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Atto a cui si riferisce:
C.5/03127 il 20 giugno 2014, sono stati arrestati, in via cautelare dieci operatori sanitari con l'accusa di maltrattamenti ai pazienti ricoverati presso gli Istituti Polesani di Ficarolo (RO); ...



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata Mercoledì 9 luglio 2014
nell'allegato al bollettino in Commissione XII (Affari sociali)
5-03127

In merito alla problematica delineata nell'interrogazione parlamentare in esame, si ricorda che l'accreditamento istituzionale è il riconoscimento che la Regione, quale organismo accreditante, concede alle Aziende/Strutture sanitarie, già autorizzate a svolgere attività sanitarie, come «status» di potenziali erogatori di prestazioni nell'ambito e per conto del Servizio Sanitario Nazionale.
La normativa regionale, in accordo con quella nazionale, detta indicazioni precise sui requisiti che tutte le Strutture sanitarie, socio-sanitarie e sociali devono possedere per poter operare nel territorio regionale.
Con le verifiche, ordinariamente condotte dagli organismi regionali preposti, si assicura che l'assistenza sia di elevato livello tecnico-professionale e scientifico, nonché di equità e pari accessibilità a tutti i cittadini, e che sia appropriata rispetto ai reali bisogni di salute, psicologici e relazionali della persona.
Con riguardo agli aspetti di umanizzazione delle cure, si rappresenta che, in linea con l'intesa tra il Governo, le Regioni e le Province Autonome sul documento recante «Disciplinare per la revisione della normativa dell'accreditamento», del 20 dicembre 2012, tra i requisiti per l'autorizzazione e l'accreditamento, sono compresi anche quelli che riguardano l'umanizzazione e personalizzazione dell'assistenza; tali requisiti sono volti ad orientare le attività assistenziali ed organizzative all'accoglienza dei pazienti, considerando le diverse esigenze relative all'età, al genere e alle particolari condizioni di salute e di fragilità fisica e psicologica, tenendo conto anche delle specificità religiose, etniche e linguistiche.
A tal riguardo, si sottolinea che, per la prima volta, anche la proposta del nuovo Patto per la Salute 2014-2016, in via di adozione, contiene una previsione specifica sull'umanizzazione delle cure.
L'umanizzazione nella organizzazione sanitaria garantisce il recupero della centralità del paziente, facendosi carico non solo degli aspetti fisici della malattia, ma anche di quelli psicologici, relazionali e sociali.
Il concetto di centralità del paziente nei Servizi sanitari è stato, infatti, più volte affermato in questi anni nella normativa internazionale, nazionale, regionale e i diritti dei pazienti sono la meta prioritaria dei singoli Paesi e delle Associazioni di pazienti.
Pertanto, nel nuovo Patto per la Salute è stato previsto che, alla luce di quanto già stabilito con Accorcio tra il Governo, le Regioni e le Province Autonome, sulle linee progettuali per l'utilizzo da parte delle Regioni delle risorse vincolate per la realizzazione degli obiettivi di carattere prioritario e di rilievo nazionale, a decorrere dal 2013 e per tutta la vigenza del nuovo Patto, il Ministero della salute propone un documento contenente gli ambiti prioritari di intervento, al fine di dare attuazione all'umanizzazione delle cure, da sancire con Accordo in sede di Conferenza Stato-Regioni, ai sensi dell'articolo 4 del decreto legislativo 28 agosto 1997 n. 281.
Il nuovo Patto prevede anche la predisposizione di un programma annuale di umanizzazione delle cure, che comprenda la definizione di almeno una attività progettuale in tema di formazione del personale ed una attività progettuale in tema di cambiamento organizzativo, indirizzato prioritariamente alle seguenti aree assistenziali: Area critica, Pediatria, Comunicazione, Oncologia, Assistenza domiciliare.
Inoltre, il Ministero della salute verifica l'uniforme erogazione dei livelli essenziali di assistenza (LEA) tramite il monitoraggio di specifici indicatori.
Nel merito della specifica questione sollevata, la Regione Veneto, nell'ambito della verifica LEA 2012, ha relazionato sull’iter dell'accreditamento istituzionale delle proprie Strutture sanitarie e socio sanitarie: l’iter risulta completato per le Strutture sanitarie private, mentre è tuttora in corso quello relativo alle Strutture socio sanitarie pubbliche.
Quanto all'ambito delle attività rivolte alla gestione del rischio clinico e alla promozione della qualità e sicurezza delle cure, il Ministero della salute attua il monitoraggio di un pannello di eventi sentinella, tra i quali l'evento «violenza sul paziente»: ciò nell'intento di richiamare l'attenzione di Regioni, Aziende e singoli operatori sanitari sulla necessità di vigilare per evitare il verificarsi di tali eventi, nonché delle condizioni che li determinano.
In considerazione dell'estrema gravità dei fatti oggetto della presente interrogazione e tenuto conto che essi appaiono riconducibili ai comportamenti di singole persone, questo Ministero evidenzia che, per contrastare tali accadimenti, si rende necessaria, in primo luogo, una forte attività di vigilanza e controllo da parte della struttura sanitaria, nonché da parte della Regione che, nell'esercizio della propria competenza istituzionale, deve intervenire nella definitiva risoluzione delle problematiche emerse.
In tale ambito, il Ministero della salute si avvale dell'attività dei Carabinieri dei Nuclei Antisofisticazione e Sanità (NAS) e favorisce il recepimento delle previsioni dell'Intesa del 20 dicembre 2012 sopra citata, che prevede l'adeguamento sia dei sistemi di accreditamento regionali rispetto ai requisiti contemplati, sia degli Organismi accreditanti regionali.
A riguardo, il Comando Carabinieri per la Tutela della Salute ha segnalato che l'indagine che ha portato alle ordinanze di custodia cautelare nei confronti di un medico e nove operatori socio-assistenziali degli «Istituti Polesani s.r.l.» di Ficarolo (Rovigo), ritenuti responsabili di maltrattamenti continuati e aggravati ai danni di alcuni ricoverati non autosufficienti ospitati presso l'Istituto, è stata condotta dalla Squadra Mobile della Questura di Rovigo.
Il competente N.A.S. di Padova è stato delegato dal Sostituto Procuratore della Repubblica di Rovigo all'esecuzione, presso l'istituto, in data 10 agosto 2013, di un sopralluogo finalizzato all'individuazione e identificazione dei soggetti indagati e maltrattati, già ripresi dalle videocamere installate dalla Squadra Mobile, in occasione del quale è emerso che la struttura è autorizzata al funzionamento con decreto n. 3368 della Regione Veneto ed è convenzionata con l'U.L.S.S. 18 di Rovigo, con decreto n. 594 del 9 ottobre 2013.
Nel corso delle attività espletate, si è provveduto al sequestro delle cartelle cliniche e di ogni altro documento d'interesse ed alla verifica delle modalità di approvvigionamento e somministrazione ai pazienti maltrattati degli psicofarmaci a effetto tranquillante.
Si è anche constatata, nel reparto n. 23, la mancanza delle porte di chiusura delle camere, i cui telai sono privi di cardini.
La U.L.S.S. 18 di Rovigo, interpellata per le vie brevi, ha confermato che non vi sono ospiti minorenni presso l'Istituto.