• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/01056 con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri n. 1435200 del 12 settembre 1997, per la regione Calabria veniva proclamato lo stato di emergenza in ordine allo smaltimento dei rifiuti...



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-01056presentato daNESCI Dalilatesto diMartedì 2 luglio 2013, seduta n. 44

NESCI, PARENTELA, DIENI, LUIGI DI MAIO, D'AMBROSIO, BUSINAROLO, CASTELLI, NUTI, COLONNESE, COZZOLINO, AGOSTINELLI, FERRARESI, SARTI, MICILLO, CURRÒ, CASO, D'INCÀ, FICO, SORIAL, BARONI, DI VITA, DALL'OSSO, GRILLO, MANTERO, CARINELLI, SPESSOTTO, VIGNAROLI, GAGNARLI, L'ABBATE, GALLINELLA, LUPO, D'UVA, BATTELLI, RUOCCO, PAOLO BERNINI, BASILIO, CORDA, ALBERTI, FRUSONE, RIZZO, BRUGNEROTTO, LOMBARDI, MANLIO DI STEFANO, DI BATTISTA, SPADONI, DE LORENZIS, SCAGLIUSI, LIUZZI, PAOLO NICOLÒ ROMANO, CRISTIAN IANNUZZI, NICOLA BIANCHI, TOFALO, TERZONI, DAGA, SEGONI, ZOLEZZI, DE ROSA, ARTINI, VILLAROSA. — Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, al Ministro dell'economia e delle finanze, al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca. — Per sapere – premesso che:
con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri n. 1435200 del 12 settembre 1997, per la regione Calabria veniva proclamato lo stato di emergenza in ordine allo smaltimento dei rifiuti solidi urbani, speciali e speciali pericolosi, nonché in materia di bonifica e risanamento ambientale dei suoli, delle falde e dei sedimenti inquinati e di tutela delle acque superficiali e sotterranee e dei cicli di depurazione;
con ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 2629 del 21 ottobre 1997, veniva nominato il Commissario delegato a fronteggiare l'emergenza di cui sopra, con l'assegnazione di specifici poteri e funzioni;
nell'anzidetta ordinanza si prevedevano precisi obiettivi in capo al Commissario delegato, tra cui il conseguimento della raccolta differenziata nella misura del 20 per cento «entro il 30 giugno 1999» e la programmazione di ulteriori interventi «per realizzare l'obiettivo minimo della raccolta differenziata nella misura del 35 per cento nei successivi due anni (articolo 3.1.)»;
la citata ordinanza contemplava la realizzazione degli interventi necessari a superare l'emergenza, quindi la riscossione di apposita tariffa, da determinarsi secondo criteri per assicurare la copertura dei costi di investimento, di esercizio, di bonifica e ripristino delle aree interessate dagli impianti;
la medesima ordinanza affidava al commissario delegato la gestione dei contratti con gli operatori concessionari del servizio di costruzione e gestione degli impianti di trattamento-smaltimento dei rifiuti solidi urbani;
il presidente della regione Calabria Giuseppe Nisticò esercitava la funzione di commissario delegato sino a fine mandato, sostituito dal successore Giovambattista Caligiuri, in carica – anche come commissario – dall'undici agosto 1998 al 21 gennaio 1999;
il nuovo presidente della regione Calabria Luigi Meduri subentrava al suddetto Caligiuri il 22 gennaio 1999 e – per questo – anche nelle funzioni di commissario delegato, dallo stesso giorno fino al 16 aprile 2000, data di insediamento del successore Giuseppe Chiaravallori, responsabile per il Governo della gestione dell'emergenza rifiuti in parola;
con ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3371 del 10 settembre 2004, il prefetto Domenico Bagnato veniva nominato commissario delegato per l'emergenza in argomento, in luogo del governatore Chiaravalloti;
con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 13 gennaio 2006, l'emergenza rifiuti in Calabria veniva prorogata al 31 maggio 2006;
con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 2 marzo 2006, il generale Carlo Alfiero veniva nominato commissario delegato in sostituzione del suddetto prefetto Bagnato;
con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 1o giugno 2006, l'emergenza richiamata veniva prorogata al 31 gennaio 2007;
con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 10 novembre 2006 il prefetto Antonio Ruggiero veniva nominato commissario delegato al posto del generale Alfiero;
con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 16 febbraio 2007, veniva prorogata l'emergenza di cui si tratta al 31 ottobre 2007;
con ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3585 del 24 aprile 2007, veniva nominato commissario delegato il prefetto Salvatore Montanaro, che perciò sostituiva il prefetto Ruggiero;
il 31 ottobre 2007 il commissario delegato, nel trasmettere al Governo la relazione conclusiva dell'attività, evidenziava la necessità di procedere all'adozione di un provvedimento finalizzato a disciplinare le ulteriori iniziative atte a consentire il definitivo rientro nell'ordinario;
su richiesta della stessa regione Calabria, la competenza dell'ufficio del commissario delegato per l'emergenza sulle bonifiche e sulle acque cessava alla data del 31 dicembre 2007 e veniva trasferita alla Regione, salvo per la bonifica dei siti di Crotone, Cassano e Cerchiara, ricadenti sotto la competenza del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare in quanto ricompresi in sito di interesse nazionale;
con ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3645 del 22 gennaio 2008, veniva previsto il completamento in regime ordinario e in termini di urgenza, entro e non oltre il 30 giugno 2008, di tutte le iniziative del Commissario delegato già programmate e in corso di attuazione per il definitivo superamento del contesto di criticità ambientale nella regione Calabria;
con ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3690 del 4 luglio 2008 – vista la nota del precedente 25 giugno del governatore della regione Calabria, con cui lo stesso richiedeva proroga della gestione commissariale – detta gestione si prorogava al 31 dicembre 2008, con contestuale nomina del prefetto Goffredo Sottile quale Commissario delegato in sostituzione del prefetto Montanaro;
di seguito, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 18 dicembre 2008, detta emergenza veniva prorogata sino al 31 dicembre 2009;
con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 17 dicembre 2009, l'emergenza veniva prorogata al 31 dicembre 2010;
con ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3886 del 9 luglio 2010, il Presidente della Regione Calabria, Giuseppe Scopelliti, veniva nominato Commissario delegato al posto del prefetto Sottile e questi, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 25 maggio 2012, veniva successivamente nominato, benché a riposo nel ruolo, commissario delegato per l'emergenza ambientale nella provincia di Roma per l'imminente chiusura della discarica di Malagrotta;
con ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3925 del 23 febbraio 2011, il generale Graziano Melandri veniva nominato commissario delegato in sostituzione del Governatore regionale Scopelliti;
con ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3983 del 23 novembre 2011, il dottor Vincenzo Maria Speranza veniva nominato commissario delegato in sostituzione del generale Graziano Melandri;
con ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 4011 del 22 marzo 2012 l'incarico del dottor Speranza veniva prorogato al 31 dicembre 2012;
con ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 57 del 14 marzo 2013, veniva disposto che a decorrere dal primo gennaio 2013, la regione Calabria-assessorato alle politiche ambientali era individuata quale amministrazione competente al coordinamento delle attività necessarie al completamento degli interventi da eseguirsi nel contesto di criticità nel settore dei rifiuti solidi urbani nel territorio della medesima Regione;
parimenti, con la suddetta ordinanza si prevedeva che il dirigente generale del dipartimento regionale politiche dell'ambiente era individuato quale responsabile delle iniziative finalizzate al definitivo subentro della medesima regione nel coordinamento degli interventi;
nella stessa, ultima ordinanza, si stabiliva che il dottor Speranza, commissario delegato, provvedeva, entro dieci giorni dalla pubblicazione del provvedimento, a trasferire al dirigente generale del dipartimento suddetto tutta la documentazione amministrativa e contabile inerente la gestione commissariale e a inviare al dipartimento della protezione civile una relazione sulle attività svolte;
il «piano rifiuti», come riportato nella relazione della Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti, è di competenza della regione ma, per inerzia dell'ente, veniva affidato al Commissario delegato il quale, dopo averlo predisposto il 7 marzo 2001, lo approvava quasi l'anno successivo, il 26 febbraio 2002;
il suddetto «piano rifiuti», oggetto di progressivi aggiornamenti, subiva l'ennesima rimodulazione disposta dall'articolo 2, comma 1, lettera a), dell'ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3585 del 24 aprile 2007;
secondo la relazione della ricordata Commissione parlamentare di inchiesta, la Calabria produce poco più di 915 mila tonnellate di rifiuti solidi urbani all'anno, risultando sovrastimato, a giudizio della predetta Commissione, il dato sulla raccolta differenziata, aggiornato al 2008, fornito dall'ufficio del commissario delegato;
nell'adunanza del 21 dicembre 2009, la Corte dei conti, sezione regionale di controllo della Calabria, approvava propria relazione in cui riferiva, in ordine a un campione di comuni sufficientemente rappresentativi dell'intero territorio, della «pressoché inesistenza di raccolta differenziata sul 90 per cento del territorio regionale»;
i giudici contabili valutavano poi, nel medesimo documento e per l'anno 2008, nella misura dell'80 per cento la quantità di rifiuti – in Calabria – smaltiti in discarica;
per la relazione della Commissione parlamentare d'inchiesta risiede nel mancato decollo della raccolta differenziata – in un contesto di disorganizzazione, carenza di strutture adeguate e ricorso sistematico alle discariche – il motivo per cui è molto scarso il compost di qualità, prodotto dal recupero della frazione organica dei rifiuti urbani o dei rifiuti speciali a questi assimilabili, destinato all'agricoltura;
gli impianti di tmb (trattamento meccanico-biologico) nella regione sono sette, secondo la relazione della Commissione parlamentare d'inchiesta caratterizzati da un utilizzo spinto di tale tipologia di trattamento;
la relazione della Commissione parlamentare d'inchiesta evidenzia che in Calabria «gli impianti di tmb effettuano solo un trattamento preliminare dei rifiuti tal quale, riconsegnandone la maggior parte ad un sistema di discariche controllate e di servizi del tutto inadeguati», con le discariche pubbliche aventi «una capacità di smaltimento estremamente limitata»;
per i dati richiamati nella relazione della Commissione parlamentare d'inchiesta, emerge «il sottoutilizzo degli impianti di produzione del cdr, con conseguente spreco di investimenti e di risorse»;
la realizzazione in Calabria del previsto secondo termovalorizzatore, nonché delle opere contemplate nell'atto di sottomissione del 31 ottobre 2003, determina contenzioso tra il Commissario delegato per l'emergenza rifiuti e la società appaltatrice, pari a euro 197.999.132,80, definito da collegio arbitrale con sentenza n. 121/10, depositata il 13 ottobre 2010;
in parziale accoglimento delle domande proposte dall'appaltatrice TEC Spa Termo Energia Calabria, si condannava la Presidenza del Consiglio dei Ministri-ufficio del commissario delegato per l'emergenza rifiuti al pagamento verso la società attrice della complessiva somma di euro 30.014.960,79, oltre rivalutazione e interessi;
dall'altra parte, la società attrice era condannata al pagamento in favore del convenuto della somma di euro 2.055.889,85, oltre rivalutazione e interessi, lodo notificato il 18 novembre 2010;
altro contenzioso si poneva, pari ad euro 57.152.493,74 e deferito a collegio arbitrale, in ordine a presunti inadempimenti contrattuali relativi alla gestione ordinaria del sistema «Calabria Sud», da parte della TEC Spa Termo Energia Calabria e del socio di controllo Veolia servizi Ambientali spa;
con lodo arbitrale (n. 101/10), depositato in data 26 luglio 2010 e reso esecutivo in data 27 settembre 2010, in parziale accoglimento delle domande di TEC Spa Termo Energia Calabria, si condannava la Presidenza del consiglio dei ministri-ufficio del commissario delegato per l'emergenza rifiuti al pagamento, verso la società attrice, di euro 38.443.714,07, oltre rivalutazione e interessi;
la TEC spa a fronte di crediti vantati per obblighi contrattuali, in data 17 dicembre 2007 formulava una proposta irrevocabile di accordo transattivo, valida fino al 3 gennaio 2008, dell'importo di euro 21 milioni;
tale proposta transattiva prevedeva il pagamento della somma sopra indicata, a saldo di tutti i crediti pregressi e a tacitazione di ogni pretesa per gestione e riserve sui lavori sino al 17 dicembre 2007 e una serie di rinunce ad interessi e importi, tra cui uno di euro 8.083.949,52, precisamente portato dal decreto ingiuntivo n. 113 del 2006;
tale ultimo credito di euro 8.083.949,52 non veniva peraltro contestato dal commissario delegato;
l'ufficio del commissario delegato (prefetto Salvatore Montanaro), con lettera dell'undici gennaio 2008, protocollo 613, trasmetteva la proposta della TEC/Spa alla Presidenza del Consiglio dei ministri-dipartimento della protezione civile, esprimendo parere favorevole all'accordo;
il 21 febbraio 2008, il capo dipartimento pro-tempore della protezione civile, dottor Guido Bertolaso, rispondeva chiedendo che la proposta di transazione fosse sottoposta al parere della competente avvocatura distrettuale dello Stato in Catanzaro che, con propria nota del 17 aprile 2008, nell'esprimere parere favorevole poneva in evidenza l'opportunità della «sottoscrizione della transazione da parte della Regione Calabria»;
come significato nell'audizione del 15 dicembre 2010 dal dottor Franco Gabrielli, capo del Dipartimento della Protezione civile, il soggetto titolato a stipulare l'atto di transazione era il Commissario (per l'emergenza rifiuti, prefetto Salvatore Montanaro), in quanto delegato del Governo e perciò provvisto di tutti i poteri necessari;
l'accordo transattivo non si concludeva e, come osservato nella relazione della più volte citata Commissione parlamentare d'inchiesta, esso «avrebbe consentito all'erario di evitare ulteriori danni determinati dalle successive e consequenziali pronunzie arbitrali»;
in assenza di riscontri alla proposta di transazione, la Presidenza del Consiglio dei ministri-dipartimento della protezione civile soccombeva innanzi all'attore TEC spa, condannata a pagare la complessiva somma di euro 68.458.674,86, oltre rivalutazione e interessi, dedotta la somma di euro 2.055.889,85, per domanda del convenuto accolta in via riconvenzionale;
per ultimo, dal 2010 ad oggi risultano solo tre interrogazioni di consiglieri regionali sul tema dei rifiuti in Calabria, peraltro su questioni singole e locali e non sui tanti problemi derivanti dall'emergenza, il che, in rapporto a quanto già esposto, può suscitare nei calabresi ulteriore preoccupazione, oltre a incredulità –:
se risulti agli atti quali siano con esattezza le destinazioni dei fondi utilizzati dall'ufficio del commissario delegato, il cui ammontare supera con abbondanza, secondo quanto riportato dalla stampa, il miliardo di euro per l'intero periodo di emergenza, senza che la raccolta differenziata sia stata avviata secondo quanto a suo tempo espressamente previsto;
se risultino agli atti i motivi per cui il commissario delegato, prefetto Salvatore Montanaro, non provvide all'accettazione dell'accordo transattivo proposto da TEC spa e già riferito in premessa;
se risultino agli atti le ragioni dell'avvenuto conferimento di incarichi nello stesso settore a figure – per esempio il prefetto a riposo Goffredo Sottile per la gestione della discarica di Malagrotta (Roma) – che di fatto non hanno concluso con risoluzione il loro mandato per l'emergenza nello smaltimento dei rifiuti solidi urbani in Calabria;
se risultino agli atti i motivi per cui non si è verificato affiancamento, peraltro previsto, nel periodo di uscita del commissario delegato, dottor Speranza e subentro del dipartimento regionale politiche dell'ambiente;
se non ritengano che, così come avvenuto per la regione Campania, non debbano essere assunte iniziative per prevedere fondi, impegni e programmi speciali per la risoluzione dell'emergenza rifiuti in Calabria, che, come qui documentato, persiste nella sua grave drammaticità, per di più senza concreti, efficaci provvedimenti;
se, parimenti, non ritengano di assumere iniziative per dichiarare lo stato di emergenza nel settore della gestione rifiuti nella regione Calabria, sotto il diretto controllo della Presidenza del Consiglio;
quali iniziative, al fine di concorrere a un'adeguata informazione anche in ambito scolastico, sulla raccolta differenziata e sul riciclo, possano attuare perché vi sia una diversa partecipazione, individuale e collettiva, riguardo allo smaltimento dei rifiuti. (4-01056)