• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/00474 con ricorso al TAR Palermo, iscritto a ruolo il 20 aprile 2013 il Ministero della difesa ha impugnato la delibera della giunta regionale siciliana n. 61 del 5 febbraio 2013: la nota ARTA della...



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-00474presentato daPALAZZOTTO Erasmotesto diGiovedì 16 maggio 2013, seduta n. 17

PALAZZOTTO e DURANTI. — Al Ministro della difesa. — Per sapere – premesso che:
con ricorso al TAR Palermo, iscritto a ruolo il 20 aprile 2013 il Ministero della difesa ha impugnato la delibera della giunta regionale siciliana n. 61 del 5 febbraio 2013: la nota ARTA della regione siciliana n. 15513 del 29 marzo 2013 con la quale è stata revocata l'autorizzazione ex articolo 5 decreto del Presidente della Repubblica n. 357 del 1995 rilasciata con nota n. 36783 del 1o giugno 2011; la nota ARTA della regione siciliana n. 15532 del 29 marzo 2013 con la quale è stata revocata l'autorizzazione rilasciata con nota n. 43182 del 28 giugno 2011; nonché, ove occorra le note ARTA n. 81/GAB, n. 82/GAB dell'11 gennaio 2013 e n. 440/GAB dell'11 febbraio 2013; nonché ogni altro atto e/o provvedimento presupposto, consequenziale o comunque connesso, chiedendo l'annullamento, previa sospensione cautelare, nonché il ristoro dei danni conseguenti quantificati in euro 25.000,00 al giorno o, in via subordinata dell'indennizzo ex articolo 21-quinquies legge 7 agosto 1990, n. 241;
con ulteriore ricorso iscritto al numero 950/2013 depositato il 9 maggio 2013, il Ministero della difesa ha esteso le pretese risarcitorie anche al comune di Niscemi;
si tratta della vicenda riguardante il MUOS di Niscemi: come noto, il MUOS (per esteso: Mobile User Objective System) è un moderno sistema di radio-telecomunicazioni satellitari ad altissima frequenza della marina militare statunitense, dotato di satelliti geostazionari e stazioni di terra. Sarà utilizzato per coordinare in maniera capillare tutti i sistemi militari statunitensi dislocati in ogni parte del globo;
tale stazione in Sicilia, è in corso di realizzazione su un'area ricadente all'interno della riserva naturale orientata (RNO) denominata «Sughereta di Niscemi», istituita con decreto assessoriale 475/97 e inserita nella rete ecologica «Natura 2000» come Sito di importanza comunitaria (SIC) ITA050007, si trova ad una distanza di circa 6 chilometri a sud-est del centro abitato del paese di Niscemi e ad una distanza di circa 2 chilometri dai primi agglomerati edilizi;
già dall'inizio dei lavori si sono formati dei comitati NO MUOS che sostengono che la realizzazione dell'impianto sarebbe illegittima perché metterebbe a rischio la salute e l'incolumità degli abitanti della zona, sia a causa delle emissioni elettromagnetiche sia perché installazione bellica che diverrebbe obiettivo strategico in caso di conflitto. Inoltre, le emissioni elettromagnetiche del MUOS associate a quelle delle 46 antenne già presenti sul sito, mettono a repentaglio l'ecosistema dell'area protetta, la qualità dei prodotti agricoli e degli allevamenti della zona. Senza contare, infine, del diritto alla mobilità, allo sviluppo del territorio, alla pace e sicurezza del territorio ai quali hanno diritto gli abitanti della zona;
in particolare, attenzione desta uno studio, depositato in data 4 novembre 2011, del politecnico di Torino, effettuato dai professori Zucchetti e Coraddu, nel quale si afferma che «al fascio principale di microonde emesso dalla parabola MUOS, in caso di errore di puntamento dovuto ad incidente, malfunzionamento o errore, è associato il rischio di irraggiamento accidentale di persone che, entro un raggio di 20 chilometri, potrebbero subire danni gravi e irreversibili anche per brevi esposizioni, a tale rischio è esposta l'intera popolazione di Niscemi»; e si legge nelle valutazioni conclusive dello stesso studio: «data la situazione è opportuno un approfondimento delle misure, con l'avvio immediato di una procedura di riduzione a conformità, finalizzata alla riduzione delle emissioni, e il blocco di ogni ulteriore istallazione»;
inoltre, va tenuto conto che nelle vicinanze sorge l'aeroporto di Comiso per la cui ristrutturazione sono state spese ingenti risorse pubbliche e che costituirebbe una valida alternativa all'aeroporto di Catania in occasione delle emissioni di cenere vulcanica da parte dell'Etna, che rischia di essere reso inservibile a causa delle interferenze create dall'impianto;
per tutte queste considerazioni, e tenuto conto di quanto emerso nel corso di un giudizio al TAR Palermo promosso dal comune di Niscemi circa la mancanza di dati e monitoraggi seri riguardo l'effettiva incidenza ambientale e sulla salute umana di tale impianto, la regione siciliana aveva revocato con i provvedimenti impugnati dal Ministero della difesa le autorizzazioni ambientali;
il Ministero della difesa ha impugnato le revoche delle autorizzazioni rilasciate alla marina militare degli Stati Uniti, chiedendo un risarcimento del danno di venticinquemila euro per ogni giorno di sospensione;
ci si chiede, quindi, in base a quale legittimazione ed interesse il Ministero abbia impugnato la revoca della autorizzazioni rilasciate ad un'autorità straniera, riguardanti impianti funzionali esclusivamente alla difesa statunitense, su quali basi sia stato quantificato un danno di venticinquemila euro per ogni giorno di ritardo e perché destinatario di tale risarcimento debba essere il Ministero della difesa;
l'interesse alla legittimazione non possono risiedere nella semplice proprietà dell'area posto che le autorizzazioni non riguardavano la realizzazione di immobili ma la messa in esercizio di impianti di cui il Ministero della difesa non può acquisire né la proprietà né l'esercizio;
in proposito fa chiarezza l'Accordo sottoscritto il 6 aprile 2006 (Technical Arrangement between the Ministry of Defence of the Italian Republic and the Department of Defence of the United States of America regarding the installations/infrastructure in use by the U.S forces in Sigonella, Italy), riguardante anche la stazione di Niscemi, il quale all'articolo XVIII prevede che «Il Governo degli Stati Uniti manterrà la proprietà di tutte le proprietà rimovibili costruite da/per il Governo degli Stati Uniti a sue sole spese e di tutti gli equipaggiamenti, materiali e rifornimenti importati o acquistati in Italia da/per il Governo degli Stati Uniti per la costruzione, lo sviluppo l'utilizzo e la manutenzione delle installazioni...»;
ad ulteriore supporto di quanto sopra, vi è un documento del Ministero della difesa, datato 31 ottobre 2006, nel quale, facendo riferimento al progetto del MUOS a Niscemi, si dice espressamente che le forze armate italiane non hanno interesse alla futura acquisizione delle opere in caso di eventuale dismissione statunitense;
infine, l'impugnazione sembrerebbe inopportuna ed intempestiva posto che si era in attesa di un pronunciamento dell'Istituto superiore di sanità sulla sussistenza di pericoli connessi alla realizzazione dell'impianto, facente parte di un percorso concordato fra il Governo nazionale e la regione siciliana, sicché appare del tutto congruo che la stessa regione siciliana abbia, nelle more applicato il principio di precauzione di cui all'articolo 191 del Trattato europeo, senza per ciò dover essere soggetta a richieste risarcitorie o di indennizzo –:
in base a quale legittimazione ed interesse il Ministero della difesa abbia impugnato la revoca delle autorizzazioni ambientali rilasciate dall'assessorato territorio ed ambiente della regione siciliana alla marina militare degli Stati Uniti d'America per la realizzazione e messa in esercizio del sistema di comunicazioni satellitari denominato MUOS in territorio del comune di Niscemi;
se il Ministro della difesa abbia concordato la proposizione del ricorso con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti stanti le gravi ricadute che ciò potrebbe avere sul futuro utilizzo dell'aeroporto di Comiso per la cui ristrutturazione sono state spese ingenti risorse;
per quale motivo si sia proposta l'impugnazione delle revoche chiedendone l'immediata sospensione quando ancora si era in attesa del parere dell'Istituto superiore di sanità riguardo i possibili effetti nocivi del sistema MUOS, secondo un percorso concordato fra il Governo nazionale e la regione siciliana;
a cosa sia da attribuire la richiesta risarcitoria di venticinquemila euro per ogni giorno di ritardo dal momento della sospensione: in quale modo il Ministero soffra un simile danno e perché si avanzi una simile richiesta quando ancora deve discutersi della legittimità del sistema MUOS per i suoi possibili effetti negativi sulla salute pubblica e sull'ambiente;
per quale motivo e su quali basi si fonda la richiesta di un risarcimento danni da quantificare per il peggioramento dei rapporti tra Italia e Usa e Italia e Paesi Nato. (4-00474)