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Atto a cui si riferisce:
S.4/02310 GINETTI - Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri della giustizia e per la pubblica amministrazione e la semplificazione - (4-02310) (Già 3-00207)



Atto Senato

Risposta scritta pubblicata nel fascicolo n. 053
all'Interrogazione 4-02310

Risposta. - Il Ministro ha più volte evidenziato, in altre occasioni istituzionali, che la ricerca di una soluzione strutturale al problema dell'attuale scopertura degli organici del personale amministrativo degli uffici giudiziari costituisce uno degli obiettivi prioritari della sua azione ed ha espresso l'intento di pervenire, in tempi brevi, ad una razionalizzazione dei processi di mobilità.

I quesiti posti hanno trovato parziale riscontro nell'art. 3 del decreto-legge n. 101 del 2013, recante "Disposizioni urgenti per il perseguimento di obiettivi di razionalizzazione nelle pubbliche amministrazioni", convertito, con modificazioni, dalla legge n. 125 del 2013. Tale normativa disciplina, fra l'altro, le misure urgenti in materia di mobilità nel pubblico impiego ed è finalizzata, da un lato, a favorire una migliore funzionalità degli uffici giudiziari, caratterizzati da una grave carenza di personale, e, dall'altro, a consentire un più rapido assorbimento di personale soprannumerario attraverso procedure di mobilità volontaria.

La disposizione prevede che, per sopperire alle gravi carenze degli organici degli uffici giudiziari, al personale dirigenziale e non dirigenziale delle amministrazioni pubbliche che presentano situazioni di esubero rispetto alle dotazioni organiche ridotte è consentito, sino al 31 dicembre 2015, il passaggio diretto a domanda presso il Ministero della giustizia per ricoprire i posti vacanti del personale amministrativo operante presso gli uffici giudiziari con inquadramento nella qualifica corrispondente. La normativa dispone che il passaggio avvenga mediante cessione del contratto di lavoro e previa selezione del personale (secondo criteri che saranno prefissati dallo stesso Ministero in apposito bando) e disciplina il trattamento economico da corrispondere a coloro che sono interessati a tali processi di mobilità.

L'attuale situazione nazionale del personale giudiziario (amministrativo ed UNEP), riferita dalla competente Direzione generale del Ministero al 4 giugno 2014, evidenzia, su una dotazione organica complessiva di 44.110 posti, la presenza di 36.011 unità di personale (pari a 35.984 posti occupati, tenuto conto del personale assunto con contratto part-time al 50 per cento), con una conseguente vacanza di organico di 8.126 posti (il tasso di scopertura media nazionale ammonta al 18,42 per cento).

In funzione del processo di riorganizzazione conseguente alla riforma della geografia giudiziaria, tuttora in corso, il Ministero ha avviato numerose procedure volte alla redistribuzione del personale in servizio sui territorio nazionale e di copertura di parte delle vacanze esistenti. A tale scopo, il 9 ottobre 2012 è stato siglato un accordo con le organizzazioni sindacali di settore, prevedendo la realizzazione di alcune procedure successive: a) un interpello distrettuale riservato ai dipendenti "perdenti posto" degli uffici in chiusura; b) due interpelli nazionali rivolti a tutto il personale in servizio che intenda modificare la propria sede di servizio; c) una procedura di mobilità da altre amministrazioni ai sensi dell'art. 30 del decreto legislativo n. 165 del 2001; d) la stabilizzazione dei dipendenti distaccati temporaneamente ad uffici di distretti diversi da quello di appartenenza.

In applicazione del precedente punto c), il 29 luglio 2013 l'amministrazione ha indetto un avviso pubblico di mobilità del personale del comparto ministeri, diretto alla copertura di 296 posti di varie qualifiche, disponibili presso le sedi giudiziarie che presentavano nelle proprie dotazioni organiche una vacanza di rilievo rispetto al dato medio nazionale. I posti destinati a tale procedura di mobilità sono stati individuati, come previsto dal citato accordo, nell'ambito dei posti già pubblicati con interpello nazionale del 28 febbraio 2013 e non coperti con il personale in servizio. All'esito della procedura di selezione, il Ministero, tenuto conto delle revoche pervenute e acquisiti i nulla osta da parte delle amministrazioni di provenienza, ha assunto 71 unità di personale, appartenenti a diversi profili professionali (7 direttori amministrativi, 16 funzionari giudiziari, un funzionario contabile, 8 cancellieri, 5 contabili, 26 assistenti giudiziari, un assistente informatico, 6 operatori giudiziari e un ausiliario). I dati relativi alla partecipazione al bando hanno posto in evidenza, da un lato, che alcune amministrazioni hanno opposto un diniego al rilascio del nulla osta e, dall'altro, che un'elevata percentuale (pari a circa il 70 per cento del totale delle domande) di richieste di mobilità proviene da dipendenti di altri comparti e, in particolare, degli enti locali.

A tale riguardo, il Ministero ha richiesto al Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei ministri un parere circa la possibilità di acquisire mediante le procedure di mobilità personale appartenente ad altri comparti. Sul punto, il Dipartimento, con nota del 23 maggio 2014, ha osservato, in via preliminare, che l'art. 30 del decreto legislativo n. 165 del 2001 prevede già il passaggio diretto di personale fra amministrazioni pubbliche appartenenti al medesimo o a diverso comparto di contrattazione ed è quindi possibile indire bandi di mobilità per l'acquisizione di personale dipendente da altro comparto. Inoltre, il Dipartimento ha rilevato che il blocco delle assunzioni non costituisce ragione ostativa alla pubblicazione di un bando di mobilità volontaria intercompartimentale, dal momento che l'istituto della mobilità, nel caso in cui l'amministrazione di provenienza sia sottoposta a vincoli di assunzione, ha una valenza neutra sotto l'aspetto finanziario; ciò in quanto i livelli occupazionali complessivi delle amministrazioni pubbliche rimangono invariati, poiché l'amministrazione cedente non può considerare il personale uscito in mobilità come cessato dal servizio ai fini del turnover.

Il Dipartimento ha, infine, rilevato che residuano solo alcune criticità sotto il profilo contabile, derivanti dai rapporti fra finanza statale e locale, dal momento che, non essendo previsto un passaggio di risorse finanziarie dall'ente locale cedente allo Stato, quando si procede all'acquisizione di un consistente numero di personale in mobilità volontaria da enti locali potrebbero sorgere problemi di sostenibilità della spesa rispetto agli stanziamenti di bilancio statale ed alle connesse programmazioni.

A seguito ditale prospettazione, questa amministrazione e il Dipartimento della funzione pubblica hanno invitato il Ministero dell'economia e delle finanze ad esprimere il proprio parete sulla possibilità per il Ministero della giustizia, stante la vigente normativa, di pubblicare un bando di mobilità volontaria anche extracompartimentale.

Allo scopo di superare gli ostacoli di natura contabile evidenziati, l'art. 4 del decreto-legge n. 90 del 2014, recante misure urgenti per la semplificazione e per la crescita del Paese, attualmente all'esame del Parlamento per la conversione, nel modificare l'art. 30 del decreto legislativo n. 165 del 2001, ha previsto l'istituzione, nello stato di previsione del Ministero dell'economia, di un fondo destinato al miglioramento dell'allocazione del personale presso le pubbliche amministrazioni, per favorire i processi di mobilità anche intercompartimentali; in sede di prima applicazione, è stato previsto che nell'assegnazione delle risorse vengano prioritariamente valutate le richieste finalizzate all'ottimale funzionamento degli uffici giudiziari che presentino rilevanti carenze di personale.

In tal senso, il Dipartimento dell'organizzazione giudiziaria di questo Ministero ha già richiesto al Dipartimento della funzione pubblica l'autorizzazione all'utilizzo delle risorse del fondo, in modo da consentire la copertura, tramite una nuova procedura di mobilità extra comparto, di 1.118 posti vacanti presso gli uffici giudiziari, dei quali 372 per il 2014 e 746 per il 2015. Per comprensibili ragioni di natura organizzativa, tale procedura verrà avviata all'esito dell'interpello nazionale indetto il 2 luglio 2014, ai sensi dell'art. 2 dell'accordo sindacale del 27 marzo 2007 e dell'art. 10 dell'accordo del 9 ottobre 2012 sulla mobilità del personale giudiziario.

ORLANDO ANDREA Ministro della giustizia

05/08/2014