• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/00038 il decreto-legge n. 201 del 2011, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 214 del 2011, approvata nel dicembre 2011, è intervenuta sul nostro sistema previdenziale penalizzando fortemente...



Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-00038presentato daGNECCHI Marialuisatesto diVenerdì 15 marzo 2013, seduta n. 1

GNECCHI, FASSINA, LENZI, DAMIANO, MADIA, CINZIA MARIA FONTANA, FIORIO e CENNI. — Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali . — Per sapere – premesso che:
il decreto-legge n. 201 del 2011, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 214 del 2011, approvata nel dicembre 2011, è intervenuta sul nostro sistema previdenziale penalizzando fortemente coloro che erano prossimi al raggiungimento dei requisiti pensionistici previgenti, allungando oltremodo il periodo di attesa;
le deroghe previste, che consentono per alcune situazioni particolari di poter mantenere i previgenti requisiti di accesso alla pensione, non coprono comunque tutte le gravi situazioni che si sono prodotte nel corso di questi anni di crisi occupazionale;
nello specifico si rappresenta il caso degli esodi individuali operati dal Gruppo IBM, stipulati a partire dal mese di aprile 2011, i cui verbali di conciliazione prevedono in modo esplicito la data di cessazione del rapporto di lavoro e l'assoluta impossibilità di revisione dell'accordo, ma formalmente si prevede contestualmente un periodo di aspettativa non retribuita a partire dalla sottoscrizione dell'accordo, a fine aspettativa la cessazione effettiva del rapporto di lavoro con la società, nel mese in cui il singolo dipendente avrebbe maturato i requisiti di accesso alla pensione, vigenti alla sottoscrizione degli accordi stessi;
i dipendenti IBM usufruiscono, pagando una quota annuale, della Cassa di assistenza dipendenti gruppo IBM, che dà diritto al rimborso parziale delle spese mediche e il cui regolamento prevede che detti dipendenti possono continuare ad usufruire della stessa, anche in qualità di pensionati, a condizione che non vi sia soluzione di continuità tra attività lavorativa e maturazione del requisito pensionistico;
durante il periodo di aspettativa non retribuita, i dipendenti non hanno mai ripreso attività lavorativa all'IBM, non c’è alcun versamento di contributi previdenziali da parte dell'impresa e neanche alcun effetto sul TFR e altri istituti contrattuali;
viene comunque consentito a questi lavoratori, a fronte di autorizzazione INPS, di poter coprire con la contribuzione volontaria, il periodo di aspettativa non coperta da contribuzione previdenziale;
proprio perché si tratta di un periodo di aspettativa che al termine prevede la cessazione del lavoro e non la ripresa, come nei normali periodi di aspettativa, non si comprende quindi l'interpretazione restrittiva dell'INPS (messaggio 13343/2012) che esclude questi lavoratori dalla salvaguardia, solo perché l'effettiva chiusura del rapporto di lavoro, è intervenuta successivamente al periodo di aspettativa –:
se il Ministro interrogato ritenga, di poter procedere in via amministrativa per sanare questa specifica casistica, peraltro afferente ad accordi legittimamente stipulati fra le parti ante manovra Salva Italia, (precisa è la data dell'accordo e precisa la cessazione del lavoro), posto che non si poteva prevedere la situazione successiva al decreto-legge n. 201 del 2011 e risulta incomprensibile l'esclusione di questi lavoratori dalla salvaguardia. (5-00038)