• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/00867 l'azienda Cordisco di San Paolo di Civitate, svolge da oltre cinquant'anni una affermata attività casearia e olearia che l'ha portata a rappresentare le produzioni tipicamente pugliesi su scala...



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-00867presentato daCERA Angelotesto diGiovedì 13 giugno 2013, seduta n. 33

CERA. — Al Ministro dell'economia e delle finanze, al Ministro della giustizia. — Per sapere – premesso che:
l'azienda Cordisco di San Paolo di Civitate, svolge da oltre cinquant'anni una affermata attività casearia e olearia che l'ha portata a rappresentare le produzioni tipicamente pugliesi su scala nazionale;
lo sforzo per acquisire clientela nazionale, specie nella grande distribuzione, ha portato l'azienda a presentare programmi di sviluppi alle banche che, dopo un approccio collaborativo, precludevano il rapporto alla sottoscrizione di prodotti finanziari e condizioni non in linea con le strategie aziendali, pena, come detto, la revoca degli affidamenti o la non concessione dei prestiti se non, addirittura, la segnalazione alle centrali di allarme;
la continua vessazione da parte degli istituti bancari ha condotto la Cordisco a mettere in discussione i rapporti con il sistema bancario, andando ad analizzare il passato per verificare la presenza di truffe;
sulla scorta delle perizie per l'applicazione di interessi anatocistici, l'azienda ha citato in giudizio nel 2009 l'Unicredit per danno stimato in oltre 1,6 milioni di euro;
contestualmente alla citazione vi è stata una vera corsa al disimpegno nei confronti della Cordisco culminato nel divieto all'utilizzo dei fondi e delle facilitazioni concesse;
questo ha comportato ulteriori citazioni da parte dell'azienda nei confronti di Banca nazionale del lavoro e di San Paolo – Banco di Napoli per oltre 500 mila euro ciascuna;
la mancanza di liquidità ed il blocco del credito hanno determinato il mancato approvvigionamento delle materie prime e conseguentemente l'interruzione dell'operatività quotidiana mettendo a rischio i circa 60 dipendenti dell'azienda, fino ad arrivare nel 2012 alla decisione di presentare domanda di concordato preventivo;
il 28 febbraio 2013, nonostante il concordato predetto fosse in corso, la Banca MPS ha elevato decreto ingiuntivo ai danni della Cordisco che, per opporsi a tale atto, ha incaricato la Società Kipling s.a.s., specialista nel contenzioso bancario, di verificare la rettitudine dei rapporti intrattenuti tra MPS e Cordisco;
la società Kipling ha peritato l'applicazione di tassi usurai oltre a interessi anatocistici e operazioni finanziarie speculative su titoli tossici;
in data 17 maggio 2013 la Cordisco e coobbligati hanno esposto denuncia-querela presso la Guardia di Finanza nei confronti della Banca MPS e dei suoi dirigenti;
il 21 maggio 2013 veniva notificato alla Cordisco il decreto di non ammissibilità del concordato preventivo per il mancato raggiungimento delle maggioranze, con espresso riferimento al voto della classe banche (Unicredit e MPS in primis), che a quanto consta all'interrogante con il loro voto sfavorevole avrebbero inciso maggiormente nella determinazione della maggioranza sfavorevole;
il risultato è che un'azienda sana con circa 60 dipendenti dovrà chiudere per aver, di fatto, citato in giudizio istituti bancari per interessi anatocistici e altro –:
se siano state avviate indagini in relazione a quanto esposto in premessa;
se si intendano assumere iniziative normative volte a contrastare pratiche bancarie come quelle di cui in premessa che finiscono per danneggiare il sistema delle imprese già duramente provato dalla crisi economica. (4-00867)