• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

link alla fonte scarica il documento in PDF

Atto a cui si riferisce:
C.3/01264 negli ultimi anni si assiste all'emergere di numerosi aspetti problematici e criticità connesse all'evoluzione del settore delle multiutilities, società alle quali è demandata la gestione di...



Atto Camera

Interrogazione a risposta orale 3-01264presentato daDAGA Federicatesto diGiovedì 5 febbraio 2015, seduta n. 372

DAGA, LUIGI GALLO, TERZONI, MICILLO, MANNINO, DE ROSA, BUSTO, ZOLEZZI, VIGNAROLI, FRUSONE, SIBILIA, SILVIA GIORDANO, PISANO, LUIGI DI MAIO, FICO, COLONNESE e TOFALO. — Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, al Ministro dell'economia e delle finanze . — Per sapere – premesso che:
negli ultimi anni si assiste all'emergere di numerosi aspetti problematici e criticità connesse all'evoluzione del settore delle multiutilities, società alle quali è demandata la gestione di beni comuni, come il Servizio Idrico Integrato;
il caso di ACEA spa e della società partecipata GORI spa appare emblematico delle ricadute negative sugli utenti finali di tali sistemi di gestione che si risolvono spesso nell'aumento arbitrario delle tariffe per far fronte a gravi situazioni di indebitamento;
l'articolo del Fatto Quotidiano del 1o novembre del 2014 illustra il progetto di NewCo avviato dal Governo rispetto all'ACEA. Quest'ultima, già prima azienda italiana del settore con il 13,7 per cento di quota di mercato nel 2013, si appresta ad acquisire la gestione del servizio idrico integrato di tutto il centro-sud, dalla Toscana al Lazio, passando per l'Umbria e la Campania. L'accorpamento tra tre gestori idrici toscani a maggioranza pubblica (fiorentina Publiacqua, con la pisana Acque e la grossetano-senese Acquedotto del Fiora), tutte aziende in cui ACEA spa ha partecipazioni di minoranza accanto agli enti locali, porterà alla nascita di un nuovo polo idrico che servirà l'acqua nelle case di 2,5 milioni di cittadini toscani distribuiti su 159 comuni fatturando circa 400 milioni;
una volta effettuata l'aggregazione, gli enti pubblici lasceranno il controllo della nuova realtà industriale alla ACEA spa e riceveranno in cambio tra il 10 per cento e il 20 per cento della multiutility romana direttamente dal comune di Roma;
il 26 novembre del 1999, fu la conferenza dei sindaci dell'ATO 2 a prendere atto che «ACEA soddisfa tutte le condizioni e possiede tutti i requisiti previsti dall'articolo 12 della Convenzione di cooperazione ed, in attuazione di quest'ultima disposizione, conferma ACEA spa quale soggetto affidatario della gestione del Sistema Idrico Integrato nell'ATO2 Lazio Centrale-Roma [...] processo che porterà allo scorporo del ramo idrico di ACEA spa [...] del conferimento degli stessi servizi alla società di scopo ACEA ATO2 – Gruppo ACEA spa»;
in un'indagine della Corte dei conti, che riferirà alla Camera il 10 aprile 2003, vengono espresse numerose riserve sull'affidamento per 30 anni del servizio idrico integrato all'Acea Ato2, «in uno dei bacini più grandi d'Europa e il maggiore a livello nazionale con 3,7 milioni di utenti tra Roma e altri 110 comuni dell'hinterland romano, della provincia di Frosinone e Viterbo» (Delibera n. 185 del 25 novembre 1999);
tali perplessità sono tanto più rilevanti alla luce degli ultimi fatti relativi agli appalti neri e Mafia Capitale. Dall'inchiesta pubblicata lo scorso venerdì 16 gennaio su l'Espresso apprendiamo che ACEA spa non sembra essere affatto estranea alla bufera giudiziaria che ha investito la Capitale. In tale inchiesta si legge che appalti milionari sono stati infatti ripetutamente affidati dalla partecipata del comune di Roma a ditte legate a Mancini e a Monaco, nomi entrambi noti alla procura di Roma;
da tale inchiesta emergono una serie di appalti i cui costi sono aumentati in modo esponenziale negli anni, peraltro in alcuni casi senza giungere a conclusione dei lavori. Aumenti dei costi che vengono scaricati sugli utenti. Anche ACEA ATO2 si è infatti accorta di aver speso più di quanto previsto, e quindi incassato attraverso le nostre bollette. Una escalation di truffe ai danni dei cittadini e ai danni del nostro bene comune primario: l'acqua;
inoltre, in ordine alla gestione del Servizio Idrico Integrato effettuato dalla GORI spa, società partecipata da ACEA spa, va rilevato che il predetto gestore, nei suoi primi dieci anni di esercizio, non ha raggiunto l'equilibrio economico-finanzario, maturando un rilevante debito nei confronti della regione Campania, di importo pari ad euro 282.999.149,32, per il mancato pagamento dei corrispettivi dovuti all'ente per la fornitura di «acqua all'ingrosso» dagli acquedotti regionali e per i servizi di «collettamento a depurazione delle acque reflue» negli impianti di depurazione a gestione regionale;
tale enorme debito ha generato una contesa tra il gestore Gori spa e la regione Campania che si è formalmente conclusa con una delibera di giunta regionale (la n. 171 del 2013) con la quale si è rideterminato l'ammontare del debito complessivo per gli esercizi 2002-2012. Detta deliberazione ha generato, in buona sostanza una rinuncia da parte della regione Campania ad un credito di oltre 70 milioni di euro maturato nei confronti della società mista, accettando altresì il pagamento del residuo debito in forma rateizzata per venti anni ed in quota parte non remunerata;
ulteriori gravi perplessità in ordine all'operato della GORI spa sono derivate dalla procedura di «Recupero partite pregresse ante 2012» avviata dalla predetta società, che ha determinato quanto da porre a carico degli utenti, per il periodo 2003/2011, nella esorbitante somma complessiva di euro 122.495.027 che la stessa GORI intende recuperare in quattro anni sino al 2017; detta procedura di recupero ha suscitato riserve di legittimità e fondatezza in quanto avviata in presunta violazione con quanto stabilito dall'Autorità per l'energia elettrica il gas ed il sistema idrico;
si aggiunga che l'AEEGSI, con articolo 31 dell'Allegato A della Delibera 643/2013 ha deliberato l'inserimento in bolletta dei conguagli maturati prima del 2012, da definire, per ogni AATO, entro il 30 aprile 2012;
la conferenza dei sindaci dell'ATO2 (Roma e provincia) ha deliberato i conguagli relativi al periodo 2006-2011 nella seduta del 17 aprile 2012 (delibera 7/12), «pari ad euro 118.354.776,00 comprensivo di interessi, da fatturare in sei annualità a partire dal 2012»;
le modalità del recupero di tali conguagli andavano definite entro il 30 giugno 2014. Nella conferenza dei sindaci del 7 luglio 2014, Ato2 inserisce i primi 71 milioni nelle tariffe 2014-2015, raggiungendo così il massimo consentito dall'incremento tariffario annuo (9 per cento). Nella stessa occasione viene stabilito di utilizzare quanto accumulato e non utilizzato al 31 dicembre 2012 come fondo di solidarietà (ex Delibera Conferenza dei Sindaci 6/10), pari ad euro 8.109.969,65, per ridurre i conguagli tariffari dovuti per il 2012 e 2013 –:
se i Ministri interrogati non ritengano opportuno rivedere le scelte di politica economica generale connesse allo sviluppo delle società multiutility nel settore dei servizi pubblici, che mostrano gravi criticità connesse alla gestione degli appalti e agli incrementi tariffari imposti agli utenti per ripianare gestioni finanziarie in perdita;
se con particolare riferimento alla gestione del servizio idrico integrato non ritengano opportuno assumere opportune iniziative normative che introducano ulteriori obblighi di trasparenza e segnalazione per le società partecipate volti ad evitare che la gestione del servizio e la definizione dei piani tariffari comportino costi eccessivi ed ingiustificati per i cittadini e che a quest'ultimi vengano imposte regole e comportamenti gravosi in assenza di idonee garanzie di tutela e di preventiva concertazione;
se non ritengano opportuno assumere iniziative normative per ridefinire il rapporto con l'Autorità per l'energia elettrica, il gas e il sistema idrico, considerata l'assenza di risultati apprezzabili in ordine alla finalità di tutela degli utenti e consumatori e alle segnalate distorsioni applicative del sistema di gestione, nonché se si intenda valutare l'opportunità di riportare nell'ambito delle competenze del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare le funzioni di regolazione e controllo dei servizi idrici.
(3-01264)