• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
S.4/03448 TORRISI, PAGANO - Al Ministro della salute - Premesso che: nella notte tra l'11 e il 12 febbraio 2015 è accaduto in Sicilia una fatto increscioso che desta sconcerto fra la popolazione...



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-03448 presentata da SALVATORE TORRISI
martedì 17 febbraio 2015, seduta n.392

TORRISI, PAGANO - Al Ministro della salute - Premesso che:

nella notte tra l'11 e il 12 febbraio 2015 è accaduto in Sicilia una fatto increscioso che desta sconcerto fra la popolazione di un Paese che dovrebbe essere tra i più evoluti al mondo. Una neonata venuta alla luce all'una di notte nella casa di cura Gibiino di Catania, è morta tre ore dopo per una crisi respiratoria mentre i medici cercavano disperatamente un posto per ricoverarla in rianimazione;

la bambina è morta in ambulanza, nel cuore della notte, prima di potere raggiungere l'ospedale. A Catania non c'erano posti letto disponibili in rianimazione ed è stato necessario trasferirla d'urgenza a Ragusa. Una corsa contro il tempo che non è servita a salvarle la vita;

considerato che a quanto risulta agli interroganti:

secondo una prima ricostruzione, la neonata sarebbe entrata in crisi respiratoria dopo il parto. Nella sala erano presenti il ginecologo di fiducia della donna, un anestesista, un rianimatore e un neonatologo. I medici si sarebbero accorti subito della gravità del quadro clinico della piccola e avrebbero contattato le unità di terapia intensiva neonatale di Catania per trasferire d'urgenza la bimba. Sarebbe stato chiesto allora l'intervento del servizio 118, che avrebbe avviato un monitoraggio nei 3 ospedali catanesi dove è presente la terapia intensiva pediatrica: il Garibaldi, il Santo Bambino e il Cannizzaro. Ma in nessuno dei 3 centri ci sarebbe stato un letto libero. L'unico ospedale della Sicilia orientale che ha risposto all'appello è stato quello di Ragusa, distante oltre 100 chilometri, ad un'ora abbondante di viaggio;

la clinica ha quindi provveduto, con un'ambulanza privata, al trasporto della neonata a Ragusa, con al seguito i medici specialisti della struttura privata. Nei pressi di Vizzini, e in territorio della provincia di Ragusa, prima dell'alba, la piccola paziente avrebbe avuto una violenta crisi. I medici a bordo dell'ambulanza avrebbero tentato di rianimarla, ma la neonata sarebbe morta. All'ambulanza sarebbero a quel punto giunte le indicazioni di portare il piccolo corpo nell'ospedale di destinazione, a Ragusa. La salma è stata trasferita nell'obitorio del Paternò-Arezzo;

sul caso ha avviato un'indagine la polizia di Ragusa. Intanto a Catania, dopo la denuncia ai Carabinieri da parte dei familiari della piccola deceduta, la procura ha aperto un'altra inchiesta, disponendo il sequestro della cartella clinica nella casa di cura;

è assurdo che in 3 ospedali di Catania, tra i più importanti del Sud Italia, non si sia trovato un posto letto e non si sia riusciti a liberarne uno, considerata la gravità della neonata. Si tratta di un episodio senza giustificazioni, che conferma la necessità non più prorogabile di un coordinamento non soltanto tra le strutture catanesi, ma tra quelle dell'intera città metropolitana;

l'assessore regionale alla sanità Borsellino ha già convocato tutti i direttori sanitari e generali degli ospedali coinvolti e il responsabile del servizio 118. Il Ministro in indirizzo, a sua volta, ha inviato gli ispettori del ministero per relazionare immediatamente ai vertici del Ministero;

tra le reali priorità del Paese, sicuramente il diritto alla salute, in tutte le Regioni d'Italia, è posto al vertice; la necessità di tagliare risorse per far quadrare i bilanci non può mettere a repentaglio la salute dei cittadini e non può negare cure idonee in casi di emergenza assoluta, come quello verificatosi a Catania. Nella vicenda in questione, la tragedia è scaturita dalla mancanza di una unità di terapia intensiva neonatale presso la clinica privata e da un inadeguato numero di posti presso le unità presenti negli ospedali pubblici; altra questione da verificare è la negligenza del personale sanitario dei diversi poli ospedalieri in una situazione di estrema criticità,

si chiede di sapere:

quali azioni ulteriori il Ministro in indirizzo intenda adottare sul caso e quali eventuali provvedimenti disciplinari intenda comminare se dovessero essere confermati dalle indagini comportamenti o negligenze assolutamente evitabili da parte degli operatori sanitari coinvolti direttamente nell'emergenza;

quali provvedimenti di propria competenza intenda adottare per garantire i livelli essenziali di assistenza sanitaria che non possono essere messi in discussione sul territorio in nome di una spending review che dovrebbe essere calibrata sulla base delle esigenze del Paese;

quali azioni, anche in cooperazione con la Regione Siciliana e la città metropolitana di Catania, intenda promuovere per rimodulare e garantire la reale efficienza della rete del pronto soccorso e delle urgenze, con particolare riguardo al reparto di rianimazione neonatale e pediatrica.

(4-03448)