• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/01128 nel dicembre 2010 Rete ferroviaria italiana (RFI) ha consegnato alla direzione infrastrutture della regione Friuli Venezia Giulia il progetto preliminare dell'alta velocità (TAV) da Venezia a...



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-01128presentato daPRODANI Aristesto diMercoledì 3 luglio 2013, seduta n. 45

PRODANI e RIZZETTO. — Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti . — Per sapere – premesso che:
nel dicembre 2010 Rete ferroviaria italiana (RFI) ha consegnato alla direzione infrastrutture della regione Friuli Venezia Giulia il progetto preliminare dell'alta velocità (TAV) da Venezia a Trieste, la cui realizzazione è stata fatta rientrare nelle «grandi opere» infrastrutturali, a completamento del «Corridoio paneuropeo multimodale V» dell'Unione europea;
l'anno successivo Rete ferroviaria italiana e la società attuatrice Italferr, hanno suddiviso in quattro tronconi (Mestre-Aeroporto M. Polo, Aeroporto-Portogruaro, Portogruaro-Ronchi dei Legionari e Ronchi dei Legionari-Trieste) il progetto della linea ferroviaria TAV tra Venezia e Trieste, avviando quindi altrettante procedure di valutazione d'impatto ambientale (VIA) distinte. Questa pratica, nota come project splitting, è stata ripetutamente censurata dalla direzione generale ambiente della Commissione europea perché rende difficile sia la valutazione complessiva degli impatti ambientali, sia quella delle possibili alternative;
ad oggi è in corso la procedura di valutazione d'impatto ambientale da parte della Commissione di valutazione di impatto ambientale del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare sulle quattro tratte, per le quali è stata chiesta un'integrazione della documentazione a Italferr, anche se il progetto sarà valutato nel suo complesso;
questa infrastruttura non solo costerebbe circa 5,7 miliardi di euro – somma insostenibile per le attuali condizioni finanziarie del Paese – ma avrebbe un impatto negativo proprio sul territorio che dovrebbe invece favorire;
il 2 giugno 2013 l'attuale commissario straordinario per la Tav Venezia-Trieste Bortolo Mainardi, nominato dall'ultimo Governo Berlusconi, in un'intervista al quotidiano Il Messaggero Veneto ha sostenuto l'impossibilità di realizzare in tempi brevi l'infrastruttura;
per Mainardi sarebbe possibile, invece, la quadruplicazione della linea ferroviaria esistente, un progetto a impatto zero e dal costo stimato di 800 milioni di euro;
la presidente della regione Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani ha dichiarato alla stampa che «probabilmente il Commissario Mainardi rammenta le parole che ha pronunciato lui stesso ad agosto del 2012 quando, sottolineando i costi “eccessivi e inaccettabili” dal punto di vista economico e ambientale della Tav Mestre-Trieste, ha detto no alla Tav, sì al potenziamento dell'attuale linea»;
secondo la Presidente Serracchiani bisogna fare chiarezza sull'argomento, visto che sull'eventuale quadruplicamento della linea esistente «non vi è traccia alcuna», in pratica non sono stati presentati in regione progetti alternativi alla TAV;
in un'intervista a Off the report – la trasmissione televisiva andata in onda su Rai 3 il 26 maggio 2013 – l'amministratore delegato del Gruppo Ferrovie dello Stato Mauro Moretti alla richiesta di spiegare il motivo per la soppressione dell'ultimo treno dall'Italia alla Slovenia ha dichiarato: «È meglio che lo Stato finanzi un taxi per i pochi passeggeri che ci sono piuttosto che tenga un treno che costa cento volte tanto e che dovrebbe essere pagato dai contribuenti» –:
se il Ministro interrogato condivida le esternazioni del commissario straordinario del Governo Mainardi;
se esista un progetto di potenziamento della linea ferroviaria Venezia-Trieste alternativo a quello dell'alta velocità, la cui realizzazione risulta molto difficile non solo per motivi economici, ma anche per l'avversione di numerose associazioni ambientaliste e di parti consistenti della società civile;
quali siano le criticità e le percentuali di utilizzo nei colli di bottiglia della linea Venezia-Trieste e della linea transfrontaliera con la Slovenia che passa per la stazione di Villa Opicina (Trieste);
se le criticità possano essere affrontate senza la quadruplicazione di tutta la linea, ed in particolare di quella tratta di confine che l'ingegner Moretti ha dichiarato essere improduttiva per il trasporto passeggeri;
se non sia più opportuno finanziare e rilanciare da subito i collegamenti ferroviari sulle linee esistenti, con riguardo ai collegamenti transfrontalieri relativi alla Slovenia e all'Austria, piuttosto che intraprendere lunghi e costosi lavori per il potenziamento delle linee che già ora sono considerate improduttive. (4-01128)