• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/04687 il processo di razionalizzazione avviato negli ultimi anni dalla società Poste italiane spa ha portato alla chiusura di molti uffici e al ridimensionamento degli orari di apertura degli...



Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-04687presentato daCAPARINI Davidetesto diMartedì 10 febbraio 2015, seduta n. 374

CAPARINI. — Al Ministro dello sviluppo economico. — Per sapere – premesso che:
il processo di razionalizzazione avviato negli ultimi anni dalla società Poste italiane spa ha portato alla chiusura di molti uffici e al ridimensionamento degli orari di apertura degli sportelli, causando notevoli difficoltà nella gestione operativa degli uffici e generando una diminuzione della qualità del servizio fornito alla clientela, argomenti oggetto di atti di sindacato ispettivo a firma dell'interrogante, anche nella passata legislatura;
Poste italiane sta continuando su questa linea e nel piano di riorganizzazione nazionale si prevede per la Lombardia la riorganizzazione di circa 180 uffici postali dei quali circa 121 soggetti a ridimensionamento e altri 61 a rischio chiusura. Per la provincia di Brescia pare sia prevista la chiusura di circa 10 uffici e l'apertura a giorni alterni per altri 8 – si parla di tre giorni a settimana a fronte delle attuali aperture quotidiane – per un totale di 18 uffici;
la lista degli uffici postali da chiudere o ridimensionare non è ancora stata ufficialmente diffusa da Poste italiane ma da indiscrezioni di stampa risulta che sedici sportelli postali in provincia di Brescia chiuderanno o saranno aperti solo tre giorni la settimana. In provincia di Brescia chiudono le sedi di Botticino Mattina, Castelletto di Leno, Mazzano, Provezze di Provaglio d'Iseo, Brozzo di Marcheno, Cogno di Piancogno, Cogozzo di Villa Carcina e Magno di Gardone Valtrompia e i cui cittadini dovranno rivolgersi ad altri sportelli di frazioni o comuni vicini. A giorni alterni, invece, saranno aperti quelli di San Martino della Battaglia a Desenzano, San Pancrazio a Palazzolo, Incudine in Valcamonica, ma anche Maderno, Ono San Pietro, Ponte Caffaro a Bagolino, Prestine e Valvestino descritte da Poste italiane come sedi «inefficienti, antieconomiche e che non svolgono un numero sufficiente di operazioni da giustificarne costi di personale e di sede»;
i servizi postali, in particolare per le famiglie e le imprese, sono fondamentali nello svolgimento di moltissime attività quotidiane, come il pagamento delle utenze, il ritiro del denaro contante da parte dei titolari di conto corrente postale e l'invio di comunicazioni soggette al rispetto perentorio di scadenze, soprattutto quelle di carattere legale;
con la soppressione di ufficio o del suo ridimensionamento i primi a pagarne le conseguenze saranno gli utenti, soprattutto le categorie più deboli, già disagiati per le criticità che presentano i territori montani nei quali vivono;
il 4 febbraio 2015 al sindaco del comune di Incudine (provincia di Brescia) è stata notificata da parte di Poste italiane una comunicazione ai sensi della delibera dell'AGCOM n. 342/14/CONS del 26 giugno 2014 per cui a partire dal 13 aprile 2015 sarà modificato l'orario di apertura al pubblico dell'ufficio postale con l'apertura a giorni alterni anziché giornaliera come previsto attualmente, ovvero si procederà alla modifica dell'orario di apertura e si adotterà tale variazione: lunedì, mercoledì e venerdì dalle ore 8,20 alle ore 13,45; la giustificazione di Poste italiane è nella necessità di adeguare l'offerta all'effettiva domanda dei servizi postali nel territorio di Incudine;
è evidente che ci sia una reale quanto imprescindibile necessità di orientare la gestione dei servizi alla sostenibilità economica ma a scapito del mantenimento di alcuni presidi, soprattutto in zone periferiche come quelle montane che, anche a causa di questi processi di razionalizzazione, saranno così sempre più soggette all'abbandono ancor più considerato che in base alla delibera dell'AGCOM menzionata nella lettera di Poste italiane, le zone rurali e montane sono meritevoli di specifica considerazione nell'ambito del servizio postale universale. Al fine di garantire un livello di servizio adeguato in tali aree, Poste italiane deve tener conto delle particolari esigenze da garantire ai comuni che si caratterizzano per la natura prevalentemente montana del territorio e per la scarsa densità abitativa;
l'articolo 2 della delibera AGCOM n. 342/14/CONS intende per «comune montano» i comuni contrassegnati come totalmente montani nel più recente elenco dei comuni italiani pubblicato dall'ISTAT. Il comune di Incudine conta 407 abitanti ed è situato ad una altitudine di 910 metri sul livello del mare ed è qualificato dall'ultimo aggiornamento ISTAT proprio come comune totalmente montano –:
se non si intendano assumere iniziative affinché tra i 3 giorni determinati ci sia anche il sabato;
quali iniziative, per quanto di competenza, intenda assumere per garantire che il servizio postale universale in un comune denominato dall'ISTAT come totalmente montano come Incudine si conformi ai principi di appropriatezza e qualità;
quali iniziative, per quanto di sua competenza, intenda intraprendere al fine di scongiurare la possibile chiusura di uffici postali e/o il ridimensionamento di orario per garantire l'erogazione, in particolar modo in un momento così difficile per l'economia e soprattutto in zone che sono già disagiate a causa della loro posizione territoriale, di un servizio efficiente ai cittadini ed alle attività produttive che operano nella provincia di Brescia.
(5-04687)