• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
S.4/00451 LUMIA - Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri delle infrastrutture e dei trasporti e dell'interno - Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: da un servizio della...



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-00451 presentata da GIUSEPPE LUMIA
giovedì 27 giugno 2013, seduta n.052

LUMIA - Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri delle infrastrutture e dei trasporti e dell'interno - Premesso che, a quanto risulta all'interrogante:

da un servizio della trasmissione televisiva "Report" si è appreso che aziende riconducibili alla mafia hanno partecipato alle forniture per la realizzazione dell'autostrada Catania-Siracusa;

l'appalto dell'opera è stato vinto dalla Pizzarotti & C. SpA di Parma, che in qualità di general contractor, all'inizio dei lavori, ha firmato un protocollo di legalità con la quale si impegnava a sospendere eventuali forniture di aziende legate alla mafia, o a denunciare qualsiasi tentativo di infiltrazione mafiosa;

tra le aziende che partecipavano all'appalto figurava anche la Cava della Co.pp, che attraverso un'azienda subappaltatrice, la Unical SpA, forniva materiale alla Pizzarotti & C. SpA. La Co.pp è riconducibile ad una delle famiglie mafiose più importanti della Sicilia orientale, gli Ercolano. È gestita, infatti, da Vincenzo Ercolano (considerato il reggente di Cosa nostra catanese) figlio del boss Pippo (condannato per associazione mafiosa) e fratello di Aldo (detenuto in regime di 41-bis e accusato dell'omicidio del giornalista Pippo Fava);

anche la Co.pp, quindi, era inserita nell'elenco delle aziende che a maggio del 2005 la Pizzarotti & C. SpA trasmetteva alla Prefettura di Catania. L'Ufficio territoriale del Governo impiegava ben nove mesi prima di comunicare alla Pizzarotti & C. SpA di sospendere la fornitura;

il direttore tecnico della Pizzarotti & C. SpA, Sergio Bandieri, chiedeva, quindi, alla Unical SpA di sospendere immediatamente la fornitura, ma gli Ercolano continuavano, comunque, a lavorare nella costruzione della Catania-Siracusa attraverso un'altra azienda, la Cosap;

quando gli Ercolano chiedevano ufficialmente alla Prefettura di conoscere le ragioni della sospensione, l'Ufficio territoriale del Governo rispondeva che non risultava nulla di ostativo. In altre parole, la Prefettura riconosceva di essersi sbagliata. È lo stesso direttore tecnico della Pizzarotti & C. SpA che nel corso dell'intervista dice al giornalista di essere informato del fatto che in altri contesti lavorativi la Co.pp era provvista della certificazione antimafia;

la vicenda diventava paradossale quando Vincenzo Ercolano, intervistato al telefono dal giornalista di "Report", diceva di aspettare le scuse della Pizzarotti & C. SpA e il rimborso del mancato utile a causa dell'ingiusta sospensione della fornitura. Infatti, come sosteneva l'allora vice prefetto di Catania, nonostante la Co.pp sia un'azienda gestita dalla mafia, dal punto di vista formale era difficile negare la certificazione antimafia, visto che l'azienda è intestata a familiari incensurati dei boss della famiglia Ercolano;

è risaputo che la famiglia Ercoloano gestisce, attraverso una società di trasporti, il traffico delle merci in entrata e in uscita dal porto di Catania e che il cugino di Vincenzo Ercolano, Angelo, eletto rappresentante regionale della federazione autotrasportatori, è figlio di Giovan Battista, anche lui condannato per mafia;

in un'informativa del 1994 il Raggruppamento operativo speciale dell'Arma dei Carabinieri informava gli inquirenti di un summit mafioso in cui i boss parlavano di un accordo che coinvolgerebbe l'ex senatore del Pdl Marcello Dell'Utri e le famiglie mafiose Ercolano e Santapaola, il primo alla ricerca di voti per le elezioni e i secondi di coperture politiche per lo sviluppo dei propri interessi economici e per l'ottenimento di finanziamenti statali, relativi soprattutto all'aggiudicazione di appalti pubblici,

si chiede di sapere:

quali siano i motivi del ritardo con cui l'Ufficio territoriale del Governo ha risposto alla Pizzarotti & C. SpA sulla necessità di sospendere la fornitura della Co.pp;

come sia stato possibile che la Co.pp abbia continuato a lavorare nonostante la sospensione, attraverso la Cosap;

se sussistano eventuali responsabilità relative al controllo di legalità esercitato da parte degli enti preposti;

se il Governo intenda migliorare i protocolli di legalità con misure più efficaci, come l'analisi dei bilanci, al fine di verificare la provenienza delle risorse e la regolarità della gestione;

se intenda introdurre per tutte le imprese che in appalto, subappalto, o per forniture partecipano ad appalti pubblici l'obbligo di istituire un conto dedicato.

(4-00451)