• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/04820 Poste italiane è una azienda pubblica controllata dal Governo italiano che presenta un consolidato bilancio in attivo. Negli ultimi tre anni l'utile di esercizio è pari a una media di un...



Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-04820presentato daCAPARINI Davidetesto diMartedì 24 febbraio 2015, seduta n. 380

CAPARINI. — Al Ministro dello sviluppo economico . — Per sapere – premesso che:
Poste italiane è una azienda pubblica controllata dal Governo italiano che presenta un consolidato bilancio in attivo. Negli ultimi tre anni l'utile di esercizio è pari a una media di un miliardo di euro l'anno. Poste italiane riceve significativi contributi da parte dello Stato per consentire l'erogazione dei servizi essenziali e in modo particolare per gli uffici postali periferici;
l'azienda nel mese di dicembre 2014 ha presentato un piano strategico che prevede la chiusura di 455 uffici postali e la riduzione degli orari di apertura per 608 uffici. Questa scelta, se attuata, causerà gravi disagi soprattutto per i residenti anziani o con difficoltà motorie oltre che per le imprese nelle zone colpite dalla scelta;
la normativa vigente attribuisce all'Autorità per la garanzia nelle comunicazioni (Agcom) il potere di determinare i criteri per l'individuazione degli uffici postali sul territorio nazionale necessari ad assicurare una regolare fornitura del servizio universale;
il criterio guida per la distribuzione degli uffici postali è costituito, in base alla normativa vigente, dalla distanza massima di accessibilità al servizio espressa in chilometri percorsi dall'utente per recarsi al presidio più vicino e sono fissate diverse soglie di copertura tutte riferite alla popolazione residente sull'intero territorio nazionale. Si prescrive, inoltre, l'operatività di almeno un ufficio postale nel 96 per cento dei comuni italiani e nei comuni con un unico presidio postale in cui non è consentita la soppressione degli uffici si impone una apertura al pubblico degli uffici non inferiore a 3 giorni e a 18 ore settimanali;
la delibera Agcom del giugno 2014 prevede criteri ulteriori di distribuzione degli uffici postali con divieto di chiusura di uffici situati in comuni rurali che rientrano anche nella categoria dei comuni montani e di uffici che sono presidio unico nelle isole minori;
Poste italiane per pianificare annualmente eventuali interventi di chiusura o rimodulazione oraria degli uffici postali dovrebbe informare, cosa che non avviene mai, con congruo anticipo, gli enti territoriali interessati e naturalmente l'Agcom;
il processo di razionalizzazione avviato negli ultimi anni dalla società Poste italiane spa ha portato alla chiusura di motti uffici e al ridimensionamento degli orari di apertura degli sportelli, causando notevoli difficoltà nella gestione operativa degli uffici e generando una diminuzione della qualità del servizio fornito alla clientela, argomenti oggetto di atti di sindacato ispettivo a firma dell'interrogante, anche nella passata legislatura;
Poste Italiane sta continuando su questa linea e nel piano di riorganizzazione nazionale si prevede per la Lombardia la riorganizzazione di circa 180 uffici postali dei quali circa 121 soggetti a ridimensionamento e altri 61 a rischio chiusura. Per la provincia di Brescia pare sia prevista la chiusura di circa 10 uffici e l'apertura a giorni alterni per altri 8 – si parla di tre giorni a settimana a fronte delle attuali aperture quotidiane – per un totale di 18 uffici;
la lista degli uffici postati da chiudere o ridimensionare non è ancora stata ufficialmente diffusa da Poste Italiane ma da indiscrezioni di stampa risulta che sedici sportelli postali in provincia di Brescia chiuderanno o saranno aperti solo tre giorni la settimana. In provincia di Brescia chiudono le sedi di Botticino Mattina, Castelletto di Leno, Mazzano, Provezze di Provaglio d'Iseo, Brozzo di Marcheno, Cogno di Piancogno, Cogozzo di Villa Carcina e Magno di Gardone Valtrompia e i cui cittadini dovranno rivolgersi ad altri sportelli di frazioni o comuni vicini. A giorni alterni, invece, saranno aperti quelli di San Martino della Battaglia a Desenzano, San Pancrazio a Palazzolo, Incudine in Valcamonica, ma anche Maderno, Ono San Pietro, Ponte Caffaro a Bagolino, Prestine e Valvestino descritte da Poste Italiane come sedi «inefficienti, antieconomiche e che non svolgono un numero sufficiente di operazioni da giustificarne costi di personale e di sede»;
i servizi postali, in particolare per le famiglie e le imprese, sono fondamentali nello svolgimento di moltissime attività quotidiane, come il pagamento delle utenze, il ritiro del denaro contante da parte dei titolari di conto corrente postale e l'invio di comunicazioni soggette al rispetto perentorio di scadenze, soprattutto quelle di carattere legale;
con la soppressione di ufficio o del suo ridimensionamento i primi a pagarne le conseguenze saranno gli utenti, soprattutto le categorie più deboli;
nella frazione di Ponte Caffaro a Bagolino (provincia di Brescia) a partire dal 13 aprile 2015 sarà modificato l'orario di apertura al pubblico dell'ufficio postale con l'apertura a giorni alterni anziché giornaliera come previsto attualmente;
la giustificazione di Poste Italiane è nella necessità di adeguare l'offerta all'effettiva domanda dei servizi postali nel territorio;
è evidente che ci sia una reale quanto imprescindibile necessità di orientare la gestione dei servizi alla sostenibilità economica a scapito del mantenimento di alcuni presidi, soprattutto in zone periferiche come possono essere le frazioni dei comuni che anche a causa di questi processi di razionalizzazione saranno così sempre più soggette all'abbandono. Al fine di garantire un livello di servizio adeguato ai cittadini, Poste italiane deve tener conto delle particolari esigenze da garantire alle frazioni dei comuni;
la frazione di Ponte Caffaro del comune di Bagolino (provincia di Brescia) conta 2.136 abitanti quindi una densità abitativa di particolare consistenza –:
se non si intendano assumere iniziative, per quanto di competenza, affinché tra i giorni determinati ci sia anche il sabato;
quali iniziative, per quanto di competenza, intenda assumere per garantire che il servizio postale universale si conformi ai principi di appropriatezza e qualità anche nelle frazioni dei comuni come quella di Ponte Caffaro;
quali iniziative, per quanto di sua competenza, intenda intraprendere al fine di scongiurare la possibile chiusura di uffici postali e/o il ridimensionamento di orario, come per la frazione di Ponte Caffaro, per garantire l'erogazione, in particolar modo in un momento così difficile per l'economia e soprattutto in zone che sono già disagiate a causa della loro posizione territoriale, di un servizio efficiente ai cittadini e alle attività produttive che operano nella provincia di Brescia.
(5-04820)