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Atto a cui si riferisce:
C.5/03074 nell'ambito dell'Unione europea, il dibattito politico riguardante la discussione da parte dei rappresentanti degli Stati membri del dossier sulla coltivazione degli organismi geneticamente...



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata Mercoledì 25 giugno 2014
nell'allegato al bollettino in Commissione XIII (Agricoltura)
5-03074

In merito a quanto rappresentato dagli Onorevoli interroganti, riferisco che circa la posizione di astensione assunta dall'Italia (Ministero della salute) nel corso delle votazioni svoltesi al Comitato permanente del 23 maggio u.s. e al Comitato d'appello del 10 giugno u.s., per i prodotti oggetto delle decisioni (soia 305423, soia MON 87705 e soia EPS – CV127 – 9) l'EFSA ha espresso un parere positivo ritenendoli sicuri come la controparte convenzionale per gli usi previsti che escludono la coltivazione.
Tuttavia, pur considerando il parere positivo dell'EFSA e non riscontrando problemi sanitari circa tali prodotti, l'Italia ha sempre espresso, in generale, una posizione di cautela circa l'immissione in commercio di alimenti e mangimi geneticamente modificati che tiene conto dei consumatori italiani, preoccupati dell'impatto sulla salute e sull'ambiente, nonché della perdita del patrimonio agroalimentare nazionale.
Con riguardo al tema sollevato della «rinazionalizzazione» circa il divieto di coltivazione degli OGM, l'Italia ha appoggiato col voto favorevole la proposta della Presidenza greca di modifica della Direttiva europea sugli OGM. Nel merito, riferisco che non vi erano alternative praticabili, in quanto esiste una minoranza di blocco che ostacola l'introduzione di un divieto di coltivazione a livello europeo.
Per quel che riguarda la modifica della Direttiva UE n. 18 del 2001, approvata il 12 giugno scorso in prima lettura da parte del Consiglio dei ministri dell'ambiente dell'Unione europea, le osservazioni critiche non sono condivisibili.
Infatti, il divieto di coltivazione potrà semplicemente essere basato su motivazioni di politica agraria, che corrispondono alle esigenze dell'Italia che intende difendere la tipicità e qualità delle proprie produzioni agricole.
In ordine al piano proteine vegetali, da sostenere attraverso i fondi messi a disposizione dalla PAC, faccio presente che lo stesso è stato inserito nella proposta di accordo sulla riforma del primo pilastro della PAC, a carico della quale è stata registrata la mancata intesa da parte della Conferenza Stato-regioni (sarà quindi necessario attendere una deliberazione del Consiglio dei ministri).
Infine, nel richiamare quanto appena detto in merito all'interrogazione dell'onorevole Caon, ribadisco che, il Ministro Martina ha più volte chiarito che il modello agricolo italiano non ha bisogno di OGM bensì di valorizzare le caratteristiche delle produzioni che hanno reso il Made in Italy un marchio di successo in tutto il mondo.