000 euro i compensi complessivamente spettanti agli amministratori di SIN.
Peraltro mi preme sottolineare che l'attuale Consiglio di amministrazione di SIN (nominato a gennaio 2014 e, per la prima volta, composto, per la parte pubblica, interamente da pubblici funzionari del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e della stessa AGEA) ha ora ulteriormente ridotto i compensi (35.000 euro), anche per la rinuncia di alcuni consiglieri.
Riguardo al contratto stipulato da SIN con un consulente esterno, dalle comunicazioni ricevute dalla medesima, risulta che la società in parola non ha alcun fiscalista nel suo organico, per cui sarebbe stato necessario fare ricorso ad un professionista esterno. Si tratta di un contratto annuale da 43.084 euro, stipulato in sostituzione di quello sottoscritto con altro professionista nel 2006, scaduto nel 2013, e di importo ben più oneroso (60.000 euro annui).
In merito ai costi di funzionamento della struttura SIN rappresento quanto segue:

Riguardo all'azione di monitoraggio sui finanziamenti concessi agli agricoltori in ogni stadio della pratica, a fronte dei fondi europei previsti dalla nuova programmazione 2014-2020, preciso che il controllo di ciascuna pratica oggetto di finanziamento dell'Unione europea rientra tra le specifiche competenza degli Organismi pagatori riconosciuti, soggetti operanti negli Stati membri con il compito di gestire e controllare le spese FEAGA e FEASR, secondo quanto stabilito dalla pertinente normativa (articolo 7 del regolamento (UE) n. 1306/2013).
In base alle disposizioni dell'Unione europea, i predetti organismi pagatori svolgono direttamente, o con l'ausilio di soggetti terzi appositamente convenzionati, le necessarie verifiche, propedeutiche al pagamento degli aiuti, eseguendo i controlli amministrativi su tutte le pratiche oggetto di finanziamento e, in numero variabile, verifiche in loco (normalmente sul 5 per cento delle pratiche finanziate), in relazione alle misure oggetto di pagamento.
Sugli organismi pagatori riconosciuti, il Ministero svolge specifica l'attività di monitoraggio secondo quanto previsto dalla citata regolamentazione e con le modalità ivi contemplate.
Detti organismi infatti, per potere operare, devono rispondere a precisi requisiti organizzativi in funzione dei quali ricevono il previsto riconoscimento da parte dell'Autorità competente (che, in Italia, è stata individuata nel Direttore generale delle politiche internazionali e dell'Unione europea del Ministero che rappresento) cui spetta, tra l'altro, la supervisione sul mantenimento, da parte degli Organismi pagatori, dei requisiti in relazione ai quali è stato loro concesso il riconoscimento.
Come previsto dalla normativa di settore, i conti annuali di ciascun Organismo pagatore sono oggetto di certificazione resa da primaria società di revisione contabile, selezionata dal Ministero delle politiche agricole mediante procedura di appalto pubblico.
L'Organismo di certificazione è tenuto ad esprimere un parere sulla completezza, esattezza e veridicità dei conti annuali dell'Organismo pagatore e sulla funzionalità del suo sistema di controllo interno.
A decorrere dall'esercizio finanziario 2015, il parere dell'Organo di certificazione dovrà essere esteso anche su legalità e correttezza delle spese oggetto di finanziamento.
Qualora in detto contesto dovessero essere riscontrate criticità o carenze da parte degli Organismi pagatori, l'Autorità competente proporrà le misure correttive all'uopo ritenute necessarie.
Riguardo ai presunti problemi di non correttezza dei pagamenti e di incongruenza, vulnerabilità e non replicabilità dei dati attinenti al SIAN (riportati negli ultimi giorni a mezzo stampa e sul web), dalle informazioni in possesso del Ministero si desume che le pertinenti verifiche eseguite hanno consentito di chiarire che quanto divulgato non è rispondente alla situazione esistente nel SIAN.
Per quanto concerne le varie questioni specifiche poste dagli interroganti evidenzio che, in base ai dati forniti al riguardo, è emerso quanto segue:
in merito alla presunta erogazione di fondi commisurati a 2.000 mq. per un fienile di 900 mq. nel comune di Mistretta, il fondo in questione non ha mai ricevuto aiuti legati alla superficie per nessuno dei regimi di sostegno comunitari che erogano aiuti diretti per superficie. Peraltro, sebbene sia stata presentata la domanda per «misure strutturali» per il fienile in questione, non essendo stata ritenuta ammissibile dalla regione che ha istruito la pratica, l'AGEA non ha effettuato alcun pagamento;
riguardo, invece, alle aziende che otterrebbero comunque i finanziamenti nonostante gli scostamenti tra le superfici richieste e quelle effettive, le verifiche condotte sui casi evidenziati non hanno rilevato alcun tipo di malfunzionamento del SIAN, né in ordine alla regolarità dei pagamenti corrisposti, né in ordine alla corretta applicazione delle procedure istruttorie applicate secondo le istruzioni impartite dall'organismo pagatore AGEA;
per quanto concerne, invece, la questione dell'agricoltore che compare prima come intestatario di 2 fabbricati agricoli e poi di 23, tengo a chiarire che trattasi solo di un'errata interpretazione della Commissione di collaudo, avendo l'interessato in questione presentato la domanda di aiuto indicando 3 fabbricati (e non 2 come indicato dalla stampa); mentre 23 sono quelli che risultano dalla consultazione del fascicolo aziendale che riporta l'intera disponibilità dell'azienda stessa.
Ricordo infine che, nell'ottica del contenimento e razionalizzazione della spesa pubblica, è all'esame del Parlamento il disegno di legge S. 1338 (Collegato alla manovra finanziaria) che contempla, tra l'altro, il riordino e la riduzione degli enti vigilati dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali allo scopo di rendere maggiormente efficienti i servizi offerti nell'ambito del settore agroalimentare.
Quanto sopra, attraverso la definizione della struttura degli enti e degli organi direttivi e di controllo, delle rispettive competenze e delle procedure di funzionamento, nonché di criteri di nomina che garantiscano la comprovata qualificazione scientifica e professionale dei componenti degli organi stessi nei settori in cui opera l'ente; l'ottimizzazione nell'utilizzo delle risorse umane, strumentali e finanziarie a disposizione degli enti vigilati dal Ministero, riducendo ulteriormente il ricorso a contratti a soggetti esterni alla pubblica amministrazione e utilizzando prioritariamente le professionalità esistenti; la riduzione del numero degli enti, società e agenzie vigilati dal Ministero.
In particolare, riguardo alla riorganizzazione dell'agenzia per le erogazioni in agricoltura (AGEA), anche attraverso la revisione delle funzioni di coordinamento attualmente affidate all'Agenzia medesima e in particolare, dell'attuale sistema di gestione e di sviluppo del Sistema informativo agricolo nazionale (SIAN) di cui all'articolo 15 della legge 4 giugno 1984, n. 194, è utile sottolineare che è in corso un'approfondita valutazione di verifica del «modello» di organizzazione attuale con l'obiettivo di delineare un sistema in grado di ottimizzare l'accesso alle informazioni da parte degli utenti e delle pubbliche amministrazioni, di favorire l'efficienza dell'erogazione dei servizi e del sistema di pagamenti.
L'obiettivo che si intende perseguire, accanto ai significativi risparmi di spesa, in linea con la vigente normativa in materia di spending review, è anche quello di destinare le somme risparmiate ad attività necessarie al rilancio del comparto, al fine di produrre maggiore crescita economica.