• Testo RISOLUZIONE IN COMMISSIONE

link alla fonte scarica il documento in PDF

Atto a cui si riferisce:
C.7/00563 premesso che: in base all'articolo 11, comma 4, della direttiva 2008/98/CE relativa ai rifiuti, «entro il 31 dicembre 2014, la Commissione esamina le misure e gli obiettivi di cui al...



Atto Camera

Risoluzione in commissione 7-00563presentato daSEGONI Samueletesto diMartedì 13 gennaio 2015, seduta n. 361

L'VIII Commissione,
premesso che:
in base all'articolo 11, comma 4, della direttiva 2008/98/CE relativa ai rifiuti, «entro il 31 dicembre 2014, la Commissione esamina le misure e gli obiettivi di cui al paragrafo 2 al fine, se necessario, di rafforzare gli obiettivi e di valutare la definizione di obiettivi per altri flussi di rifiuti»;
la medesima direttiva all'articolo 3, paragrafo 18, definisce «rigenerazione di oli usati» qualsiasi operazione di riciclaggio che permetta di produrre oli di base mediante una raffinazione degli oli usati, che comporti in particolare la separazione dei contaminanti, dei prodotti di ossidazione e degli additivi contenuti in tali oli;
in base ai dati del Consorzio obbligatorio olii usati, sulla base della tipologia e della qualità degli oli raccolti, la percentuale di oli usati rigenerabili nel 2012 si attestava intorno all'89 per cento del totale raccolto;
il 12o considerando della proposta di modifica della direttiva rifiuti (COM 2014/397 finale) afferma che: «Gli obiettivi introdotti dalla presente proposta presuppongono che gli Stati membri incentivino l'uso di materiali di recupero, come carta e legno recuperati, in linea con la gerarchia dei rifiuti, allo scopo di assicurare l'approvvigionamento di materie prime e far sì che l'Unione divenga sempre più una “società del riciclaggio”, e, dove possibile, non favoriscano il collocamento in discarica o l'incenerimento di detti materiali. Gli Stati membri non dovrebbero sostenere l'incenerimento dei rifiuti che possono essere riciclati in maniera tecnicamente ed economicamente fattibile e in condizioni sicure per l'ambiente. È opportuno interpretare in questo contesto il considerando 29 della direttiva 2008/98/CE»;
il 21o considerando della medesima proposta di revisione della direttiva rifiuti afferma che «L'adeguata gestione dei rifiuti pericolosi continua a porre problemi nell'Unione e i dati riguardanti il loro trattamento sono lacunosi. È pertanto necessario potenziare la registrazione dei dati e i meccanismi di tracciabilità tramite l'introduzione di registri informatici dei rifiuti pericolosi negli Stati membri. La raccolta informatica dei dati dovrebbe essere applicata anche ad altri rifiuti, per semplificare alle imprese e alle amministrazioni la registrazione dei dati e per monitorare meglio i flussi di rifiuti nell'Unione»;
l'articolo 216-bis del decreto legislativo n. 152 del 2006, al comma 2, stabilisce che «il deposito temporaneo e le fasi successive della gestione degli oli usati sono realizzati, anche miscelando gli stessi, in modo da tenere costantemente separati, per quanto tecnicamente possibile, gli oli usati da destinare, secondo l'ordine di priorità di cui all'articolo 179, comma 1, a processi di trattamento diversi fra loro»; il medesimo articolo, al comma 7, rimanda alla emanazione di provvedimenti attuativi per quanto riguarda le norme tecniche di trattamento degli olii usati; detti provvedimenti attuativi non risultano essere stati ancora emanati dal Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare;
l'articolo 233 del decreto legislativo n. 152 del 2006 disciplina la gestione degli oli e dei grassi vegetali e animali esausti tramite la creazione del Consorzio obbligatorio (CONOE), ma non fissa alcun criterio per prevenire la miscelazione, accidentale o meno, fra oli vegetali ed oli esausti di altra natura, ad esempio minerali, né, di conseguenza, per monitorare l'eventuale contaminazione del successivo processo di depurazione e rigenerazione degli oli non minerali;
i lubrificanti, oltre all'olio, contengono il 15 per cento di additivi, che si consuma durante l'utilizzo, e viene in parte disperso nell'ambiente sotto forma di emissioni inquinanti; la parte che non viene dispersa rimane a carico del processo industriale di riciclaggio;
la consultazione pubblica condotta dalla Commissione europea per la revisione della direttiva quadro sui rifiuti ha mostrato un chiaro supporto per l'introduzione di obiettivi di riciclaggio anche per quanto concerne i rifiuti industriali,

impegna il Governo:

a fissare obiettivi per la riduzione della percentuale e della pericolosità di additivi non riciclabili negli oli usati, attraverso la ricerca mirata alla sostituzione degli attuali additivi con altri non dannosi;
ad assumere iniziative per definire i criteri per la verifica del corretto funzionamento degli impianti di depurazione prevenendo la presenza di oli esausti nel ciclo di depurazione;
ad assumere iniziative per imporre ai gestori della raccolta dei rifiuti urbani l'installazione di apposite postazioni per la raccolta degli oli usati di natura non vegetale o animale, ad esempio derivanti dal cambio olio dell'auto;
a fissare obiettivi di riduzione, sia della quantità che della pericolosità, per quanto riguarda i rifiuti derivanti dalla raffinazione e dal riciclaggio degli oli usati e a predisporre un programma di monitoraggio ambientale dedicato;
a fissare criteri per garantire la tracciabilità e la pubblicità delle informazioni lungo tutte le fasi del ciclo produttivo degli oli usati dalla raccolta al riciclaggio, conformemente alla direttiva 2003/4/CE sulle informazioni ambientali;
a fissare criteri per garantire la tracciabilità delle informazioni relative ai rifiuti prodotti dalla raffinazione e dalla rimozione dagli oli usati degli additivi non riciclabili e/o che causano il maggior impatto ambientale;
a sostenere, nell'ambito dei negoziati relativi alla modifica della direttiva 2008/98/CE, l'introduzione di obiettivi vincolanti per la raccolta e il riciclo degli oli usati con la finalità di aumentare le percentuali di riciclo entro il 2030.
(7-00563) «Segoni, Busto, Daga, De Rosa, Mannino, Micillo, Terzoni, Vignaroli, Zolezzi».