• Testo RISOLUZIONE IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.7/00561 premesso che: in armonia con quanto previsto dal diritto comunitario, da diversi decenni, in Italia l'accesso alla facoltà di medicina e chirurgia è subordinato al superamento di una...



Atto Camera

Risoluzione in commissione 7-00561presentato daROCCELLA Eugeniatesto diVenerdì 9 gennaio 2015, seduta n. 359

La VII Commissione,
premesso che:
in armonia con quanto previsto dal diritto comunitario, da diversi decenni, in Italia l'accesso alla facoltà di medicina e chirurgia è subordinato al superamento di una selezione preliminare che si propone di garantire una formazione di qualità, grazie all'ottimale rapporto studenti/docenti, di regolamentare gli ingressi alla luce delle difficoltà di inserimento dei laureati nel mondo del lavoro, consentendo agli studenti più meritevoli di frequentare con profitto il corso di studi prescelto;
il decreto ministeriale 5 febbraio 2014, n. 85, «Modalità e contenuti delle prove di ammissione ai corsi di laurea e laurea magistrale a ciclo unico ad accesso programmato a livello nazionale a.a. 2014-15» stabiliva che la prova di ammissione ai corsi di laurea magistrale in medicina e chirurgia e in odontoiatria e protesi dentaria consisteva in 60 domande a risposta multipla da risolvere in 100 minuti, vertenti sulle seguenti materie: logica e cultura generale (27 quesiti), biologia (15 quesiti), chimica (10 quesiti), matematica e fisica (8 quesiti);
il rapporto sullo stato del sistema universitario e della ricerca 2013, pubblicato dall'Agenzia nazionale per la valutazione dell'università e della ricerca (ANVUR), ha evidenziato che i corsi ad accesso programmato presentano gli indicatori migliori in tutto il percorso degli studi con bassi tassi di abbandono, un'elevata quota di laureati regolari e un minor numero di iscritti fuori corso;
il numero di iscritti alle facoltà di medicina negli ultimi anni si aggira intorno ai 10.000 a fronte di un numero di borse per specializzazioni pari a 5.000 per l'anno accademico 2014-2015 e circa mille borse per i corsi di medico di medicina generale, contratti necessari per potere entrare a lavorare nel Servizio sanitario nazionale;
attualmente molti atenei stanno incontrando notevoli difficoltà logistiche, economiche e didattiche per far fronte in maniera adeguata all'immatricolazione di circa 5 mila studenti, precedentemente esclusi, e subentrati in seguito al ricorso al Tribunale amministrativo regionale;
il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca per ovviare alle criticità dell'attuale sistema di selezione ha manifestato intento adottare il modello francese in vigore dal 2010 il quale prevede l'accesso libero al primo anno di studi dei corsi dell'area medica, PACES (Première année commune aux etudes de santé), posticipando i test di selezione alla fine del primo semestre e al termine del secondo semestre. Il sistema prevede la possibilità di ripetere il primo anno solo una volta;
secondo i dati forniti dalle università francesi, dei circa 55 mila studenti che si iscrivono al primo anno di medicina soltanto il 20 per cento degli iscritti al primo anno riesce ad accedere al secondo. La stessa Commissione degli affari sociali dell'Assemblea nazionale francese, nella seduta del 3 aprile 2013 si è pronunciata così: «I primi bilanci disponibili mostrano che l'avviamento del PACES non ha consentito di rendere il primo anno di studi realmente formativo e nemmeno di rimediare al tasso di fallimento nelle prove selettive organizzate alla fine dell'anno»;
il modello «alla francese» appare foriero di insidie per lo studente e la sua famiglia per la perdita di un anno di studi e lo spreco di sforzi organizzativi ed economici, per le università che dovrebbero affrontare un ingente aggravio di costi per la mancanza di strutture e docenti in grado di formare le numerosissime matricole del primo anno di corso, oltre all'inevitabile degrado della qualità della didattica, il rischio di perdere la graduatoria su base nazionale e di ridurre l'imparzialità dei risultati e l'equità della selezione,

impegna il Governo:

a mantenere il sistema di accesso per l'immatricolazione in medicina e chirurgia, in medicina veterinaria, in odontoiatria e protesi dentaria, architettura e scienze infermieristiche, di cui all'articolo 1, comma 1, lettera a), della legge 2 agosto 1999, n. 264, prevedendo prove d'ingresso selettive che abbiano ad oggetto esclusivamente elementi generali inerenti ai corsi di laurea prescelti;
a prevedere per i corsi di laurea con prove selettive di ingresso, lo svolgimento delle prove d'ingresso nel mese di settembre di ciascun anno;
a predisporre la pubblicazione da parte del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca di testi di preparazione sugli argomenti che saranno oggetto dei quesiti al test nazionale che sarà somministrato alla fine del primo semestre dell'ultimo anno della scuola secondaria;
a rafforzare l'attività di orientamento nella scelta della facoltà, attraverso test e colloqui attitudinali da svolgersi durante il terzo e quarto anno della scuola secondaria superiore, a carattere assolutamente non vincolante.
(7-00561) «Roccella, Calabrò».