• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/00246 i Centri di identificazione ed espulsione (CIE), istituiti dalla legge 6 marzo 1998, n. 40, e previsti dal Testo Unico sull'immigrazione (decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286), sono...



Atto Camera

Interrogazione a risposta immediata in commissione 5-00246presentato daTONINELLI Danilotesto diMartedì 4 giugno 2013, seduta n. 28

TONINELLI, DADONE, DIENI e COZZOLINO. — Al Ministro dell'interno. — Per sapere – premesso che:
i Centri di identificazione ed espulsione (CIE), istituiti dalla legge 6 marzo 1998, n. 40, e previsti dal Testo Unico sull'immigrazione (decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286), sono strutture di trattenimento degli stranieri in condizione di irregolarità, destinati all'espulsione;
secondo quanto riportato nel Rapporto di Medici Senza Frontiere, in questi centri «s'intrecciano in condizioni di detenzione storie di fragilità estremamente eterogenee tra loro da un punto di vista sanitario, giuridico, sociale e umano, a cui corrispondono esigenze molto diversificate» (Al di là del muro, abstract, Medici senza frontiere – Missione Italia, 2010);
come risulta dall'indagine realizzata tra febbraio 2012 e febbraio 2013 da Medici per i diritti umani (MEDU) la struttura dei CIE è simile a quella dei centri di internamento. «L'inattività forzosa per prolungati periodi di tempo, in spazi angusti ed inadeguati, insieme all'incertezza sulla durata e l'esito del trattenimento, rendono il disagio psichico dei migranti uno degli aspetti più preoccupanti e di più difficile gestione all'interno dei centri» (Arcipelago CIE – Sintesi – MEDU, maggio 2013);
da un punto di vista prettamente sanitario, le indagini MEDU evidenziano che «In generale all'interno dei CIE non è previsto personale medico specialistico anche laddove sarebbe certamente necessario»;
a questo contesto a dir poco allarmante, va aggiunto che già nel 2008, in occasione della proroga del termine massimo di permanenza nei Centri di identificazione ed espulsione da 60 a 180 giorni complessivi, si erano scatenate forti critiche in ambito giuridico. Come riportato nel Rapporto MEDU sopracitato, «Non solo la proroga viene concessa o negata senza contraddittorio fra le parti, ma al giudice non è neppure concesso di modulare la durata del trattenimento prorogato (...). Ed allora appare evidente il contrasto con due parametri costituzionali: il diritto di difesa e la riserva di giurisdizione in materia di libertà personale»;
secondo il monitoraggio di Lunaria, associazione di promozione sociale, per i CIE lo Stato affronta una spesa di 55 milioni di euro l'anno, e ciò a fronte di risultati evidentemente scarsi. «Su 169.126 persone transitate nei centri tra il 1998 e il 2012, sono state soltanto 78.081 (il 46,2 per cento del totale) quelle effettivamente rimpatriate» (Ansa 30 maggio 2013) –:
quali iniziative, anche normative, il Ministro intenda adottare al fine di risolvere le problematiche indicate in premessa. (5-00246)