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Atto a cui si riferisce:
C.5/02544 il decreto del 27 dicembre 2013, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 55 del 7 marzo 2014, relativo alla rideterminazione proporzionale del riparto per l'anno 2013, del finanziamento, degli...



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata Martedì 18 novembre 2014
nell'allegato al bollettino in Commissione II (Giustizia)
5-02544

La questione delineata nell'interrogazione in esame rientra negli ambiti del processo di superamento degli ospedali psichiatrici giudiziari, avviato nel rispetto dell'articolo 3-ter del decreto-legge n. 211 del 2011, convertito con modificazioni dalla legge n. 9 del 2012, e successive integrazioni e modificazioni.
Il comma 8-bis del citato articolo 3-ter, dispone che, entro il 30 novembre 2013, il Ministro della salute e il Ministro della giustizia comunichino alle competenti Commissioni Parlamentari lo stato di attuazione dei programmi regionali degli investimenti e delle attività volte al superamento degli ospedali psichiatrici giudiziari, e in particolare il grado di effettiva presa in carico dei malati da parte dei dipartimenti di salute mentale e del conseguente avvio dei programmi di cura e di reinserimento sociale.
Il successivo comma 9, prevede l'intervento del Governo, in via sostitutiva, in caso di mancata presentazione da parte delle Regioni dello specifico programma, ovvero di mancato rispetto del termine di completamento del programma.
In adempimento del citato comma 8-bis, il Ministro della salute ed il Ministro della giustizia hanno presentato alle competenti Commissioni Parlamentari due Relazioni – la prima il 30 novembre 2013 e l'altra il 30 settembre 2014 – sullo stato di attuazione dei programmi regionali per la realizzazione e la riconversione delle strutture destinate ad accogliere le persone sottoposte alle misure di sicurezza del ricovero in ospedale psichiatrico giudiziario e dell'assegnazione a casa di cura e custodia, oltre che per la predisposizione dei progetti terapeutico-riabilitativi.
Tutte le Regioni hanno presentato, entro il 15 maggio 2013 (termine previsto dalla normativa), il programma specifico di utilizzo delle risorse, di cui al decreto interministeriale 28 dicembre 2012, tranne la Regione Veneto e la Regione Sicilia.
I relativi decreti di approvazione dei programmi sono stati pubblicati in Gazzetta Ufficiale tra l'ottobre 2013 e il mese di gennaio 2014.
La Regione Veneto non ha tempestivamente adempiuto all'obbligo previsto dalla legge, ed in data 11 ottobre 2013 a norma di legge è stata avviata dal Ministro della salute la procedura di commissariamento, ed il programma di utilizzo delle risorse, inoltrato dalla Regione Veneto in data 28 novembre 2013, è stato inoltre valutato carente dei necessari requisiti per l'approvazione.
Ciò premesso, come emerge anche dalla Relazione al Parlamento presentata dai Ministri della salute e della giustizia, in data 30 settembre 2014, la Regione Veneto, nel mese di aprile 2014, ha definito il programma già presentato, soltanto per la parte relativa alla realizzazione delle Residenze per l'Esecuzione della Misura di Sicurezza Sanitaria (REMS), avendo accantonato una quota per il potenziamento dei servizi territoriali psichiatrici regionali a supporto del superamento degli ospedali psichiatrici giudiziari.
La Regione Veneto ha trasmesso, in data 15 aprile 2014, copia della Delibera di Giunta Regionale n. 497 del 4 aprile 2014, con la quale veniva approvato, integrandolo, il programma regionale per il superamento degli OPG, e a tal fine si prevedeva la edificazione di una struttura definita REMS – Residenza per l'esecuzione della misura di sicurezza –, a valenza sanitaria, con due moduli di 20 posti letto ciascuno, e con sola vigilanza perimetrale, presso il Comune di Nogara nell'area adiacente all'ex Ospedale Stellini, con l'utilizzo dei fondi in conto capitale all'uopo ripartiti fra le Regioni (circa 11.500.000 euro per la Regione Veneto).
Si precisa che i fondi richiamati in premessa nell'interrogazione sono quelli di parte corrente (38 milioni per il 2012 e 55 milioni per il 2013, assegnati con delibere CIPE), i cui programmi di utilizzo da parte delle Regioni sono stati progressivamente inviati, non essendoci un termine perentorio, ed essendo la destinazione, in linea di massima, legata al funzionamento delle citate REMS e alla formazione degli operatori.
Ogni programma valutato positivamente, sotto l'aspetto della congruità con i requisiti richiesti per ospitare i pazienti dimessi dagli ex ospedali psichiatrici, è stato inviato al Ministero dell'economia e delle finanze per il concerto che, com’è noto, consente il trasferimento effettivo dei fondi assegnati a ciascuna Regione.
Va anche detto, che le indicazioni concernenti le dimissioni di tutti coloro che, già internati in OPG, possono invece proseguire il proprio percorso in ambiente esterno ed in carico alle strutture competenti per territorio, si stanno progressivamente attuando dalle Regioni.
Prosegue, infatti, la dimissione con presa in carico da parte dei servizi territoriali della regione di provenienza della persona, che può essere dimessa. Ciò ha comportato la riduzione del numero di persone ancora in OPG – nell'arco degli ultimi anni è sceso con ritmo costante –.
A solo titolo informativo. Vi comunico che dal mese di ottobre 2014 è attivo l'Organismo di coordinamento per il superamento degli OPG, istituito con decreto del Ministro della salute del 26 giugno 2014, con il compito di esercitare funzioni di monitoraggio e coordinamento delle iniziative assunte per garantire il completamento del processo di superamento di tali strutture, che seguo personalmente.
Tale Organismo è composto da rappresentanti dei Ministeri della salute e della giustizia, delle Regioni e delle Provincie Autonome di Trento e Bolzano.
Nel merito delle specifiche questioni sottoposte, si precisa quanto segue.
Per gli aspetti di rilievo locale, la Regione Veneto ha inteso precisare di non essere stata in effetti commissariata, in quanto la Giunta Regionale del Veneto ha approvato il Programma regionale per la realizzazione della struttura sanitaria extra-ospedaliera per il superamento degli OPG con DGR n. 2064 del 19 novembre 2013, successivamente integrata con DGR n. 497 del 4 aprile 2014. I suddetti provvedimenti di Giunta sono stati trasmessi al Ministero della salute con note del 28 novembre 2013, e del 15 aprile 2014.
Successivamente, con nota del 30 giugno 2014, a seguito delle novità introdotte dalla legge 31 maggio 2014, n. 81, è stato confermato al Ministero della salute il Programma regionale per la realizzazione della struttura sanitaria extra-ospedaliera per il superamento degli OPG.
Inoltre, con DGR n. 565 del 3 marzo 2013, la Giunta Regionale ha approvato il Programma assistenziale per l'assunzione in deroga del personale qualificato, da dedicare ai percorsi terapeutico-riabilitativi finalizzati al recupero e reinserimento sociale dei pazienti internati provenienti dagli OPG, aggiornato sulla base delle indicazioni fornite dal Ministero della salute, con DGR n. 527 del 15 aprile 2014. I suddetti provvedimenti di Giunta sono stati trasmessi al Ministero della salute con note del 22 maggio 2013 e del 12 maggio 2014.
Per quanto concerne il finanziamento a regime delle strutture in oggetto, la Regione ha richiamato quanto riportato nell'Allegato A della DGR n. 2064, del 19 novembre 2013: «Il costo complessivo per l'assistenza sanitaria delle persone che saranno inserite nella struttura sanitaria extra-ospedaliera oggetto del presente programma è stimabile in almeno euro 200,00 al giorno, ossia in euro 73.000,00 all'anno, per un totale di circa euro 2.920.000,00.
Il finanziamento del suddetto costo ricadrà prevalentemente sulla quota delle risorse del Fondo Sanitario Nazionale destinate agli OPG, attualmente ripartite tra le sole Regioni sede di OPG, che saranno assegnate alla Regione Veneto e stimabili in circa euro 2.608.000,00. Eventuali oneri aggiuntivi saranno a carico del Bilancio Regionale».
Per quanto riguarda la realizzazione della struttura in oggetto, la Regione Veneto ha precisato quanto segue:
1) «Il progetto relativo alle REMS della Regione del Veneto si configura come studio di fattibilità che individua le caratteristiche e i costi di un modello teorico di queste strutture, in perfetta aderenza con quanto prescritto dalla normativa che definisce i procedimenti per la realizzazione delle opere pubbliche.
2) Le fasi successive, (progetto preliminare, progetto definitivo ed esecutivo), si possono sviluppare solo ed esclusivamente con l'ammissione al finanziamento della fattibilità da parte del Ministero della salute, presso l'area che successivamente allo studio di fattibilità la Giunta Regionale ha individuato nell'ex Ospedale Stellini di Nogara, di proprietà dell'Azienda ULSS n. 21.
3) Lo studio di fattibilità affronta delicate questioni tecniche, in quanto le REMS sono state classificate a tutti gli effetti come Ospedali. Le normative tecniche vigenti sono riferite a pazienti che una volta curati vengono dimessi in tempi brevi, contrariamente a quanto accade per gli ospiti delle REMS; ma la produzione tecnica non considera gli effetti di pericolosità che gli obblighi di agibilità dell'edificio Ospedaliero possono comportare: il solo esempio di controllo di gas medicinali e delle alimentazioni elettriche, pensate per normali pazienti possono determinare potenziali elementi di pericolo alla vita stessa degli ospiti. Il modello tiene conto dell'inserimento ambientale dei volumi, rendendoli coerenti con il necessario sistema di controllo.
4) L'individuazione, da parte della Giunta Regionale, del Complesso di Nogara, è avvenuta tenendo conto delle disponibilità che i territori hanno offerto alla stessa Giunta Regionale, considerando la disponibilità complessiva di un'immobile con un'area di circa 10.000 metri quadri, da organizzare sotto il profilo ambientale a servizio degli ospiti.
5) Quando sarà concesso il finanziamento, si procederà con lo sviluppo del progetto preliminare, tenendo conto dello stato di consistenza, della qualità degli edifici esistenti del complesso dell'ex Ospedale Stellini, della loro capacità di rispondere alle norme tecniche previste per gli Ospedali, dall'adeguamento sismico all'antincendio, per passare alla parte elettrica, alla termotecnica dei gas medicinali, e così via.

Le indicazioni dello studio di fattibilità hanno lo scopo di mettere al centro l'ospite con le sue esigenze e la sua sicurezza, la quale per legge è definita utilizzando lo standard previsto per gli Ospedali.
Qualora gli strumenti di progettazione successivi al finanziamento confermino che gli edifici esistenti possono essere riutilizzati e che l'ambiente permetta il recupero di aree verdi ed attrezzate, nel rispetto della sicurezza pubblica, ciò diventerà l'elemento qualitativo del futuro progetto esecutivo».
Da ultimo, colgo l'occasione per anticipare che nei lavori dell'Organismo di coordinamento, che sopra ho citato, al fine di garantire la presa in carico dei soggetti e il termine prescritto dalla norma, si stanno valutando anche ipotesi finalizzate a prevedere – fatte salve le misure e i requisiti di sicurezza – l'utilizzo di strutture sanitarie già esistenti.