• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
S.4/00399 CALEO, PAGLIARI, TONINI, VACCARI - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti - Premesso che: il corridoio Tirreno-Brennero (TI.BRE.) rappresenta una infrastruttura di...



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-00399 presentata da MASSIMO CALEO
giovedì 20 giugno 2013, seduta n.046

CALEO, PAGLIARI, TONINI, VACCARI - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti - Premesso che:

il corridoio Tirreno-Brennero (TI.BRE.) rappresenta una infrastruttura di collegamento, distribuzione delle merci e di mobilità delle persone che attraversa territori ed aree ad alto sviluppo economico, in particolare porti ed interporti, connettendo il sistema portuale dell'alto Tirreno con la pianura Padana e con i mercati del nord Europa;

nel 1980 la Comunità europea ha incluso la linea ferroviaria "Pontremolese" nell'elenco delle strozzature infrastrutturali da eliminare;

la legge n. 67 del 1988 (art. 13, comma 6) ha indicato tra le priorità l'integrale completamento della stessa linea Pontremolese;

nel 1990 il piano nazionale dei trasporti ha previsto il collegamento verso nord del corridoio tirrenico per mezzo appunto della linea Pontremolese, mentre la legge n. 388 del 2000 (finanziaria per il 2001) ha disposto, per la progettazione definitiva del raddoppio dell'intero tracciato della linea ferroviaria Parma-La Spezia (Pontremolese), la spesa di 4 miliardi di lire per l'anno 2002 e di 5 miliardi per il 2003 (art. 144, comma 12);

nel 1994 è stato sottoscritto tra il Ministero dei trasporti, la Regione Emilia-Romagna, Ferrovie dello Stato SpA e TAV SpA un accordo quadro che definiva, tra l'altro, un "Programma Direttore per il trasporto ferroviario nella Regione Emilia-Romagna" in cui, in particolare, era previsto il raddoppio della linea Pontremolese tra Solignano e Fornovo; invece nel contratto di programma FS 1994-2000 venivano finanziati solo alcuni interventi di potenziamento della linea, mentre la legge finanziaria per il 1996 (legge n. 550 del 1995) genericamente riservava «una quota non inferiore al 25 per cento per l'ammodernamento ed il raddoppio delle trasversali nazionali» (art. 4, comma 1, lettera b));

nel 1995 è stato stipulato tra il Ministero dei trasporti, la Regione Toscana, Ferrovie dello Stato SpA e TAV SpA l'accordo quadro per il quadruplicamento veloce della tratta ferroviaria Bologna-Firenze, per lo sviluppo del trasporto ferroviario regionale e il trasporto merci su ferrovia. Inoltre il programma direttore per il trasporto ferroviario nella Regione Toscana, allegato all'accordo quadro del 27 luglio 1995, ha posto le basi per la riorganizzazione e lo sviluppo del servizio ferroviario di valenza regionale (SFR), caratterizzandone gli standard per l'intera rete regionale;

nel 2001 l'opera è stata inclusa nella delibera Cipe n. 121, nell'ambito del "corridoio plurimodale Tirreno-Brennero" e del contratto di programma 2001-2005. L'intervento è altresì compreso nell'Intesa generale quadro tra Governo e Regione Toscana;

nel 2002 è stata sottoscritta un'intesa generale quadro tra la Presidenza del Consiglio dei ministri, il Ministero delle infrastrutture, il Ministero dell'interno e la Presidenza della Regione Liguria nella quale sono previste, tra l'altro, come opere di preminente interesse nazionale e regionale, i potenziamenti ed i raddoppi della linea Pontremolese, in quanto parte strategica del corridoio Tirreno-Brennero;

nel 2003 è stata sottoscritta un'intesa generale quadro tra la Presidenza del Consiglio dei ministri, il Ministero delle infrastrutture, il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio, il Ministero per gli affari regionali e la Regione Toscana, nella quale è stabilito, tra l'altro, che il potenziamento del corridoio Tirreno-Brennero riveste carattere strategico sia a livello nazionale che regionale;

nello stesso 2003 RFI ha inviato al Ministero delle infrastrutture il progetto preliminare per il completamento del raddoppio della linea Pontremolese, nei tratti Parma-Osteriazza e Berceto-Chiesaccia, da approvare secondo la procedura prevista dal regolamento di attuazione della legge obiettivo n. 443 del 2001 e per un importo di 2.194 milioni di euro;

ancora nel 2003 è stata sottoscritta l'intesa generale quadro tra la Presidenza del Consiglio dei ministri, il Ministero delle infrastrutture, il Ministero dell'ambiente, il Ministero per gli affari regionali e la Regione Emilia-Romagna, nella quale si individuano come segmenti del corridoio Tirreno-Brennero l'asse ferroviario Brennero-Verona-Parma-La Spezia e la tratta Parma-Suzzara-Poggiorusco-Ferrara;

nel 2004 è stato sottoscritto a Vienna, per la realizzazione del corridoio TEN 1, un accordo tra la Repubblica Italiana e la Repubblica d'Austria per la realizzazione di una galleria ferroviaria di base sull'asse del Brennero, mentre il 10 luglio 2007 è stato siglato un memorandum d'intesa, come primo passo sostanziale per la realizzazione e potenziamento del corridoio ferroviario del Brennero;

è stato altresì sottoscritto, tra il Ministero delle infrastrutture, la Regione Emilia-Romagna, la Regione Liguria, la Regione Toscana, RFI SpA, l'Autorità portuale di La Spezia e il Comitato consultivo permanente per lo sviluppo integrativo delle Province di La Spezia, Massa-Carrara e Parma, l'accordo di programma per la realizzazione e la gestione del potenziamento della linea ferroviaria Pontremolese e delle relative ulteriori opere a questa funzionalmente collegate;

nel 2009 i Ministri di Italia, Austria e Germania hanno sottoscritto un memorandum d'intesa per l'assunzione di specifici impegni finalizzati al potenziamento delle tratte ferroviarie di propria rispettiva competenza territoriale, con lo scopo di traslare almeno il 30 per cento del trasporto delle merci su rotaia;

nello stesso 2009 il Cipe ha approvato il progetto preliminare per il raddoppio dell'intera ferrovia pontremolese, per un importo pari a 2,3 miliardi di euro; ha altresì attivato 55 milioni di euro precedentemente stanziati per avviare la progettazione definitiva, oltre a stanziare 234 milioni di euro per il raddoppio del tratto Vicofertile-Parma;

nel 2012 il Cipe, in seguito alla dichiarazione di RFI di non immediata cantierabilità dell'opera, ha revocato il finanziamento di 234 milioni di euro per il raddoppio del tratto Vicofertile-Parma, destinando le risorse finanziarie ad altri interventi;

nello stesso 2012 le istituzioni locali interessate dalla realizzazione dell'opera hanno espresso forte preoccupazione per il definanziamento dell'opera stessa, dato che essa rientra tra gli interventi indispensabili al completamento del corridoio intermodale Tirreno-Brennero;

nel 2013 il porto de La Spezia è stato inserito nella rete Core ports TEN-T, cioè la rete degli scali strategici a livello europeo, quale nodo portuale collegato al corridoio prioritario Helsinki-La Valletta;

considerato che costituisce obiettivo condiviso l'adeguamento di un sistema infrastrutturale e logistico capace di integrare le 3 modalità: ferro, gomma e acqua, tale da avere i propri nodi principali nelle piattaforme logistiche, posizionate a Verona; sistema peraltro situato entro il più ampio e unitario sistema logistico territoriale formato da quadrante Europa e terminal di Isola della Scala (Verona), dall'interporto di Padova, dall'interporto Cepim di Parma, dal centro logistico intermodale di Melzo e dal porto di La Spezia;

convenuto che:

i rappresentanti delle istituzioni riaffermano con forza la validità strategica dell'opera e la sua rilevanza nazionale, in grado di favorire lo sviluppo di un sistema integrato di logistica e trasporti, con indubbi benefici sul piano economico e ambientale;

La Spezia è il sito della portualità italiana che utilizza più infrastrutture: il 30 per cento dei 1.245.000 Teus dei container (2° in Italia) è smistato via treno, con l'obiettivo del 50 per cento, sotto la spinta di pressanti esigenze di sviluppo razionale e di salvaguardia ambientale, conseguenza della crescita infrastrutturale del porto, determinata dalla realizzazione delle opere previste nel piano regolatore portuale, tali da portare nei prossimi anni a movimentare circa 2 milioni di Teus;

il traffico merci operato dal porto di La Spezia ha come destinazione finale il bacino Emilia-Romagna per il 26,5 per cento, ed il bacino Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto per il 70%;

preso atto dell'attività svolta dal tavolo interistituzionale coordinato dalla Provincia di Parma che ha visto la partecipazione, oltre che delle Regioni, delle Province e dei Comuni interessati, anche di soggetti operanti nei servizi logistici e altro nell'ambito del corridoio multimodale Tirreno-Brennero,

si chiede di sapere:

quale sia stato l'utilizzo dei fondi destinati alla progettazione del completamento della linea La Spezia - Parma e quali risultati abbia prodotto il loro impiego fino ad oggi;

quali provvedimenti ed atti concreti il Ministro in indirizzo intenda assumere per realizzare il completamento delle opere di raddoppio di una linea che rappresenta il naturale collegamento tra il porto de La Spezia e le regioni della pianura Padana e del centro-nord Italia ed è indispensabile allo sviluppo del traffico intermodale delle merci;

quali siano le modalità di utilizzazione delle ingenti risorse (circa un miliardo di euro) finora investite nell'opera;

se non intenda procedere affinché vengano, in via prioritaria, riallocati nel corso del 2013 i 234,6 milioni di euro già stanziati dai precedenti Governi, necessari per la realizzazione del primo sub-lotto Parma-Vicofertile dell'intervento di raddoppio della linea ferroviaria Pontremolese;

se non ritenga opportuno attivarsi affinché vengano riavviati i programmi di azione e gli interventi per l'adeguamento della rete infrastrutturale e se si ritengano adeguate le risorse finanziarie a tal fine destinate.

(4-00399)