• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/00501 da agenzia AGRAPRESS, dell'8 maggio 2013 si apprende che il Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali Nunzia De Girolamo è intervenuta sul tema dei terreni demaniali con la...



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-00501presentato daGALLINELLA Filippotesto diVenerdì 17 maggio 2013, seduta n. 18

GALLINELLA, ZACCAGNINI, BENEDETTI, MASSIMILIANO BERNINI, GAGNARLI, L'ABBATE, LUPO, PARENTELA, DAGA, ZOLEZZI e CIPRINI. — Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, al Ministro dello sviluppo economico, al Ministro dell'economia e delle finanze. — Per sapere – premesso che:
da agenzia AGRAPRESS, dell'8 maggio 2013 si apprende che il Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali Nunzia De Girolamo è intervenuta sul tema dei terreni demaniali con la seguente dichiarazione: sentirò cassa depositi e prestiti per stima e vendita – «bisogna dare ai giovani la possibilità di fare agricoltura attraverso gli strumenti dell'agricoltura, primo fra tutti, la terra». Si legge di seguito nel testo dell'agenzia «riprenderò» questo tema – ha assicurato il ministro – e mi sono già prefissata alcuni obiettivi, tra cui quello di rivedere tutto il patrimonio demaniale dei terreni agricoli per capire effettivamente quali sono le stime attuali. Oggi sentirò il presidente della Cassa Depositi e Prestiti per capire se c’è la possibilità di fare ciò che è stato fatto per il fondo degli Enti Locali anche in agricoltura». In chiusura, « [il ministro] ha aggiunto che la cassa depositi e prestiti dovrebbe essere coinvolta per la stima, la valorizzazione e la vendita dei terreni demaniali, in modo tale da evitare le cartolarizzazioni, che in questo Paese non hanno funzionato»;
risulta che tali dichiarazioni siano state pronunciate in occasione dell'assemblea annuale dell'associazione giovani imprenditori agricoli (AGIA) della Confederazione italiana Agricoltori;
ad avviso degli interroganti, è giusto consentire ai giovani agricoltori, (che sono pronti a ricostruire l'Italia), di dare il proprio contributo «facilitando le cose», ma non tramite lo strumento della vendita dei terreni demaniali. Il rischio è che un domani tali terreni agricoli, alienati da parte dello Stato, possano essere destinati a diversi utilizzi, anche perché nel discorso del Ministro, per quello che risulta, non si è accennato a nessun vincolo di destinazione dei fondi;
sarebbe opportuno, ad avviso degli interroganti, utilizzare lo strumento della concessione per 15 o 19 anni a seconda dell'investimento che si voglia fare, anche in ragione del fatto che gli stessi giovani agricoltori in un'altra nota, ripresa dall'agenzia di stampa AGRAPRESS chiedono «la rapida attuazione della legge che libera, alla vendita o all'affitto, i terreni demaniali ora inutilizzati». Non vi sarebbe dunque per parte loro alcuna differenza tra soluzione definitive (vendita) o temporanee (concessione), ma vi è soprattutto la chiara volontà di lavorare; e occorre, partendo dal presupposto di voler proteggere i terreni demaniali, allo stesso tempo, favorire il lavoro ed evitare l'abbandono dei fondi agricoli –:
se le dichiarazioni riportate da Agrapress dell'8 maggio 2013 corrispondano alle reali intenzioni del Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali;
se i ministri interrogati non ritengano opportuno, per i motivi sopra esposti, puntare esclusivamente sullo strumento della concessione in favore degli agricoltori che non hanno ancora compiuto i quaranta anni dei terreni agricoli sottoposti al regime giuridico del demanio statale piuttosto che sull'alienazione definitiva di tali fondi;
se non ritengano, in caso di risposta affermativa a quanto sopra richiesto, di facilitare la concessione per lo sfruttamento di tali terreni agricoli a giovani agricoltori, fissando per i primi 5 anni un canone agevolato;
se non ritengano di privilegiare nelle condizioni per la concessione quelle cooperative costituite da persone con disabilità ai fini della loro riabilitazione, recupero e integrazione, dando così dignità anche a coloro che difficilmente sentono di averla e consentendo loro di migliorarsi attraverso un lavoro a contatto con la natura che, come è noto, ha dato sempre ottimi risultati;
se i Ministri interrogati non ritengano necessario, escludere la concessione per lo sfruttamento dei terreni agricoli (perché gli interroganti non ritengono che essi vadano venduti) per quegli agricoltori che volessero puntare i loro investimenti in colture dedicate alla produzione energetica (biomassa dedicata), in quanto, gli interroganti ritengono che tali fondi debbano essere destinati solo a produzioni destinate al consumo alimentare umano e animale, consentendo tuttavia che le aziende agricole concessionarie possano investire in strutture destinate alla loro autosufficienza energetica attraverso la valorizzazione degli scarti e residui di agricoltura;
se i Ministri interrogati non ritengano opportuno, escludere dalla concessione per lo sfruttamento dei terreni agricoli (in attesa che il nostro Paese eserciti la clausola di salvaguardia prevista dall'articolo 23 della direttiva 2001/18/CE) quegli agricoltori che volessero coltivare anche sementi di origine OGM;
se i ministri interrogati non ritengano opportuno favorire la concessione di tali fondi agricoli a quegli agricoltori che volessero puntare i loro investimenti in coltivazioni che utilizzino meno «chimica» possibile. (4-00501)