• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/00389 il programma Master and back, istituito nel 2006, è stato promosso dalla regione Sardegna con l'obiettivo di favorire la formazione di alto livello, presso organismi di riconosciuto prestigio...



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-00389presentato daPINNA Paolatesto diMartedì 14 maggio 2013, seduta n. 15

PINNA, CARINELLI, COLONNESE, BRUGNEROTTO, MANNINO, MANTERO, VALLASCAS, SEGONI, GAGNARLI, GALLINELLA, VIGNAROLI, SPESSOTTO, RIZZETTO, LABRIOLA, CIPRINI, PRODANI, DA VILLA, CORDA, NICOLA BIANCHI, FRUSONE e RIZZO. — Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali, al Ministro dell'economia e delle finanze, al Ministro per gli affari europei, al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca. — Per sapere – premesso che:
il programma Master and back, istituito nel 2006, è stato promosso dalla regione Sardegna con l'obiettivo di favorire la formazione di alto livello, presso organismi di riconosciuto prestigio nazionale ed internazionale, dei giovani laureati sardi e garantire dopo l'acquisizione del titolo post lauream l'avvio di un programma di rientro all'interno delle attività produttive e di ricerca sarde, rappresentando un fattore determinante per i risultati economici e la competitività del sistema regionale;
l'importanza di tale progetto è rafforzata dall'analisi della grave situazione italiana: i recenti dati Istat, pubblicati l'11 aprile 2013, rivelano che nel quinquennio 2007-2012 il tasso di disoccupazione è passato dal 6,1 per cento del 2007 al 10,7 per cento del 2012 e i disoccupati e le forze lavoro potenziali considerati insieme fanno registrare una crescita nei cinque anni del 39,2 per cento, pari a più di un 1 milione 641 mila unità;
inoltre, i dati resi noti dall'Aire (Anagrafe della popolazione italiana residente all'estero) e anticipati nel programma radiofonico «Giovani Talenti» su Radio 24 denunciano un'Italia sempre più povera in termini di risorse umane. Nel 2012 l'emigrazione è passata dai 60.635 cittadini del 2011 ai 78.941 del 2012, confermando la prevalenza di giovani: gli emigrati della fascia di età 20-40 anni sono aumentati in un anno del 28,3 per cento. La cosiddetta «fuga dei cervelli» ha costituito nel 2012 il 44,8 per cento del flusso totale di espatrio;
i dati nazionali trovano triste conferma in quelli regionali: si tratta di un'emigrazione giovane e specializzata che cerca lavoro qualificato. I giovani migliori cercano lontano da casa un impegno e una vita gratificanti e nel frattempo la Sardegna continua ad impoverirsi e a regredire. La finalità del Master and back dovrebbe essere proprio quella di contrastare questa grave situazione: dopo aver fatto significative esperienze in Italia e all'estero i fruitori del programma dovrebbero tornare in Sardegna mettendo le competenze e le professionalità acquisite a disposizione del territorio con l'importante obiettivo di favorirne lo sviluppo economico, sociale e culturale;
il Master and back si sviluppa nell'ambito del programma operativo fondo sociale europeo 2007-2013 della regione autonoma della Sardegna e prevede l'erogazione di contributi individuali a fondo perduto per borse di studio, con il cofinanziamento del Fondo sociale europeo (FSE), per la partecipazione a corsi di alta formazione presso organismi di riconosciuta qualità e reputazione a livello internazionale che operano al di fuori del territorio regionale;
dunque, una parte consistente del finanziamento del programma deriva dal Fondo sociale europeo, importante strumento dell'Unione europea volto a sviluppare e finanziare una serie di progetti che mirano allo sviluppo e alla promozione della coesione tra i diversi Stati membri, al fine di sostenere l'occupazione, aiutare i cittadini a trovare posti di lavoro migliori e assicurare opportunità lavorative più eque per tutti, investendo nel capitale umano dell'Europa;
come sottolineato nei passaggi precedenti, nel caso specifico l'obiettivo dell'investimento delle risorse europee è la formazione degli individui in vista di un inserimento professionale di ritorno per la propria terra di origine. Tuttavia, l'operato dell'Agenzia regionale per il lavoro non agevola il raggiungimento di tale fine;
ai beneficiari del Master and back è stata applicata la tassazione equiparando i loro redditi, dal punto di vista fiscale, a redditi da lavoro dipendente, articolo 50 del Testo unico delle imposte sui redditi (TUIR) e articolo 24 del decreto del Presidente della Repubblica n. 600 del 1973. Tale ritenuta viene calcolata sull'intero contributo anziché limitatamente alla quota a carico dello Stato o della regione. Inoltre, la tassazione è resa ulteriormente iniqua poiché tale compenso non viene erogato mensilmente o annualmente, ma in rate che talvolta possono comprendere il 90 per cento della borsa in un'unica soluzione, aumentando notevolmente l'imponibile;
da tempo esiste un intenso dibattito sulla tassabilità o meno delle borse di studio finanziate in parte dal Fondo sociale europeo (FSE) ed in particolare della quota parte oggetto di contributo europeo;
la questione è stata affrontata per la prima volta dalla direzione regionale entrate della regione Puglia che, con nota protocollo n. 917 del 9 luglio 2010 – in risposta all'interpello 917-216/2010 dell'11 giugno 2010 (proposto dalla regione Puglia in merito alla questione delle borse di studio «Ritorno al futuro», che presentavano problematicità analoghe a quelle qui esposte) – ha stabilito la completa esenzione da qualsiasi forma di tassazione della quota di borsa studio rappresentativa dei fondi comunitari e quindi da questi ultimi direttamente proveniente. Il ragionamento è stato fondato sulla sentenza della Corte di giustizia europea n. 427/05 del 25 ottobre 2007, peraltro recepita dalla Corte di Cassazione con sentenza n. 2082 del 30 gennaio 2008;
la Corte di giustizia con la sopraccitata sentenza ha statuito un importante principio: uno Stato dell'Unione può tassare i contributi europei soltanto se gli stessi abbiano un rapporto diretto ed intrinseco con i redditi dei contribuenti, in quanto elementi attivi del conseguimento dei redditi stessi. Dunque, se ne desume che la quota comunitaria del contributo non può essere tassata, in quanto tale contributo è privo dello specifico collegamento alla produzione e realizzazione di un reddito di lavoro dipendente, posto che è stato erogato con il precipuo ed unico scopo di consentire un'alta formazione ai giovani neolaureati;
sempre nella nota del 9 luglio 2010, l'Agenzia delle entrate della regione Puglia ha affermato che l'eventuale assoggettamento ad imposizione fiscale del contributo comunitario ricevuto dai soggetti finitori del programma corrisponderebbe ad un prelievo specificatamente connesso al contributo stesso e come tale risulterebbe in contrasto con la previsione del principio dell'integrità dei pagamenti di cui all'articolo 80 del Regolamento (CE) n. 1083/2006 dell'11 luglio 2006, rubricato integrità dei pagamenti ai beneficiari, secondo cui «Gli Stati membri si accertano che gli organismi responsabili dei pagamenti assicurino che i beneficiari ricevano l'importo totale del contributo pubblico entro il più breve termine e nella sua integrità»;
nel caso specifico del programma Master and back, il 22 giugno 2011 l'Agenzia delle entrate, in risposta all'interpello n. 954-569/2010 promosso dalla regione autonoma Sardegna, ha affermato che la regione non deve applicare la ritenuta prescritta dall'articolo 24 del decreto del Presidente della Repubblica n. 600 del 1973 sui contributi di cofinanziamento assoggettati alle norme del regolamento (CE) n. 1083/2006. Inoltre, considerato che l'eventuale assoggettamento ad imposizione fiscale del contributo comunitario ricevuto dai borsisti corrisponderebbe ad un prelievo specificamente connesso al contributo stesso – contrastando ciò con il principio di integrità dei pagamenti di cui all'articolo 80 del regolamento (CE) n. 1083/2006 – lo stesso non va incluso nella base imponibile per il conseguente assoggettamento ad imposizione progressiva in base alle disposizioni del TUIR;
l'Agenzia delle entrate ha argomentato il suo parere sostenendo come segue: la nozione di beneficiario è data dall'articolo 2, comma 4, del regolamento (CE) n. 1083/2006 «Beneficiario: un operatore, organismo o impresa, pubblico o privato, responsabile dell'avvio e dell'attuazione delle operazioni», la disposizione sembra escludere che possa essere considerato beneficiario una persona fisica. Ciò trova giustificazione in relazione alla necessità di monitoraggio sull'utilizzo dei fondi comunitari da parte della Commissione europea, la quale in tal modo ha limitato il numero dei soggetti da sottoporre al controllo. Tuttavia, secondo l'Agenzia delle entrate non si può pervenire in una medesima conclusione nel senso di escludere le persone fisiche quali soggetti destinatari effettivi e finali del contributo di cui all'articolo 80 del regolamento (CE) n. 1083/2006;
a conferma di quanto sostenuto l'Agenzia delle entrate fa riferimento al parere reso dal Ministro del lavoro e delle politiche sociali, secondo cui l'articolo 80 del regolamento (CE) n. 1083/2006 intende escludere «il dirottamento di qualsiasi parte dei contributi erogati e stanziati verso destinazioni diverse rispetto al sovvenzionamento in senso proprio del progetto finanziato»; inoltre il Ministro afferma che «l'azione sovvenzionata è direttamente e propriamente la fruizione di attività formativa, cosicchè l'integrità del finanziamento deve essere misurata con riferimento ai trasferimenti strettamente funzionali a tale fruizione (come potrebbero essere le borse di studio o altri strumenti quali i voucher formativi)»;
tuttavia, il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, successivamente interpellato dalla regione Sardegna in merito al trattamento fiscale da riservare alle borse di studio finanziate nell'ambito del POR FSE 2007-2013, con nota n. 4397 del 17 ottobre 2011 ha modificato la propria posizione. Nella nota si precisa che soggetto beneficiario dei finanziamenti deve ritenersi la regione e non i neo-laureati destinatari delle singole somme e, pertanto, l'amministrazione regionale in qualità di sostituto d'imposta deve applicare la ritenuta a titolo d'acconto IRPEF prevista dall'articolo 24 del decreto del Presidente della Repubblica n. 600 del 1973 sull'intero importo della borsa di studio, compresa la parte finanziata dal Fondo speciale europeo, da considerare reddito assimilato a quelli di lavoro dipendente ai sensi dell'articolo 50, comma 1, lettera c), del TUIR;
l'Agenzia delle entrate, con protocollo n. 2011/156459 – in risposta alla nota protocollo 48326 del 25 ottobre 2011 con cui la regione autonoma della Sardegna ha chiesto la «formale risoluzione» della questione del trattamento fiscale da applicare alle borse di studio di ricerca/studio finanziate nell'ambito del POR FSE Sardegna – ha riformulato la propria posizione circa la portata dell'articolo 80 del regolamento (CE) n. 1082/2006, conformandosi al nuovo parere reso dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali;
nonostante ciò, nel concreto l'ente regionale risulta agire in qualità di «autorità di pagamento», vale a dire di «mero intermediario» nell'erogazione di detti fondi comunitari. Si individua pertanto un rapporto trilaterale fra Stato membro, regione (organismo intermedio) e i singoli fruitori (reali beneficiari del contributo emesso). La disputa appare meramente incentrata sull'interpretazione letterale del termine «beneficiario», a discapito dell'interpretazione teleologica;
infatti, la soluzione intrapresa dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali e conseguentemente dall'Agenzia delle entrate risulta agli interroganti essere molto discutibile e in conflitto con la ratio della normativa comunitaria e lo spirito dei finanziamenti del Fondo speciale europeo. La quota comunitaria del contributo oggetto di disamina in quanto non diretto alla specifica produzione di un reddito, ma finalizzato all'opportunità di frequentare un percorso d'alta formazione post lauream, non dovrebbe essere tassato;
nonostante la crisi in cui versa il nostro Paese e le difficoltà che gravano sulle spalle dei giovani italiani, di cui si è fatta ampia descrizione, piuttosto che valorizzare importanti esperienze come quelle offerte dal Master and back si pongono ulteriori ostacoli e disagi nel conseguimento di una formazione eccellente che rappresenta una grande risorsa per l'Italia e per lo sviluppo economico, culturale e sociale del territorio sardo –:
se, alla luce di quanto detto e sulla base della normativa comunitaria, ritengano opportuno fornire un'interpretazione del combinato degli articoli 2 e 80 del regolamento (CE) n. 1083/2006 che permetta ai giovani laureati di fruire integralmente del contributo finanziato con il Fondo sociale europeo nell'ambito del programma Master and back. (4-00389)