• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/01023 secondo una indagine Coldiretti-Eurispes, il 33 per cento dei prodotti agroalimentari venduti in Italia ed esportati (per un valore di 51 miliardi di euro) deriva da materie prime importate e...



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-01023presentato daGAGNARLI Chiaratesto diMercoledì 26 giugno 2013, seduta n. 41

GAGNARLI, L'ABBATE, MASSIMILIANO BERNINI, LUPO, GALLINELLA, PARENTELA e BENEDETTI. — Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali. — Per sapere – premesso che:
secondo una indagine Coldiretti-Eurispes, il 33 per cento dei prodotti agroalimentari venduti in Italia ed esportati (per un valore di 51 miliardi di euro) deriva da materie prime importate e rivendute col marchio made in Italy;
tre prosciutti su quattro venduti in Italia – prosegue Coldiretti – sono in realtà ottenuti da maiali allevati all'estero, mentre circa la metà delle mozzarelle è fatta con latte straniero, come pure tre cartoni di latte a lunga conservazione su quattro;
il Regolamento (Ue) n. 1169/2011, approvato nel novembre 2011, pone come esigenza prioritaria la capacità di «assicurare» ai cittadini «il diritto all'informazione» e la possibilità di «compiere scelte consapevoli» tenendo altresì conto che «le indicazioni relative al paese d'origine o al luogo di provenienza di un alimento dovrebbero essere fornite ogni volta che la loro assenza possa indurre in errore i consumatori per quanto riguarda il reale paese d'origine o luogo di provenienza del prodotto», in modo da «non trarre in inganno il consumatore»;
in Europa, anche per effetto della pressione delle lobby, si procede con estrema lentezza con il Regolamento (Ue) n. 1169/2011, che entrerà in vigore solo il 13 dicembre 2014, relativamente all'obbligo di indicare in etichetta l'origine delle carni suine, ovine, caprine e dei volatili, mentre per le carni diverse come quella di coniglio e per il latte e formaggi, tale data rappresenta solo una scadenza per la presentazione di uno studio di fattibilità;
pertanto le etichette resterebbero carenti delle informazioni sulla provenienza della materia prima, oltre che per gli altri tipi di carne, anche per i salumi, i succhi di frutta, la pasta ed i formaggi;
risale a pochi giorni fa – 24 giugno 2013 – la notizia che il personale del nucleo agroalimentare forestale (NAF) di Grosseto, a seguito di un controllo per la tutela dei prodotti tipici italiani presso un supermercato appartenente ad una grande catena nazionale, ha riscontrato la presenza di alcune vaschette preconfezionate di prodotti, come la coppa stagionata e un formaggio, che venivano venduti come specialità nazionali ma in realtà provenienti dal Nord Europa, messi in commercio da una nota azienda dell'Emilia Romagna –:
se il Ministro non ritenga opportuno, nell'ambito delle proprie funzioni e nelle competenti sedi comunitarie, assumere adeguate iniziative, per supportare l'ottima attività delle forze dell'ordine, atte a stringere le maglie larghe della normativa nazionale e comunitaria con l'estensione a tutti i prodotti dell'obbligo di indicare in etichetta la provenienza delle materie prime impiegate negli alimenti. (4-01023)