• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/00745 l'articolo 3, comma 3, della legge n. 68 del 1999 stabilisce che per i partiti politici, le organizzazioni sindacali e le organizzazioni che, senza scopo di lucro, operano nel campo della...



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-00745presentato daCOSCIA Mariatesto diGiovedì 6 giugno 2013, seduta n. 30

COSCIA e MADIA. — Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali, al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca. — Per sapere – premesso che:
l'articolo 3, comma 3, della legge n. 68 del 1999 stabilisce che per i partiti politici, le organizzazioni sindacali e le organizzazioni che, senza scopo di lucro, operano nel campo della solidarietà sociale, dell'assistenza e della riabilitazione, la quota di riserva si computa esclusivamente con riferimento al personale tecnico-esecutivo e svolgente funzioni amministrative e l'obbligo di cui al comma 1 insorge solo in caso di nuova assunzione;
l'articolo 2, comma 5, del regolamento di esecuzione decreto del Presidente della Repubblica n. 333 del 2000 stabilisce che il personale tecnico-esecutivo e svolgente funzioni amministrative di cui all'articolo 3, comma 3, della legge n. 68 del 1999, è individuato in base alle norme contrattuali e regolamentari applicate dagli organismi stessi;
l'articolo 2, comma 6, del regolamento di esecuzione decreto del Presidente della Repubblica n. 333 del 2000 prevede che anche per gli enti e le associazioni di arte e cultura e per gli istituti scolastici religiosi, che operano senza scopo di lucro, soggetti ad obblighi di assunzione, la quota riservata si calcola sul personale tecnico-esecutivo e svolgente funzioni amministrative, successivamente alla verifica di possibilità di collocamento mirato di cui all'articolo 2 della legge n. 68 del 1999;
il Ministero del lavoro e delle politiche sociali con circolare n. 31 dell'8 agosto 2008 ha riconosciuto che «tali regole (per il calcolo della quota di riserva n.d.r.), invero, si discostano dal modello stabilito per la generalità dei datori di lavoro pubblici e privati, giacché un automatismo applicativo della disciplina del collocamento obbligatorio in questi peculiari ambiti potrebbe risultare penalizzante»;
con circolare ministeriale n. 31 del 18 marzo 2003 il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca – dipartimento dei servizi nel territorio – direzione generale per l'organizzazione dei servizi nel territorio – area della parità scolastica – ha riaffermato che «le scuole paritarie» sono assimilate alle istituzioni scolastiche statali e ha precisato che «per i soggetti gestori di scuole paritarie, che operano senza fini di lucro, la quota di riserva di cui alla legge 68/99 si computa esclusivamente con riferimento al personale tecnico esecutivo e svolgente funzioni amministrative con conseguente esclusione del corpo docente»;
il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca è l'organo che sovrintende a tutte le istituzioni scolastiche ed è competente ad emettere le direttive per le medesime istituzioni scolastiche;
nel nostro ordinamento vige il principio della parità scolastica –:
quale sia il criterio di computo della quota di riserva applicabile a un datore di lavoro quale una fondazione senza scopo di lucro che persegue finalità di promozione culturale ed educativa, scolastica e formativa con obiettivi di efficacia ed efficienza, riconosciuta scuola paritaria;
se il datore di lavoro, nel determinare la quota di riserva, sia tenuto ad applicare il criterio di computo generale oppure se tale datore di lavoro rientri nel campo di applicazione dell'articolo 3, comma 3, della legge n. 68 del 1999 per cui la quota di riserva per l'inserimento e l'integrazione dei soggetti di cui all'articolo 1 della legge n. 68 del 1999 si calcola, dopo la verifica della possibilità di collocamento mirato di cui all'articolo 2 della legge citata, esclusivamente sul personale tecnico-esecutivo e svolgente funzioni amministrative. (4-00745)