• Testo della risposta

link alla fonte scarica il documento in PDF

Atto a cui si riferisce:
C.5/02347 la Tirreno Power — controllata al 50 per cento da Suez Gaz de France e per il restante 50 per cento da Energia Italian — il cui 78 per cento è detenuto dalla Sorgenia del gruppo De...



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata Giovedì 4 dicembre 2014
nell'allegato al bollettino in Commissione VIII (Ambiente)
5-02347

I fatti citati nell'atto di sindacato ispettivo dell'onorevole Gallinella e altri si riferisce ad una situazione che nel corso degli ultimi mesi è profondamente mutata.
È noto che in data 4 febbraio 2014 il giudice per le indagini preliminari di Savona, su richiesta dell'omonima procura della Repubblica, ha disposto il sequestro preventivo dei gruppi VL3 e VL4 della centrale termoelettrica Tirreno Power spa di Vado Ligure ipotizzando, per alcuni dirigenti della stessa, i reati di cui agli articoli 110 e 434 del codice penale «in concorso fra loro dirigevano e gestivano la centrale termoelettrica a combustibili fossili “Tirreno Power”» utilizzando i gruppi a carbone VL3 e VL4, in violazione delle prescrizioni imposte nei provvedimenti autorizzativi e con valori emissivi nettamente superiori a quelli resi possibili dalle migliori tecniche disponibili, sia prima che dopo il rilascio dell'autorizzazione integrata ambientale, nonostante i dati in possesso della società documentassero già un diffuso danno all'ambiente circostante. L'adozione della misura cautelare reale, trova fondamento sulle risultanze di uno studio epidemiologico commissionato dalla procura predetta, a consulenti specializzati.
Presso la direzione distrettuale antimafia di Genova, pervenuto per competenza dalla procura di Savona, pende il procedimento penale n. 12/5253/21 per il reato di cui all'articolo 260 del decreto legislativo n. 152 del 2006, (Attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti) che vede imputati anche alcuni responsabili della centrale di Vado Ligure.
Si sottolinea che ad oggi, risulta essere attiva l'unità a ciclo combinato denominato VL5, alimentata a gas naturale.
Ciò posto, l'installazione del nuovo gruppo VL6 è già dotata di autorizzazione integrata ambientale, che ne disciplina l'esercizio attraverso una serie di esercizi transitori, traguardando infine eccellenti prestazioni ambientali anche in virtù di un assetto finale con un gruppo a carbone del tutto nuovo.
Tuttavia il gestore non ha rispettato tali condizioni poiché ha deciso di non effettuare gli interventi migliorativi che lui stesso aveva proposto in sede di istanza di autorizzazione, e conseguentemente il Ministero dell'ambiente, previa diffida, ha dovuto procedere a sospendere la validità dell'autorizzazione.
Preso atto della situazione, il gestore ha chiesto il rinnovo anticipato dell'autorizzazione, prospettando una diversa articolazione degli esercizi provvisori, dell'assetto finale a regime (che non prevede più la realizzazione del nuovo gruppo) e delle prestazioni da traguardare.
Tale richiesta, poiché dal punto di vista ambientale prevede sostanziali variazioni rispetto al quadro prestazionale ed emissivo già autorizzato, è tuttora oggetto di una approfondita istruttoria tecnica ed in particolare, il 18 novembre 2014, sulla base di una proposta formulata dalla competente Commissione istruttoria per l'autorizzazione integrata ambientale-IPPC, si è tenuta la conferenza di servizi che proseguirà nella giornata odierna (4 dicembre).
Nel caso in specie, l'istruttoria considererà attentamente le temute criticità sanitarie e della qualità dell'aria, nelle misure che saranno rispettivamente delineate in conferenza di servizi dalle autorità sanitarie, ossia dal Ministero della salute e dai sindaci nonché dalle autorità regionali preposte alle rilevazioni della qualità dell'aria, in relazione al particolare assetto impiantistico e alla pregressa vicenda autorizzativa.
Non si può pertanto escludere che tali elementi specifici possano determinare la fissazione di condizioni autorizzative particolarmente rigorose.