• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/00239 La Banca del Mezzogiorno è una realtà bancaria prevista dalla legge n. 191 del 23 dicembre 2009, controllata totalmente da Poste Italiane s.p.a. – società con socio unico, il cui assetto...



Atto Camera

Interrogazione a risposta immediata in commissione 5-00239presentato daCAUSI Marcotesto diMartedì 4 giugno 2013, seduta n. 28

CAUSI. — Al Ministro dell'economia e delle finanze. — Per sapere – premesso che:
La Banca del Mezzogiorno è una realtà bancaria prevista dalla legge n. 191 del 23 dicembre 2009, controllata totalmente da Poste Italiane s.p.a. – società con socio unico, il cui assetto proprietario vede la partecipazione totalitaria del Ministero dell'economia e delle finanze;
la missione di Banca del Mezzogiorno è quella di sostenere i progetti di sviluppo delle piccole e medie imprese con l'offerta di prodotti di finanziamento a medio e lungo termine attualmente distribuiti attraverso alcuni uffici postali abilitati;
l'istituto, inoltre, avendo assorbito il Mediocredito centrale, gestisce per conto del Governo il fondo centrale di garanzia, di cui è intenzione del Governo raddoppiare l'entità, nell'ambito delle misure di contrasto al razionamento del credito, in particolare verso le piccole e medie imprese;
secondo alcune agenzie di stampa sembrerebbe che, ultimamente, la Banca del Mezzogiorno stia deliberando stanziamenti senza un piano organico, e di entità decisamente ridotte rispetto ai piani di sviluppo prefissati;
i crediti verso la clientela, a fine anno, erano 175 milioni di euro, di cui 140 milioni nell'ambito della «nuova operatività» della banca, rispetto ai 131 milioni di fine 2011;
dei 750 milioni di euro di finanziamenti messi a budget dalla Banca del Mezzogiorno per il 2013 (il quintuplo del 2012) solo 100-150 milioni, pari al 20 per cento, sono destinati alle piccole e medie imprese (obiettivo 9 mila aziende); 400 milioni (il 53 per cento) sono rivolti a circa 400 grandi imprese; e i restanti 200 milioni (il 27 per cento) sono per erogare mutui e prestiti con cessione del quinto dello stipendio ai dipendenti delle Poste;
i finanziamenti ai dipendenti delle Poste avrebbero lo scopo di abbattere il rischio di credito (+17,5 per cento le sofferenze bancarie in un anno, secondo i dati della Banca d'Italia), riponendo l'investimento nella certezza del quinto dello stipendio (il margine di guadagno della banca sarebbe del 10 per cento sulla cessione del quinto e del 3 per cento sui mutui);
ciò, tuttavia, sembra allontanare l'istituto bancario pubblico dall'originario progetto, in base al quale ne era stata autorizzata la nascita per effetto di precise norme di legge, volte a sostenere lo sviluppo delle piccole e medie imprese, in particolare nelle aree svantaggiate del Paese;
dei 2.500 sportelli che avrebbero dovuto distribuire i finanziamenti della nuova banca ne sarebbero stati autorizzati appena un decimo, mentre la partecipazione delle banche di credito cooperativo e delle banche popolari al progetto non si è ancora realizzata;
in base a notizie di stampa, sembra siano sorte divergenze di vedute fra il Ministero dell'economia e delle finanze e la Banca del Mezzogiorno, e da tali divergenze, sempre secondo notizie di stampa, abbiano origine le dimissioni, in data 7 marzo 2013, dei componenti dell'organo di amministrazione della banca designati dallo stesso Ministero;
non si può non rilevare la delicatezza della situazione, se tali notizie dovessero essere confermate, alla luce dell'obiettivo del Governo di potenziare il fondo di garanzia centrale, che la Banca gestisce per conto dello Stato;
tra le linee di possibile evoluzione della Banca si starebbe esaminando la possibilità che la Cassa depositi e prestiti rilevi una quota della Banca del Mezzogiorno al fine di poter operare su tre fronti: 1) le agevolazioni alle imprese, con il Mediocredito centrale e il Fondo centrale di garanzia; 2) i prestiti alle aziende del Sud; 3) il nuovo business, i finanziamenti diretti e le garanzie per le imprese impegnate in iniziative di internazionalizzazione, nel quadro del progetto di costituzione di una Exim Bank italiana –:
come si intendano superare le divergenze che sembrerebbero emerse con la dirigenza della banca pubblica, incaricata della gestione del fondo centrale di garanzia e istituita per sostenere lo sviluppo delle piccole e medie imprese del Meridione, divergenze le quali, a loro volta, sembrano legate ad un progressivo allontanamento della Banca del Mezzogiorno dalle missioni alla stessa originariamente assegnate. (5-00239)