• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/04404 nel mese di gennaio 2014, ENAV (Ente nazionale per l'assistenza al volo), Spa comunicava disdetta del vigente CCNL Trasporto Aereo con efficacia dal 31 dicembre 2014 e conseguente entrata in...



Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-04404presentato daTRIPIEDI Davidetesto diGiovedì 8 gennaio 2015, seduta n. 358

TRIPIEDI, PAOLO NICOLÒ ROMANO, COMINARDI, CIPRINI, CHIMIENTI, BALDASSARRE, BECHIS, RIZZETTO, DELL'ORCO, CRISTIAN IANNUZZI, DE LORENZIS, LIUZZI e SPESSOTTO. — Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. — Per sapere – premesso che:
nel mese di gennaio 2014, ENAV (Ente nazionale per l'assistenza al volo), Spa comunicava disdetta del vigente CCNL Trasporto Aereo con efficacia dal 31 dicembre 2014 e conseguente entrata in vigore del nuovo contratto dal 1o gennaio 2015, a tutte le associazioni sindacali firmatarie del contratto collettivo del 23 marzo 2012, per il personale dipendente della stessa azienda;
con lettere del 6 e 30 giugno 2014, raccogliendo oltre 1600 sottoscrizioni, la Federazione ATM-PP (ANPCAT, LICTA e CILA, ora UNICA) richiedeva un referendum per l'approvazione del contratto collettivo del settore trasporto aereo;
successivamente all'accordo raggiunto in data 16 luglio 2014 presso il Ministero delle infrastrutture e dei Trasporti, le Confederazioni FILT-CGIL, FIT-CISL, UIL-T e UGL-T richiedevano il referendum approvativo di cui sopra;
il vigente accordo interconfederale fra Confindustria e CGIL, CISL e UIL del 28 giugno 2011, modificato in data 10 gennaio 2014, indica che sono ammesse alla contrattazione collettiva nazionale le organizzazioni sindacali che abbiano nel settore una rappresentatività non inferiore al 5 per cento;
i sindacati APCAT, LICTA e UNICA, essendo ancora in vigore il CCNL ENAV sottoscritto in data 23 marzo 2012 ed avendo legittime rappresentanze sindacali superiori al 5 per cento stabilito all'interno dell'azienda, chiedevano più volte di poter far parte delle varie commissioni elettorali. Tale richiesta non è mai stata accolta;
nonostante nello stesso accordo sia indicato che Confindustria, CGIL, CISL e UIL si impegnano ad attenersi all'accordo interconfederale del 28 giugno 2011, applicandone compiutamente le norme e a far sì che le rispettive strutture, a tutti i livelli, si attengano a quanto concordato nel suddetto accordo Interconfederale, i sindacati UNICA, LICTA e APCAT non sono stati ammessi al referendum;
in data 16 luglio 2014, presso la sede del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti di piazzale Porta Pia a Roma, si è tenuto un incontro con le organizzazioni sindacali CILA-AV (ora UNICA), LICTA, ANPCAT e la Società ENAV s.p.a., presieduto dal sottosegretario Del Basso De Caro, per affrontare le problematiche sottese alla proclamazione di uno sciopero indetto dalla CILA-AV per il giorno 20 luglio 2014. Dall'incontro è emersa la necessità di istituire un tavolo di confronto tecnico-istituzionale sulle problematiche sollevate dalle suddette organizzazioni sindacali. Il Sottosegretario di Stato ha peraltro chiesto di promuovere un chiarimento in ordine ai criteri di rappresentatività aziendale e di settore e, sulla premessa che il contratto sottoscritto in data 27 maggio 2014 entrerà in vigore il 1o gennaio 2015, ha auspicato che gli istituti di democrazia partecipata (referendum) di cui all'accordo interconfederale già sottoscritto, venissero attivati in epoca largamente anteriore alla data in entrata in vigore del nuovo contratto;
in data 2 dicembre 2014, i sindacati UNICA, LICTA e APCAT, tramite comunicato scritto, richiedevano incontro urgente al Presidente di Assocontrol, al Presidente del Consiglio di amministrazione di ENAV SpA, alle segreterie nazionali di FILT-CGIL, FIT-CISL, UIL-T e UGL-T. Tale richiesta non ha mai avuto risposta;
in data 5 dicembre 2014, è stata inviata una diffida al Comitato nazionale per il referendum in cui si richiedeva differimento della consultazione per consentire una partecipazione anche dei sindacati dissenzienti;
sempre in data 5 dicembre 2014, ENAV, tramite comunicato scritto, affermava che le attività organizzative dei referendum sono di esclusiva competenza delle organizzazioni sindacali promotrici e che la commissione elettorale autonomamente costituita dalle organizzazioni sindacali promotrici è l'organo competente a dirimere eventuali controversie. Nonostante i sindacati UNICA, LICTA e ANPCAT abbiano partecipato e sottoscritto il CCNL attualmente in vigore ed abbiano, all'interno dell'azienda, rappresentanze sindacali legittimamente costituite, sono stati estromessi dal tavolo;
nelle giornate del 9, 10, 11, 12, 13 e 15 dicembre 2014 si è tenuto il referendum per l'approvazione delle intese sottoscritte il 2 agosto 2013, del nuovo CCNL trasporto Aereo, parte generale, e servizi ATM (Assocontrol, Assaereo, Assocatering e Assoaeroporti), parte specifica;
in data 10 dicembre 2014, tramite un comunicato del sindacato UNICA rivolto al direttore generale di ENAV, al Comitato nazionale Referendum e ad Assocontrol (unione delle aziende ENAV S.p.A., SICTA e Techno Sky S.r.l.), veniva chiesto perché dalla contrattazione e dalla consultazione referendaria sia stato escluso il personale dell'azienda Techno Sky S.r.l.. Tale richiesta non ha mai avuto risposta;
svariati esposti e diffide sono state depositate dai legali dei rappresentanti dei sindacati UNICA, LICTA e APCAT, a causa delle numerose irregolarità tenutesi prima, durante e dopo il referendum sopra indicato;
sono stati depositati esposti presso le competenti autorità di polizia di Bergamo (10 dicembre), Milano (11 dicembre), Venezia (11 dicembre), Palermo (12 dicembre) e Fiumicino (12 dicembre), dove veniva denunciata la mancata partecipazione e controllo dell'espletamento del referendum finalizzato all'approvazione del CCNL, settore trasporto aereo, dai lavoratori delle sigle sindacali UNICA, LICTA e APCAT, in netto contrasto con quanto riportato dal sopra citato vigente accordo interconfederale fra Confindustria e CGIL, CISL e UIL;
in un ulteriore esposto depositato presso la sezione di Bologna in data 16 dicembre 2014, quindi successivo al referendum svolto, veniva denunciata l'esclusiva pianificazione pratica del referendum di esclusiva pertinenza delle organizzazioni sindacali confederali CGIL, CISL, UIL e UGL;
la mancata comunicazione con congruo anticipo ai lavoratori delle diverse aziende interessate degli orari di svolgimento del referendum e il fatto che ai dipendenti ENAV non fosse stato ufficialmente comunicato nulla; il 15 dicembre 2014, nella sede di Bologna, i seggi avrebbero dovuto aprire alle ore 9 e non alle 10 e chiudere alle 14 e non alle 12 come effettivamente accaduto, con la conseguenza di ledere il diritto al voto di diversi lavoratori che per problemi di turnazione e mancato avviso hanno perso l'opportunità di votare; a molti lavoratori non è stata richiesta l'esibizione di un documento di identità al momento del voto, cosa espressamente prevista dal regolamento, a cui è stato invece chiesto di apporre una firma accanto al proprio nome su di una lista di dipendenti che risultava essere, dal secondo giorno di consultazione, diversa da quella del primo giorno con la conseguenza che chi aveva votato il primo giorno, avrebbe potuto farlo anche il secondo, anche in diversa sede; ai rappresentanti dei sindacati non ammessi al tavolo, è stato negato di poter assistere allo scrutinio in qualità di semplici osservatori;
in data 19 dicembre 2014, UNICA comunicava che, insieme a LICTA e ANPCAT, in riferimento al referendum approvativo del CCNL Trasporto Aereo e servizi ATM, aveva formalmente presentato ricorsi che contestavano il risultato e ne richiedevano l'annullamento e diffidavano Assocontrol ed Enav, in particolare, dal voler applicare il nuovo CCNL ai propri dipendenti;
in una diffida legale datata 19 dicembre 2014, sempre i rappresentanti sindacali di UNICA, LICTA e ANPCAT, confermavano e denunciavano ulteriori irregolarità verificatesi nel corso del referendum in questione, quali la sola partecipazione al comitato elettorale del fronte del Sì; la presenza di urne non sigillate e lasciate incustodite; la possibilità di votare in ogni seggio senza che il nominativo del votante fosse spuntato regolarmente dall'elenco generale con l'ovvio rischio di voti doppi; il cambiamento degli orari di votazione in alcune sedi senza adeguato preavviso; la circostanza piuttosto anomala che aumenta i sospetti di uno svolgimento non corretto del referendum, legata al fatto che non vi sia stata una sola scheda contestata; l'assenza di certificazione del referendum;
sempre in un ricorso depositato successivamente al referendum dai legali dei sindacati UNICA, LICTA e ANPCAT, veniva altresì denunciato in diverse sedi preposte e senza alcun preavviso, non si sono svolte le votazioni; in diversi casi, apposti sulle urne in maniera leggibile per i votanti, vi erano manifesti che invitavano a votare per il Sì; l'Azienda e i sindacati confederali CGIL, CISL, UIL e UGL, promotori per l'approvazione del suddetto referendum, hanno invitato a votare Sì, organizzando più incontri con i lavoratori; qualsiasi organizzazione sindacale o associazione di lavoratori contraria a detto referendum è stata esclusa da ogni comitato elettorale; si ricordava che ai sensi dell'articolo 21 della legge 300 del 1970, le competenze referendarie sono attribuite alle rappresentanze sindacali esistenti in azienda; il referendum non risultava avere alcuna certificazione; risultava non esistere il numero certo di schede stampate e consegnate ai singoli seggi; nei dati regionali pubblicati non vi è stato il reale conteggio di tutti i voti come, ad esempio, nella regione Sardegna, dove gli aventi diritto al voto effettivi sono risultati essere 90 e non 68 come indicato. Ciò dovuto al fatto che non sono state considerate le schede della sezione di Alghero dove 18 avrebbero votato NO, 3 Sì e un lavoratore non avrebbe espresso il proprio voto, con la conseguenza che il dato regionale andrebbe modificato in 60 NO, 16 Sì e 14 non votanti;
l'esito finale del referendum ha visto prevalere il Sì con 30 voti di scarto rispetto al NO, per un totale di 1346 NO, 1316 Sì, 5 schede bianche, 6 nulle e nessuna contestata –:
se il Ministro ritenga, alla luce delle circostanze descritte in premessa, che gli auspici del Sottosegretario Del Basso De Caro, formulati nell'incontro del 16 luglio 2014, abbiano avuto un seguito;
quali iniziative per quanto di competenza si intendano assumere per pervenire a un chiarimento sui criteri di rappresentatività aziendale e di settore con riferimento alle organizzazioni sindacali. (5-04404)