• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/00116 l'altopiano della Sila rappresenta un'importante fetta del territorio calabrese, la cui economia locale è basata essenzialmente su: diversi centri turistici che attraggono migliaia di...



Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-00116presentato daPARENTELA Paolotesto diMartedì 14 maggio 2013, seduta n. 15

PARENTELA, BARBANTI, DIENI, NESCI, LUPO, MASSIMILIANO BERNINI, ZACCAGNINI, BENEDETTI, GALLINELLA, GAGNARLI, L'ABBATE, DAGA, BUSTO, SEGONI, ZOLEZZI, DE ROSA, DELL'ORCO, LIUZZI, CATALANO, CRISTIAN IANNUZZI, SIBILIA, SCAGLIUSI, DEL GROSSO, SPADONI, DI BATTISTA, MANLIO DI STEFANO, PINNA, BRUGNEROTTO, TONINELLI, DADONE, COZZOLINO, BARONI, TOFALO, MICILLO, CURRÒ, CANCELLERI, D'UVA, MARZANA, BRESCIA, DI BENEDETTO, PAOLO NICOLÒ ROMANO, DE LORENZIS, FURNARI, COLONNESE, CARINELLI, DI VITA, TERZONI, SPESSOTTO e VACCA. — Al Ministro dello sviluppo economico, al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. — Per sapere – premesso che:
l'altopiano della Sila rappresenta un'importante fetta del territorio calabrese, la cui economia locale è basata essenzialmente su:
diversi centri turistici che attraggono migliaia di visitatori ogni anno grazie alle bellezze naturalistiche, paesaggistiche ed alla purezza della propria aria (motivo per cui era stata inserita come probabile sito patrimonio universale dell'UNESCO);
piccole e piccolissime aziende agricole che possono vantare marchi IGP (patata silana) e DOP (caciocavallo), nonché di un'azienda inserita nel BUR in quanto produttrice di prodotti tradizionali;
nel 2008, l'amministrazione comunale di Sorbo San Basile (Catanzaro), sindaco Luigi Riccelli, firmava una convenzione con la società «Anz Power S.r.l.» per la realizzazione di una centrale a biomasse solida della potenza di 4,236 Megawatt in località Pian di Moggio nel comune di Sorbo San Basile, nei pressi del lago «Passante» situato nella Sila Piccola catanzarese;
i comuni di Sorbo San Basile e Taverna sono gli unici, nel comprensorio dell'area interessata alla costruzione dell'impianto, che non si sono espressi sulla realizzazione della centrale, mentre il consiglio comunale di Pentone, all'unanimità aveva espresso la sua contrarietà ed il sindaco del comune di Carlopoli, Mario Talarico, nel corso della conferenza dei servizi del 14 settembre 2012 sulla realizzazione della centrale, aveva espresso il suo diniego;
questa vicenda potrebbe nascondere interessi privati e conflitti di interessi, in quanto:
il geologo incaricato dalla società proponente si chiama Ezio Infelise e risulta essere il figlio del vicesindaco del comune di Sorbo San Basile Marcello Aldo Infelise;
nella relazione tecnica generale del progetto compare il nome di Eugenio Canino, sindaco attuale di Taverna, il quale risulta essere incaricato della progettazione civile-ambientale dell'impianto di produzione di energia elettrica alimentato a biomasse;
si viene a sapere (tramite un articolo del Corriere della Calabria del 18 settembre 2011) che il 13 giugno 2011 durante un consiglio comunale tenutosi a Sorbo San Basile su altri argomenti, ben sette consiglieri su 11 presenti – in pratica, la maggioranza assoluta del consiglio – hanno fatto verbalizzare al segretario comunale la loro contrarietà totale alla realizzazione dell'impianto. Ciò nonostante, più sedute consiliari convocate sull'argomento specifico, da mesi i rappresentanti eletti dalla comunità sorbese non sono messi nelle condizioni di esprimere il loro parere importante e vincolante sulla vicenda, che vale anche come permesso a costruire. Sembrerebbe, inoltre che durante un consiglio comunale convocato ad hoc, il vicesindaco Infelise aveva proposto di dichiarare il consiglio comunale «incompetente sulla materia»;
con decreto n. 10379 del 13 luglio 2012, la regione Calabria autorizzava la costruzione dell'impianto sopra citato nonostante tempo prima il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare aveva dato parere negativo alla costruzione della centrale, evidenziando che l'ubicazione della centrale non doveva essere quella del progetto dovendo rispettare anche dei vincoli per la flora e la fauna della zona. Inoltre il Ministero ha fornito un parere al personale del Nucleo investigativo sanità ambiente (Nisa) della procura della Repubblica del capoluogo di regione che indagano sulla realizzazione dell'impianto;
l'area interessata si trova a ridosso dell'area protetta del Parco nazionale della Sila e l'invaso del Passante rifornisce di acqua la città di Catanzaro e la sua provincia, nonché una parte della provincia di Crotone;
l'area interessata (come già specificato) si trova all'interno di un territorio I.G.P. per la produzione della patata silana, di una D.O.P., per la produzione di Caciocavallo Silano e a pochi centinaia di metri di un'azienda riconosciuta, con tanto di pubblicazione sul Bur (Bollettino Ufficiale della Regione Calabria) di essere produttrice agricola di prodotti tradizionali;
i prodotti che vantano questi tre «marchi», vengono tutelati dalla legge. Nello specifico il decreto ministeriale 10 settembre 2010 del Ministero dello sviluppo economico che stabilisce le linee guida per l'autorizzazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili, concede la possibilità alle regioni di inserire, per la realizzazione di centrali superiori ad 1 Megawatt di potenza, le aree interessate da questo tipo di coltivazioni tra i siti non idonei a seguito di opportune indagini;
la direttiva 96/62/CE, all'articolo 1 individua tra i suoi obiettivi quello di «mantenere la qualità dell'aria ambiente, laddove è buona, e migliorarla negli altri casi». La costruzione della centrale violerebbe questo principio, in quanto (come già affermato) la qualità dell'aria nell'altopiano silano è giudicata tra le migliori in Europa;
la centrale a pieno regime potrà consumare ogni anno fino a 40.000 tonnellate di cippato di legno vergine e altri materiali vegetali da reperire nella zona e circa 6.000 metri cubi di acqua producendo 1.500 tonnellate di ceneri (considerate rifiuti speciali);
la società che intende realizzare l'impianto (Anz Power s.r.l.) propone al comune di Sorbo San Basile, un compenso economico di circa 120.000 euro l'anno e la possibilità di occupare manodopera locale che non supera le 5-6 unità lavorative, ben al di sotto del danno economico ed in termini di perdita occupazionale che la centrale potrebbe causare;
la produzione di energia, nella regione Calabria, supera ampiamente il fabbisogno, tant’è che appena il 20 per cento dell'energia elettrica prodotta viene consumata localmente, mentre il restante 80 per cento è destinato all'esportazione in altre regioni;
il comitato «No Alla Centrale Biomassa di Sorbo San Basile», facendosi portavoce delle istanze di gran parte della popolazione del comprensorio, ha recentemente depositato ricorso al TAR per cercare di bloccare i lavori che daranno vita alla centrale;
la regolarità dell’iter autorizzativo risulta essere al vaglio della magistratura in quanto sarebbero sorti, a seguito di esposti di alcuni cittadini, diversi procedimenti penali per l'ipotesi di abuso d'ufficio (in riferimento ai vincoli di legge riguardanti le aree interessate ed alla progettazione dell'impianto);
la centrale in questione sarebbe di tipo a doppia camera di combustione con possibilità, a norma di legge, di bruciare anche rifiuti organici; a tale proposito, al momento, non risulta che il comune di Sorbo San Basile abbia predisposto, né abbia intenzione di predisporre, adeguati strumenti finalizzati al controllo ed alla verifica del rispetto dei limiti quantitativi e, soprattutto, qualitativi relativi ai rifiuti destinati alla combustione nella centrale in questione;
la centrale provoca l'immissione nell'aria di diossine, furani e polveri sottili presenti nei fumi di combustione con effetti cancerogeni a carico della popolazione locale e possibilità di contaminazione dei prodotti derivati dagli allevamenti zootecnici, tra cui il caciocavallo silano tutelato da marchio DOP. Vari studi hanno, infatti, evidenziato la presenza di diossine oltre i limiti ammessi nel latte e nei suoi derivati provenienti da allevamenti situati in prossimità di centrali a combustione di biomasse e inceneritori;
studi condotti in Svezia (Molnar P, Gustafson P, Johannesson S, Boman J, Barregard L, Sallsten G: Domestic wood burning and PM2.5 trace elements: Personal exposures, indoor and outdoor levels. Atmospheric Environment 2005) evidenziano una maggiore esposizione a zinco, rame, piombo e manganese nelle famiglie che utilizzavano legno per il riscaldamento domestico; altri studi condotti su popolazioni esposte alle emissioni da combustione di biomasse evidenziano effetti sull'asma e sulla funzionalità respiratoria (Boman BC, Forsberg AB, Jarvholm BG: Adverse health effects from ambient air pollution in relation to residential wood combustion in modern society. Scand J Work Environ Health 2003); ulteriori studi condotti in Svezia evidenziano come le famiglie svedesi che utilizzano legna, rispetto ai controlli, hanno una maggiore esposizione a benzene e 1-3 butadiene (Gustafson P, Lars B, Bo S, Gerd S: The impact of domestic wood burning on personal, indoor and outdoor levels of 1,3-butadiene, benzene, formaldehyde and acetaldehyde. Journal of Environmental Monitoring 2007); l'Istituto nazionale ricerca sul cancro di Genova, ha evidenziato come nei Paesi appenninici dove l'uso della legna da ardere nelle stufe è diffuso, siano alte le concentrazioni di benzo(a)pirene e altri idrocarburi aromatici cancerogeni che notoriamente si producono durante le combustioni di biomasse. C’è da dire che la combustione di legna e altre biomasse solide in impianti industriali ad alta efficienza termica e con adeguati trattamenti dei fumi riduce queste emissioni, ma non le annulla –:
se la costruzione della centrale a biomasse di Sorbo San Basile rispetti quanto sancito dalle linee guida per l'autorizzazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili, e sia assicurato il mantenimento delle peculiarità ambientali dell'altopiano della Sila, in modo che le produzioni agricole di qualità, la salute pubblica, le peculiarità paesaggistiche e naturalistiche della zona non vengano compromesse da tale impianto;
se, per quanto di competenza, si intendano assumere iniziative, anche di carattere economico, tese a far sì che la zona possa continuare ad essere un centro rilevante di produzione agricola, in modo da garantire una reale crescita in termini occupazionali e produttivi, salvaguardando altresì le potenzialità turistiche dell'area. (5-00116)