• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/00484 il presidente della regione Giuseppe Scopelliti è stato nominato commissario ad acta, ai sensi dell'articolo 4, comma 2, del decreto-legge n. 159 del 2007 (convertito con modificazioni dalla...



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-00484presentato daCENSORE Brunotesto diGiovedì 16 maggio 2013, seduta n. 17

CENSORE, BINDI, D'ATTORRE, COVELLO, BATTAGLIA, BRUNO BOSSIO, STUMPO, MAGORNO e OLIVERIO. — Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro della salute. — Per sapere – premesso che:
il presidente della regione Giuseppe Scopelliti è stato nominato commissario ad acta, ai sensi dell'articolo 4, comma 2, del decreto-legge n. 159 del 2007 (convertito con modificazioni dalla legge n. 222 del 2007 e successive integrazioni e modificazioni) con obiettivo tecnico dell'abbattimento del disavanzo e rientro dal debito sanitario della regione Calabria;
con la motivazione che il commissariamento non sarebbe riuscito a raggiungere gli obiettivi prefissati entro il 31 dicembre 2012 – termine previsto per il suo epilogo – il tavolo Massicci ha prorogato di ulteriori tre anni il piano di rientro della spesa sanitaria in Calabria;
in data 15 febbraio 2013, la Corte dei Conti, sezione regionale di controllo per la Calabria, ha preso in esame l'attività dell'ASP di Cosenza, sottoposta ad accesso da una commissione per verificare eventuali infiltrazioni mafiose, evidenziando diverse inadempienze e pesanti criticità;
una visione miope e ragionieristica del piano di rientro della spesa sanitaria in Calabria ha cagionato una autentica «desertificazione» sanitaria, con servizi esistenti solo sulla carta, con posti letto del tutto inesistenti, con ospedali che chiudono e non vengono sostituiti con i centri di assistenza primaria territoriale e i pochi che restano sono depotenziati e lasciati con gravi carenze di personale e di risorse tecniche e strumentali;
di conseguenza, i fallimenti del piano di rientro gestito da Scopelliti hanno sostanzialmente messo in discussione il diritto costituzionale alla salute in Calabria;
l'8 aprile 2013, al termine della riunione congiunta del tavolo tecnico per la verifica degli adempimenti regionali con il Comitato permanente per la verifica dei livelli essenziali di assistenza, è stato redatto un verbale che cozza palesemente con quanto asserito dal commissario Scopelliti che ha recentemente dipinto un quadro in crescita ovunque per l'intera sanità regionale;
nella suddetta riunione dell'8 aprile 2013, è emersa la scarsa omogeneità dei livelli essenziali di assistenza, con una forte sperequazione dell'offerta sanitaria: in Calabria, insomma, non sono nemmeno garantiti i livelli minimi di assistenza con una conseguente situazione di emergenza sanitaria e di smantellamento dell'offerta sanitaria;
inoltre, l'8 aprile 2013 il tavolo tecnico per la verifica degli adempimenti regionali e il comitato permanente per la verifica dei livelli essenziali di assistenza hanno evidenziato il gravissimo ritardo riguardo agli interventi connessi all'erogazione delle prestazioni comprese nei livelli essenziali di assistenza, invitando il commissario, al fine di evitare che si creino i presupposti di cui all'articolo 2, comma 84, della legge n. 191 del 2009, ad attuare tempestivamente ogni utile azione necessaria per garantire l'erogazione dei livelli essenziali di assistenza in maniera uniforme sul territorio regionale;
in Calabria, la dotazione di posti letto per la riabilitazione e la lungodegenza post-acuzie risulta pari a circa 0,4 posti letto per 1.000 residenti al 1o gennaio 2013, inferiore al valore di riferimento (0,7) del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95. Risulta carente l'assistenza domiciliare e l'assistenza residenziale e semiresidenziale rivolta ad anziani, disabili e ai malati terminali, ed è stata constatato un ritardo sul cronoprogramma per il processo di riconversione delle strutture ospedaliere in più appropriate strutture territoriali;
la Calabria presenta altresì diverse criticità nell'erogazione di servizi afferenti all'area della prevenzione, con particolare riferimento al settore degli screening oncologici;
come risulta dai verbali di tavolo e comitato delle riunioni di verifica del piano di rientro della regione Calabria, il servizio sanitario regionale della Calabria continua a presentare un rilevante disavanzo cumulato dagli esercizi pregressi che deve ancora trovare una copertura e che annualmente viene riportato a nuovo nel risultato di gestione dell'anno corrente;
pertanto, in ragione dei disavanzi pregressi che non hanno trovato adeguata copertura, per la regione Calabria si sono realizzate le condizioni per l'applicazione degli automatismi fiscali previsti dalla legislazione vigente, vale a dire l'ulteriore incremento delle aliquote fiscali di IRAP e addizionale regionale all'IRPEF, per l'applicazione del blocco automatico del turn over del personale del servizio sanitario regionale fino al 31 dicembre del secondo anno successivo a quello in corso e per l'applicazione del divieto di effettuare spese non obbligatorie per il medesimo periodo;
inoltre, le azioni intraprese dalle aziende per il 2012 non hanno avuto effetti apprezzabili dovuti ad una parziale applicazione della norma cosiddetta spending review in particolare per i servizi;
il piano prevedeva la conclusione delle procedure di accreditamento definitivo delle strutture, ma le criticità evidenziate ad oggi non risultano superate;
infine, ma non per ordine di importanza, il tavolo tecnico per la verifica degli adempimenti regionali e il comitato permanente per la verifica dei livelli essenziali di assistenza hanno ritenuto non risolte le criticità correlate alla necessità di un comportamento collaborativo tra struttura regionale, commissario e sub commissari;
l'articolo 2, comma 84, della legge n. 191 del 2009 che prevede che qualora il presidente della regione, nominato commissario ad acta per la redazione e l'attuazione del piano, non adempia in tutto o in parte agli obblighi, il Consiglio dei ministri, adotta tutti gli atti necessari ai fini della predisposizione del piano di rientro e della sua attuazione. La stessa norma prevede che, nei casi di riscontrata difficoltà in sede di verifica e monitoraggio nell'attuazione del piano, il Consiglio dei ministri, sentita la regione interessata, nomina uno o più commissari ad acta di qualificate e comprovate professionalità ed esperienza in materia di gestione sanitaria per l'adozione e l'attuazione degli atti indicati nel piano e non realizzati –:
se il Governo sia a conoscenza di quanto sopra denunciato e del fatto che in Calabria sta diventando sempre più complicato garantire ai cittadini i livelli essenziali di assistenza;
che cosa intenda fare al fine di evitare il collasso del sistema sanitario calabrese;
se il Governo, alla luce dei risultati del tavolo tecnico dell'8 aprile 2013, non intenda, ai sensi dell'articolo 2, comma 84, della legge n. 191 del 2009, assumere tutti i provvedimenti utili alla piena attuazione del piano di rientro dal disavanzo sanitario, prevedendo la nomina di commissari ad acta come descritto in premessa.
(4-00484)