• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

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Atto a cui si riferisce:
C.3/01243 la mancata reiterazione dell'ultima proroga degli sfratti, disposta al 31 dicembre 2014 con il decreto-legge 30 dicembre 2013, n. 150, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio...



Atto Camera

Interrogazione a risposta immediata in Assemblea 3-01243presentato daBIANCHI Dorinatesto diMartedì 13 gennaio 2015, seduta n. 361

DORINA BIANCHI, GAROFALO e PISO. – Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. – Per sapere – premesso che:
la mancata reiterazione dell'ultima proroga degli sfratti, disposta al 31 dicembre 2014 con il decreto-legge 30 dicembre 2013, n. 150, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2014, n. 15, ha generato un ampio malcontento, portando gli assessori delle principali città e le associazioni di categoria degli inquilini a delineare un quadro di 30.000 soggetti interessati dalla scelta operata dal Governo;
il numero totale degli sfratti eseguiti nell'anno 2013 – secondo i dati del Ministero dell'interno – ammonta a poco più di 30.000. La norma di proroga in questione e su cui il Parlamento da anni delibera in sede di conversione del decreto-legge di proroga dei termini di fine anno si limita a prorogare una disposizione di sospensione che già da tempo circoscriveva i reali destinatari del beneficio solo a particolari categorie. In primo luogo, la sospensione riguarda (dal 2007) solo la categoria degli sfratti per finita locazione che – secondo la stessa fonte ufficiale citata – sono quasi l'8 per cento del totale. In secondo luogo, la norma richiede requisiti di reddito molto stringenti. Infine, aggiunge ulteriori condizioni;
ai sensi dell'articolo 1, comma 1, della legge 8 febbraio 2007, n. 9, la sospensione riguarda soggetti sottoposti a procedure esecutive di rilascio per finita locazione degli immobili adibiti ad uso di abitazioni, con reddito annuo lordo complessivo familiare inferiore a 27.000 euro, che siano o abbiano nel proprio nucleo familiare persone ultrasessantacinquenni, malati terminali o portatori di handicap con invalidità superiore al 66 per cento, purché non siano in possesso di altra abitazione adeguata al nucleo familiare nella regione di residenza, nonché conduttori che abbiano, nel proprio nucleo familiare, figli fiscalmente a carico. Tali conduttori devono essere residenti nei comuni capoluoghi di provincia, nei comuni con essi confinanti con popolazione superiore a 10.000 abitanti e nei comuni ad alta tensione abitativa di cui alla delibera Cipe 13 novembre 2003, n. 87103;
secondo le stime ricavabili dalla relazione tecnica dell'ultima proroga disposta nel dicembre 2013, avrebbero usufruito della sospensione per il 2012 circa 2000 nuclei familiari. Questo dato è ricavato dalle dichiarazioni dei redditi presentate nel 2013 dai proprietari che possono, a fronte del mancato rilascio dell'immobile, non dichiarare ai fini Irpef il reddito derivante dalla locazione dell'immobile interessato dalla sospensione. Tale beneficio si applica, esclusivamente, ai sensi dell'articolo 1, comma 2 del decreto-legge 20 ottobre 2008, n. 158, convertito, con modificazioni, dalla legge 18 dicembre 2008, n. 199, nei comuni capoluogo delle aree metropolitane di Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Roma, Bari, Napoli, Palermo, Messina, Catania, Cagliari e Trieste nonché nei comuni ad alta tensione abitativa con essi confinanti;
non va dimenticato che il blocco degli sfratti che viene prorogato dal 2007 non può essere ampliato per rispondere al crescente disagio abitativo (fenomeno certamente preoccupante), in quanto già la Corte costituzionale, in più occasioni, segnalò l'assoluta incompatibilità di questo genere di disposizione con diversi principi costituzionali –:
quali iniziative il Governo intenda intraprendere (sulla base della stima che l'Esecutivo ha fatto in merito agli effetti della mancata proroga) per pervenire ad una soluzione alternativa per quelle famiglie colpite da un disagio che riguarda un diritto primario e che rischia di inasprire la tensione sociale, soprattutto nelle aree metropolitane del nostro Paese. (3-01243)