• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/00477 la riserva naturale regionale della Vauda è situata nel basso Canavese a circa 15 chilometri da Torino. Tale area è caratterizzata da un'ampia zona pianeggiante punteggiata di stagni e...



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-00477presentato daLAVAGNO Fabiotesto diGiovedì 16 maggio 2013, seduta n. 17

LAVAGNO e PIRAS. — Al Ministro della difesa. — Per sapere – premesso che:
la riserva naturale regionale della Vauda è situata nel basso Canavese a circa 15 chilometri da Torino. Tale area è caratterizzata da un'ampia zona pianeggiante punteggiata di stagni e laghetti, con numerose bassure e ristagni di drenaggio, che ricordano nell'insieme la baraggia vercellese;
in una zona compresa tra comuni di San Francesco al Campo (Torino), San Carlo Canavese (Torino) e Lombardore (Torino) si è predisposto un progetto per la creazione di una centrale costituita da pannelli fotovoltaici a terra per la produzione di energia elettrica pari a 44.820 Kwp, che dovrebbe coprire una superficie di 72 ettari, oltre alla costruzione di una linea che porti l'energia fino alla centrale di Leinì (Torino);
vincitrice della gara d'appalto per la realizzazione del progetto è l'azienda tedesca Beelectric;
la zona interessata da tale progetto insiste in parte nell'area della riserva naturale della Vauda, e in parte su terreni del demanio militare, che da anni vengono affidati agli agricoltori della zona, che fino ad ora li hanno curati e resi produttivi;
i comuni interessati hanno una forte vocazione agricola, con numerose aziende presenti, di cui alcune con terreni solo nella zona oggetto del futuro impianto, quindi tale opera avrebbe non solo risvolti negativi per l'ambiente, ma anche per l'economia agricola della zona;
è opportuno altresì ricordare come la riserva naturale oggetto della presente interrogazione sia riconosciuta anche come SIC (sito di interesse comunitario) dall'Unione europea, visto che al suo interno vivono moltissime specie animali, altrove non presenti o molto rare;
bisogna rilevare che l'articolo 12 del decreto legislativo n. 387 del 2003 dispone che l'ubicazione degli impianti di produzione di energia elettrica deve tenere conto delle disposizioni in materia di sostegno al settore agricolo, con particolare riferimento alla valorizzazione e alla tutela della biodiversità, così come del patrimonio culturale e del paesaggio rurale di cui alla legge 5 marzo 2001 n. 57, articoli 7 e 8, nonché di cui al decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 228, articolo 14;
la valutazione degli impatti di intervento sulle componenti ambientali e le loro interferenze consentono di verificare che l'intervento produrrà principalmente effetti negativi per:
la realizzazione di nuove strade e l'ampliamento di quelle esistenti se non in funzione di attività connesse all'esercizio di attività agricole, forestali e pastorali o previste dai piani d'area, naturalistici di gestione e di assestamento forestale;
il danneggiamento o l'alterazione degli ecosistemi naturali esistenti;
la cattura, uccisione, danneggiamento e disturbo delle specie animali;
la raccolta e il danneggiamento delle specie vegetali;
il Ministero della difesa, con un'ordinanza del 24 aprile 2013 (numero protocollo 004371/2013), nell'ex poligono di tiro Esperienze per l'Armamento di Ciriè, segnala il superamento della concentrazione soglia di contaminazione (CSC) di cobalto cromo, selenio, stagno, sostenendo così la bonifica bellica del terreno di demanio militare, e ordina un rigido controllo dell'area e il divieto di accesso alle persone non autorizzate;
l'introduzione di tale divieto di accesso, da più parti, viene denunciato essere strumento per allontanare abituali frequentatori e fruitori dell'area piuttosto che rappresentare reale strumento di tutela della salute;
le centrali fotovoltaiche a terra comportano un consumo di suolo, non così semplicemente restituibile alla natura o all'agricoltura e consumo di spazio e in definitiva presentano una contraddizione di fondo: quella di ricorrere ad una fonte energetica rinnovabile consumando però un'altra risorsa non riproducibile, il suolo;
la provincia di Torino ha espresso, in sede di conferenza di servizi, ai rappresentanti del Ministero della difesa tutte le propria contrarietà al progetto relativamente all'impatto ambientale evidenziando l'incompatibilità del progetto con il proprio documento di piano territoriale –:
se il signor Ministro non intenda rivedere una decisione di così alto impatto ambientale e soprattutto se, verificato l'inquinamento evidenziato nell'ordinanza del 24 aprile 2013, non intenda provvedere alla totale bonifica dei siti interessati dalle attività militari prima di intraprendere ogni altra azione che renderebbe di fatto impossibile ogni attività di bonifica.
(4-00477)