• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/00152 come noto a tutti negli scorsi mesi vi è stato ampio dibattito politico sulle condizioni di assoluta incertezza normativa ed economico-finanziaria nelle quali gli enti locali sono stati...



Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-00152presentato daRUBINATO Simonettatesto diMartedì 21 maggio 2013, seduta n. 20

RUBINATO, RUGHETTI e ROTTA. — Al Ministro dell'economia e delle finanze, al Ministro dell'interno. — Per sapere – premesso che:
come noto a tutti negli scorsi mesi vi è stato ampio dibattito politico sulle condizioni di assoluta incertezza normativa ed economico-finanziaria nelle quali gli enti locali sono stati costretti a chiudere il consuntivo 2012 entro il termine del 30 aprile scorso a pena di applicazione della procedura sanzionatoria di scioglimento dei consigli comunali e provinciali di cui all'articolo 141, comma 2, del Tuel, procedura peraltro applicabile alla fattispecie di mancata approvazione del rendiconto a seguito della recente previsione dell'articolo 3, comma 1, lettera l) del decreto-legge n. 174 del 2012 che l'ha così, di fatto, parificata alla mancata approvazione del bilancio;
è all'evidenza che l'inserimento di tale previsione sanzionatoria in riferimento all'approvazione del rendiconto di gestione 2012, al di là delle intenzioni, è stata percepita dalla maggioranza delle amministrazioni come un ingiustificato inasprimento del trattamento loro riservato contestualizzato, per di più, in un momento di generalizzata difficoltà che coinvolge gli enti locali in genere;
a tutt'oggi le suddette condizioni di assoluta incertezza normativa ed economico-finanziaria persistono, peraltro aggravate dal passare del tempo e dalla mancanza delle attese indicazioni da parte dei Ministeri competenti, anche ai fini della redazione dei bilanci di previsione 2013 e relativi pluriennali;
in particolare, in virtù della previsione di cui all'articolo 13, comma 12-bis, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, introdotto dall'articolo 4, comma 5, lettera i), del decreto-legge 2 marzo 2012, n. 16, modificato dall'articolo 9, comma 3, lettera a), del decreto-legge 10 ottobre 2012, n. 174, i comuni devono iscrivere nel bilancio di previsione l'entrata da I.M.U. priva della componente di gettito riferita all'abitazione principale senza certezza sul se e come tale mancanza verrà compensata da una pari entrata a carico del bilancio dello Stato;
a tale situazione di diffusa precarietà in un momento storico già di per se molto complesso dal punto di vista legislativo ed economico, si aggiungono i gravosi tagli previsti dall'articolo 16, comma 6, del decreto-legge n. 95 del 2012 che per i comuni ammontano a complessivi 2.250,00 milioni nel 2013 con la conseguente impossibilità per i comuni medesimi di programmare ed erogare i servizi minimi essenziali ai propri cittadini;
l'articolo 1, comma 381, della legge 24 dicembre 2012, n. 228, ha differito il termine di approvazione del bilancio di previsione 2013 al 30 giugno 2013 differimento che, peraltro, è all'evidenza insufficiente per consentire agli enti l'espletamento di tutti gli adempimenti previsti dalla normativa statale e dai regolamenti comunali entro i rispettivi termini –:
quali iniziative urgenti il Governo intenda adottare al fine di assicurare ai comuni l'entrata compensativa corrispondente a quanto non riscosso a titolo di abitazione principale con la prima rata IMU in scadenza al 17 giugno 2013;
se si intendano assumere iniziative normative per un congruo differimento del termine per l'approvazione del bilancio di previsione 2013. (5-00152)