• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/00502 la società Automobile Due snc, con sede a Rovereto, è stata oggetto di accertamenti da parte della guardia di finanza, iniziati il 6 novembre 2006 e conclusi con il processo verbale di...



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-00502presentato daOTTOBRE Maurotesto diVenerdì 17 maggio 2013, seduta n. 18

OTTOBRE. — Al Ministro dell'economia e delle finanze, al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. — Per sapere – premesso che:
la società Automobile Due snc, con sede a Rovereto, è stata oggetto di accertamenti da parte della guardia di finanza, iniziati il 6 novembre 2006 e conclusi con il processo verbale di constatazione del 3 luglio 2008, approvato dall'Agenzia delle entrate di Trento che, con diversi avvisi di accertamento, per gli anni di imposta 2003, 2004, 2005, 2006, ha intimato alla società ed ai suoi due soci, Stefano Nucida e Rolando Gerola, il pagamento di 6.215.432,00 euro ai fini Iva ed Irap;
la società Automobile Due snc opera prevalentemente a Rovereto, con attività fra l'altro di acquisto intracomunitario di automobili;
per alcune di queste automobili acquistate, 127 su 1332, sei anni fa da rivenditori italiani ed importate in Italia dalla società Auroconf srl, la Guardia di finanza ha accusato i soci della società di evasione dell'iva, nella presunzione che alcuni dei fornitori nazionali fossero soggetti inesistenti, sostenendo che portata in deduzione dalla Automobile Due fosse un elemento passivo fittizio, e così i costi di acquisto, in assenza del quale vi sarebbe un aumento di reddito soggetto ad Irpef;
analoga accusa ha interessato altri commercianti di automobili operanti sul territorio della provincia di Trento, alcuni dei quali a seguito di tali accertamenti sono falliti o sono a rischio di chiusura, nonostante la procura della Repubblica di Trento abbia archiviato i casi per insussistenza di reato;
Nucida e Gerola sono stati condannati in sede penale alla pena di due anni perché dichiarati colpevoli del reato di dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti;
la sentenza è stata confermata dalla corte di appello di Trento il 23 novembre 2011 e con sentenza della Commissione Tributaria di I grado del 20 settembre 2010;
i soci della Automobile Due hanno da sempre contestato le accuse della Guardia di finanza e faranno appello alla Corte di Cassazione per l'annullamento della condanna, mentre sono in attesa, da oltre otto mesi, della sentenza del processo di appello del giudice tributario di II grado, anche in ragione del fatto che il servizio motorizzazione civile della provincia autonoma di Trento abbia provveduto alla immatricolazione dei veicoli, a seguito di verifica positiva della richiesta di nazionalizzazione di veicoli provenienti da acquisto intracomunitario, ed abbia inviato all'Agenzia delle entrate le relative dichiarazioni di assolvimento dell'Iva;
che non vi siano responsabilità dei soci della Automobile Due in ordine al non pagamento dell'Iva per le automobili acquistate è dimostrato fra l'altro da una lettera dell'Agenzia delle entrate, direzione regionale dell'Umbria, settore accertamento Ufficio analisi e controlli fiscali, in data 14 dicembre 2007, in cui si scrive che a seguito di attività istruttoria «è emerso che la Auroconf srl ha svolto nel periodo che va da settembre 2004 ad agosto 2005 attività di compravendita di autovetture acquistate da fornitori comunitari, omettendo di versare l'Iva addebitata in rivalsa ai propri clienti, soggetti passivi di imposta»;
è evidente, dunque, come l'Agenzia delle entrate fosse a conoscenza, sulla base dei propri accertamenti, che l'Iva non pagata fosse dovuta ad irregolarità e violazioni di legge compiuti non dalla Automobile Due ma dalla società importatrice dei veicoli, la Auroconf srl;
è sconcertante che la lettera della Agenzia delle entrate, di cui sopra, non sia stata presentata dalla medesima Agenzia ai giudici tributari, omettendo in tal modo una prova decisiva a favore dell'innocenza Stefano Nucida e Rolando Gerola, visto che la lettera è antecedente di un anno (2007) al verbale della Guardia di finanza che è del 2008;
il Ministero dei trasporti, con le circolari n. B/59/2000 del 20 settembre 2000 e n.5981/M352 del 2 dicembre 2005 ha stabilito precise disposizioni in ragione delle quali, in sede di immatricolazione delle automobili provenienti dagli Stati Membri dell'Unione Europea, «deve essere comprovato l'assolvimento degli obblighi Iva sull'acquisto intracomunitario mediante l'acquisizione di apposita documentazione cartacea destinata ad essere trasmessa alle locali Agenzie delle entrate per i controlli di merito»;
non è ammissibile che l'immatricolazione dei veicoli da parte del servizio Motorizzazione della provincia di Trento, possibile solo ad esito positivo dei controlli effettuati, sia contestato ex post ed, elemento ancor più grave, è sconcertante che l'Agenzia delle entrate, che ha la responsabilità del controllo delle verifiche fiscali delle automobili importate e soggette al regime dell'iva intracomunitario, abbia sollevato obiezioni non all'atto dei propri accertamenti ma soltanto dopo che l'indagine della Guardia di finanza fosse stata avviata;
del caso della Automobile Due, come altri relativi ad esempio alle società Spazio Auto srl, RPL srl e Trento Car srl, si è interessata la provincia autonoma di Trento, con il presidente della provincia e l'avvocatura della Provincia stessa;
i soci della Automobile Due hanno sempre rivendicato di aver adempiuto ai loro obblighi tributari relativi alle loro attività, che sono state oggetto di controlli incrociati della Agenzia delle entrate e della motorizzazione civile della provincia di Trento che non ha mai sollevato obiezioni o contestato irregolarità a seguito della richiesta di controllo preliminare della documentazione di nazionalizzazione dei veicoli;
«è sufficiente ribadire – affermano Stefano Nucida e Rolando Gerola – che chi, nel nostro caso fornitore nazionale, regolarmente iscritto alla Camera di Commercio territorialmente competente, fornisce le autovetture (il cui prezzo è quello di mercato), rilascia regolare fattura con Iva (operazione attiva in regime Iva), mentre a sua volta la snc Automobile Due incassa il ricavo della vendita dell'autovettura, emette regolare fattura con Iva (operazione passiva in regime Iva) che incassa dal cliente finale a cui l'automobile, munita del libretto di circolazione, e del certificato di proprietà, è ceduta e regolarmente immatricolata presso il Servizio Motorizzazione Civile della Provincia autonoma di Trento che ha accertata l'assoluta esistenza delle auto contestate»;
«infatti – ricordano i soci della Automobile Due – è la Provincia autonoma di Trento – Servizio Motorizzazione Civile – che provvede all'immatricolazione delle automobili, mediante acquisizione della dichiarazione dell'importatore circa l'assolvimento degli obblighi Iva e circa la condizione fiscale del veicolo (fiscalmente nuovo, ovvero fiscalmente usato) e solo successivamente inviate all'Agenzia delle entrate per le verifiche fiscali»;
l'Associazione per la Difesa dei cittadini, «Lo Scudo» è intervenuta più volte a difesa dei soci della Automobile Due e da ultimo nel 2012 – con una lettera del presidente Claudio Taverna, inviata al garante del contribuente, alla motorizzazione provinciale e all'avvocato provinciale della Pat – sollevando il caso presso tutte le autorità preposte, gli organi di stampa, la provincia autonoma di Trento;
il caso della Automobile Due, a giudizio dell'interrogante, evidenzia profonde contraddizioni, omissioni da parte delle autorità e degli organi dei quali è stata la responsabilità dei controlli, Guardia di finanza e Agenzia delle entrate, e evidenzia motivazioni inconsistenti sotto il profilo processuale e tributario, che hanno determinato una condizione insostenibile per le attività e per la posizione penale e tributaria dei soci coinvolti, da ultimo con una comunicazione di Equitalia che il 30 gennaio 2013 impone a Stefano Nucida il pagamento di 1.220.976,30 –:
quale sia l'orientamento del Ministro in ordine alla posizione della società Automobile Due con riferimento agli atti relativi ai controlli operati da parte della Agenzia delle entrate;
se non ritenga urgente disporre una verifica delle attività di controllo effettuate, delle procedure adottate e delle motivazioni di merito che hanno portato alla contestazione delle attività della Automobile Due di Rovereto come attività inesistenti relativamente ai veicoli in oggetto della inchiesta quando precedentemente tali veicoli sono stati regolarmente immatricolati;
se non ritenga che in attesa di sentenze definitive e in ragione dei principi di autotutela, che sono stati introdotti a favore del cittadino in caso di contenzioso, sia urgente sospendere ogni effetto dovuto alla comunicazione di Equitalia;
se non ritenga definire criteri e procedure più obiettive e sostanzialmente motivate in ordine alle verifiche della posizione fiscale e tributaria delle imprese che operano nel settore dell'acquisto e della vendita di auto nuove ed usate, con riferimento in particolare al regime di acquisto intracomunitario. (4-00502)