• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/00228 nel campo dell'energia elettrica, ottenuta tramite fonti rinnovabili, l'Unione europea ha provveduto a definire un ordinamento normativo chiaro ed esaustivo, allo scopo approvando una serie di...



Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-00228presentato daMANZI Irenetesto diLunedì 3 giugno 2013, seduta n. 27

MANZI. — Al Ministro dello sviluppo economico, al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. — Per sapere – premesso che:
nel campo dell'energia elettrica, ottenuta tramite fonti rinnovabili, l'Unione europea ha provveduto a definire un ordinamento normativo chiaro ed esaustivo, allo scopo approvando una serie di direttive, l'ultima delle quali, la 2009/28/CE, è stata recepita dal nostro Paese, con il decreto legislativo n. 28 del 3 marzo 2011;
la normativa contenuta in tale decreto è finalizzata alla definizione degli strumenti, dei meccanismi, degli incentivi e del quadro istituzionale, finanziario e giuridico, necessari per il raggiungimento degli obiettivi fino al 2020 in materia di quota complessiva di energia da fonti rinnovabili sul consumo finale lordo di energia e di quota di energia da fonti rinnovabili nei trasporti e prevede anche una nuova disciplina relativamente al sistema di qualificazione degli installatori;
proprio l'introduzione di nuovi parametri circa i requisiti per l'installazione di impianti ha suscitato un diffuso allarme e vive proteste tra i professionisti del settore e le associazioni di riferimento, in particolare laddove il decreto legislativo n. 28 del 2011 non prevede tra questi l'abilitazione per i responsabili tecnici delle imprese impiantistiche, come invece fino ad oggi riconosciuto dal decreto del Ministro dello sviluppo economico 22 gennaio 2008, n. 37;
in particolare l'articolo 15 del decreto legislativo n. 28 del 2011 sulla promozione dell'energia da fonti rinnovabili, pur rinviando all'articolo 4 del decreto ministeriale n. 37 del 2008, per l'individuazione dei requisiti tecnico-professionali, riconosce la qualifica di installatore di impianti, in alternativa, solo ai titolari di: laurea, diploma di scuola secondaria, titolo o attestato conseguito ai sensi della legislazione vigente in materia di formazione professionale, escludendo l'abilitazione dei responsabili tecnici che abbiano maturato negli anni, con il lavoro specializzato, una comprovata esperienza professionale, che invece il decreto ministeriale n. 37 del 2008 riconosce;
la nuova norma che comincerà a produrre i suoi effetti a partire dal prossimo primo agosto è destinata ad escludere dal mercato circa 80 mila imprese di installazione impianti per un totale di circa 200 mila addetti al settore delle energie rinnovabili, in pratica circa il 60 per cento sul totale delle imprese, soprattutto piccole e medie che hanno operai specializzati;
le aziende interessate hanno avviato una vera e propria mobilitazione di massa, con il sostegno di Cna, Confartigianato e Casartigiani e contro una disposizione che, di fatto, finisce per creare una nuova categoria di «esodati», tutto il contrario di quanto servirebbe sia per favorire l'occupazione sia per contribuire a sviluppare il settore delle rinnovabili in un periodo di crisi, come quello che le nostre imprese stanno vivendo, gravate tra l'altro da una massiccia fiscalità e da una pesante burocrazia;
la chiusura di tali imprese rischia di avere un impatto negativo anche sull'economia di interi territori, come la regione Marche, dove il fotovoltaico rappresenta la fonte rinnovabile che ha avuto maggior sviluppo e dove il ricorso alle fonti energetiche rinnovabili e all'efficienza energetica è stato individuato come priorità nel settore edilizio, favorendo l'integrazione degli impianti fotovoltaici negli edifici e quindi la loro installazione su superfici già antropizzate (parcheggi, coperture edifici, capannoni industriali e centri commerciali) ma anche nella programmazione regionale del sistema dei parchi e delle riserve naturali –:
se, alla luce dei fatti sopra menzionati, il Governo intenda intervenire assumendo iniziative per ampliare i requisiti per ottenere la qualifica di responsabile tecnico per l'attività di installazione di impianti da fonti rinnovabili, anche in considerazione del fatto che il taglio delle imprese che la nuova normativa genera potrà determinare il sorgere o il consolidarsi di posizioni dominanti, favorendo le aziende più strutturate. (5-00228)