• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/07480 la Società Infocontact Srl, operante sul mercato italiano dal 2005 nel settore dell'erogazione di servizi di contact center, customer care e telleselling con un'importante presenza in Calabria,...



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-07480presentato daGALATI Giuseppetesto diLunedì 12 gennaio 2015, seduta n. 360

GALATI. — Al Ministro dello sviluppo economico. — Per sapere – premesso che:
la Società Infocontact Srl, operante sul mercato italiano dal 2005 nel settore dell'erogazione di servizi di contact center, customer care e telleselling con un'importante presenza in Calabria, in particolare nelle province di Catanzaro, Vibo Valentia e Cosenza con ben 18 centri periferici ed oltre 1.800 collaboratori in organico, si trova già dal 2013 a fronteggiare forti e crescenti difficoltà nella prosecuzione delle proprie attività ed erogazione delle prestazioni, e dunque del mantenimento dei livelli occupazionali;
le vicende della Società, per la loro complessità oltre che per la rilevanza dimensionale del bacino occupazionale interessato e coinvolto, nonché del rischio di riversamento sulla già delicata e critica situazione economica della regione nella quale la stessa società opera, sono state oggetto di monitoraggio ed attenzione sin dalle prime importanti criticità manifestatesi, e sono state più volte sottoposte dall'interrogante all'attenzione del Ministero competente, attraverso il ricorso alle apposite procedure di controllo parlamentare attivate in più occasioni nel corso della corrente legislatura al fine di avere riscontri sugli sviluppi e sull'evoluzione della vicenda per una celere soluzione;
nel mese di luglio del 2014 il tribunale di Lamezia Terme dichiara lo stato di insolvenza della società Infocontact Srl e procede a nomina del commissario giudiziale; il quale, in data 23 settembre 2014 deposita presso la cancelleria del tribunale di Lamezia Terme la relazione comprensiva di valutazione motivata sull'esistenza delle prospettive di recupero dell'equilibrio e delle attività imprenditoriali, ai sensi dell'articolo 28 del decreto legislativo dell'8 luglio 1999, n. 270; in data 21 ottobre il tribunale di Lamezia Terme dichiara aperta la procedura di amministrazione straordinaria;
in particolare, l'interrogante, con interrogazione presentata in data 10 dicembre 2014 al Ministro dello sviluppo economico, aveva già segnalato l'esistenza di elementi discordanti nell'ambito degli atti adottati dal commissario giudiziale e quelli adottati da collegio commissariale successivamente insediatosi, suscettibili di determinare effetti pregiudizievoli per la situazione reddituale dei lavoratori interessati dalla vicenda, contrariamente alla ratio stessa dell'istituto dell'amministrazione straordinaria delle imprese in stato di insolvenza, che dovrebbe essere diretto alla finalità esclusiva del recupero dell'equilibrio dell'attività imprenditoriale ed alla conservazione del patrimonio produttivo tramite la prosecuzione, riattivazione o riconversione dell'attività imprenditoriale;
da recenti notizie riportate a mezzo stampa, emergono nuove e forti preoccupazioni in ordine alla imminente scadenza dei contratti di alcune importanti commesse operanti su Infocontact Srl, con particolare riferimento alla commessa «Wind 155 Fisso-ADSL», in scadenza il 31 gennaio 2015; sempre secondo le medesime fonti, Wind avrebbe rimesso a bando le proprie attività in tutta Italia, invitando diverse aziende outsourcer a partecipare, mentre non sarebbe stato formalizzato l'invito alla società Infocontact Srl. Dunque la prosecuzione delle attività economiche collegate a questa importante commessa, dirette allo scambio di servizi ricondotte alla gestione di Infocontact, non sarebbe confermata, con grave rischio per la prosecuzione delle attività della società;
già lo scorso anno, in particolare in data 23 dicembre 2013, Wind aveva manifestato l'intenzione di non confermare la commessa relativa al reparto «155 mobile», in scadenza al 31 gennaio 2014, circostanza che avrebbe determinato la necessità di dichiarare n. 272 esuberi sul sito produttivo di Lamezia, mentre rimaneva garantita la commessa sulla gestione delle operazioni commerciali relative alla rete fissa, garantendo quantomeno la «tenuta economica» dell'impresa senza determinare la riduzione dei livelli occupazionali, ma rendendo necessaria l'attivazione di un piano di salvaguardia per i lavoratori attraverso contratti di solidarietà. Anche questa circostanza era stata a suo tempo sottoposta dall'interrogante all'attenzione del Ministero, mediante interrogazione a risposta scritta n. 4-03086 presentata in data 8 gennaio 2014;
a distanza di un anno e, con ogni probabilità, in ragione dell'oggettivo peggioramento del quadro generale di gestione della società, per la quale è stata avviata la procedura di amministrazione straordinaria, Wind starebbe dunque procedendo ad ulteriore contrazione del volume delle attività di scambio di servizi commissionate alla società Infocontact Srl, optando per altre aziende outsourcer;
insorgono dunque nuovi e significativi dubbi (ulteriori rispetto a quelli già avanzati nella interrogazione n. 4-07219 del 10 dicembre 2014) in ordine alle modalità di gestione della procedura di amministrazione straordinaria e, in particolare, sulle previsioni sostanziali ed economiche/finanziarie del complesso aziendale e sui criteri di redazione del piano economico e finanziario, presentato dai commissari straordinari secondo l'indirizzo di cui all'articolo 27, comma 2, lettera a) del richiamato decreto legislativo n. 270 del 1999 (Programma di cessione dei complessi aziendali);
come si legge testualmente nella medesima relazione redatta dai commissari straordinari ed adottata in data 18 dicembre 2014, nella predisposizione del piano economico e finanziario del complesso aziendale è incorporata l'ipotesi della prosecuzione della commessa «Wind 155 Fisso-ADSL», circostanza che non si sarebbe poi venuta a concretizzare;
il piano economico, in particolare, sarebbe basato proprio su un'ipotesi di proroga della commessa «Wind 155 Fisso-ADSL» per almeno ulteriori 3/6 mesi. Appare utile all'interrogante riportare quanto si legge nella citata relazione: «È presumibile ipotizzare che (...) Wind potrebbe richiedere alla Società di prorogare il servizio per almeno ulteriori 3/6 mesi. Inoltre, i Commissari hanno avviato i dovuti contatti con Wind allo scopo di prorogare ulteriormente la commessa. In aggiunta, il direttore commerciale e di produzione ha avuto di recente interlocuzioni con il management di Wind che ha confermato di non aver ancora avviato alcun processo di nuova gara, e che in ogni caso non dovrebbe partire prima della seconda metà di gennaio. Pertanto, sulla base della prassi di settore, è configurabile una necessaria proroga, anche se al momento non è stimabile (...)»;
si aggiunge che la relazione contiene altresì un riferimento allo scenario che verrebbe a determinarsi nel caso in cui la commessa non sia né rinnovata né prorogata: «Ovviamente tale scenario comporterebbe la messa in mobilità del personale allocato su tale commessa (circa 300 persone)»;
il collegio commissariale dunque pur avendo coscienza del rischio concreto che la commessa Wind in scadenza al 31 gennaio 2015 non fosse rinnovata né prorogata, avrebbe basato il piano economico e finanziario del complesso aziendale su elementi meramente ipotetici e senza avere alcun riscontro documentale in ordine ad una concreta possibilità di rinnovo o proroga di tale essenziale commessa, limitandosi alla previsione di un'ipotesi di scenario, peraltro altamente penalizzante per i lavoratori interessati e per il bacino occupazionale, nel caso in cui tale commessa non sarebbe stata prorogata né rinnovata. L'interrogante rileva sul punto forti anomalie nella gestione commissariale, in specie nella misura in cui si consideri che, a norma di legge, il requisito delle concrete prospettive di recupero dell'equilibrio economico delle attività imprenditoriali è la condizione imprescindibile per l'ammissione alla procedura di amministrazione straordinaria delle imprese in stato di insolvenza. Al contrario, nel caso di specie il piano economico e finanziario del complesso aziendale è a giudizio dell'interrogante, basato esclusivamente su argomentazioni di natura ipotetica, in assenza di qualsiasi riscontro concreto. La questione appare maggiormente rilevante se si considera che la redazione del programma è sottoposta alla vigilanza del Ministro interrogato, che dunque partecipa alla procedura, ai sensi dell'articolo 55 del decreto legislativo 8 luglio 1999, n. 270, proprio al fine di salvaguardare l'unità operativa dei complessi;
gli ultimi sviluppi della questione hanno suscitato grande preoccupazione tra i lavoratori coinvolti e le parti sociali interessate, che richiedono la costituzione di un tavolo nazionale di crisi al fine di identificare soluzioni ed orientamenti perseguibili per la stabilizzazione della vicenda. Una richiesta pienamente condivisa e sostenuta dall'interrogante, che in ragione della complessità della questione, ritiene fondamentale un intervento del Governo sia per la tutela delle famiglie interessate, che per gli impatti destabilizzanti che la vicenda potrebbe riversare sull'economia regionale calabrese e sulla già critica situazione occupazionale;
occorre approfondire tali vicende e le sopravvenute problematiche, relative alla mancata proroga/rinnovamento della commessa Wind che era ipotizzata nel programma di amministrazione straordinaria del piano economico e finanziario e sulla quale lo stesso programma è fondato –:
se, ed in quale misura, il Ministro interrogato ritenga che la relazione adottata dal collegio commissariale ai sensi dell'articolo 54 del decreto legislativo n. 270 del 1999 e sottoposta alla vigilanza del Ministro medesimo, sia rispondente all'essenziale requisito della concretezza delle prospettive di recupero dell'equilibrio economico delle attività imprenditoriali richiesti dalla legge;
quali iniziative urgenti il Ministro ritenga di poter adottare, al fine di scongiurare il rischio di collocazione in mobilità di circa 300 collaboratori coinvolti nella vicenda;
quali iniziative il Ministro ritenga di poter adottare, nei limiti dei propri poteri di vigilanza ed in conformità con i propri indirizzi di politica economica, al fine di promuovere una gestione commissariale orientata all'effettivo riequilibrio delle attività economiche e di scongiurare il rischio di una sua conversione in procedura fallimentare;
entro quali termini il Ministro ritenga di poter avviare un tavolo nazionale di crisi, al fine di acquisire con urgenza ed in modo immediato tutte le informazioni e gli elementi utili e necessari ad una soluzione efficace della complessa vicenda, salvaguardando la stabilità economica e le prospettive occupazionali delle parti sociali interessate. (4-07480)