• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/01024 il 31 gennaio 2013 è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale la legge 14 gennaio 2013 n. 9, recante «Norme sulla indicazione dell'origine e classificazione degli oli di oliva vergini»...



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-01024presentato daCARRESCIA Piergiorgiotesto diMercoledì 26 giugno 2013, seduta n. 41

CARRESCIA. — Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali. — Per sapere – premesso che:
il 31 gennaio 2013 è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale la legge 14 gennaio 2013 n. 9, recante «Norme sulla indicazione dell'origine e classificazione degli oli di oliva vergini» (cosiddetta «legge Mongiello»);
la Commissione UE con decisione n. 2012/650/I nell'ambito della procedura Tris (technical, regulation, information system) relativa alle comunicazioni sulla normativa tecnica, ha disposto la sospensione dell'applicazione della legge italiana per un periodo di 12 mesi e quindi fino al 22 novembre 2013;
queste divergenze normative fra Italia ed Unione europea riflettono anche i diversi atteggiamenti fra le diverse associazioni del settore;
mentre, per esempio, la Coldiretti ha sottolineato l'impatto positivo delle nuove regole che spaziano dall'indicazione d'origine, ai divieti di riportare in etichetta informazioni o riferimenti a DOP o IGP non verificabili e ancora, allo stop all'utilizzo di contenitori anonimi nella ristorazione oltre ai nuovi vincoli sul contenuto di alchil esteri e sul ruolo dei comitati di assaggio (panel test), le principali associazioni delle industrie olearie (Assitol e Federolio) hanno invece evidenziato ai propri associati che quelle stesse norme sono state sospese dall'Unione europea;
in questo già ingarbugliato contesto si è ora inserita la notizia, pochi giorni fa, che la Commissione dell'Unione europea ha ritirato la proposta sul divieto delle oliere nei ristoranti di tutti i Paesi dell'Unione europea (divieto invece già fissato in Italia dall'articolo 7, commi 2 e 3, della «legge Mongiello»);
l'Unione europea ha scelto di bocciare una norma appoggiata da ben 15 Paesi, tra cui i principali produttori come Italia e Spagna, premiando invece chi l'ha osteggiata fin dall'inizio come gli Stati del Nord, a partire da Germania, Olanda e Inghilterra;
in sintesi, i ristoratori dei Paesi dell'Unione europea potranno continuare a servire ai tavoli olio sfuso, in bottiglie prive di etichetta e non sigillate che si prestano a frodi di ogni genere, consentendo quindi l'utilizzo di oli di bassa qualità all'insaputa del consumatore, inibendo la valorizzazione degli oli italiani e europei di qualità –:
quali iniziative si intendano intraprendere per evitare che le positive disposizioni della legge 14 gennaio 2013 n. 9, recante «Norme sulla indicazione dell'origine e classificazione degli oli di oliva vergini» (cosiddetto «legge Mongiello») a tutela dei produttori e dei consumatori e dell'alta qualità di un tipico prodotto italiano, siano vanificate da decisioni dell'Unione europea che rispondono solo a logiche protezionistiche di altri Paesi.
(4-01024)