• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
S.4/03542 DE PIETRO, CASALETTO, ORELLANA, BOCCHINO, CAMPANELLA, DE PETRIS, SIMEONI - Al Ministro della salute - Premesso che: le epatiti virali, in particolare quelle da virus B e C, rappresentano...



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-03542 presentata da CRISTINA DE PIETRO
giovedì 26 febbraio 2015, seduta n.400

DE PIETRO, CASALETTO, ORELLANA, BOCCHINO, CAMPANELLA, DE PETRIS, SIMEONI - Al Ministro della salute - Premesso che:

le epatiti virali, in particolare quelle da virus B e C, rappresentano un rilevante problema di sanità pubblica, oltre che per la loro frequenza, anche per l'alta percentuale di casi che possono cronicizzare e sviluppare nel tempo malattie gravi, come la cirrosi e il cancro del fegato;

le persone cronicamente infette da virus dell'epatite C (HCV) sono circa 180 milioni, quasi il 2 per cento della popolazione mondiale e ogni anno avvengono circa 350.000-500.000 decessi;

in Italia, secondo stime dell'European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC), la prevalenza di HCV è generalmente superiore al 3 per cento, con tassi più elevati nelle regioni meridionali e nelle isole maggiori;

tenuto conto che:

in mancanza di un vaccino efficace la diagnosi tempestiva e il trattamento precoce dei pazienti costituiscono elementi critici per evitare il degenerare della malattia;

come sottolineato dall'Organizzazione mondiale della Sanità (OMS), l'epatite C rappresenta un'emergenza sanitaria che va combattuta con strategie e piani nazionali focalizzati sulla prevenzione e il controllo;

il piano nazionale per la lotta alle epatiti virali (PNLEV) italiano, presentato nel 2012, risulta ancora in attesa di approvazione;

nell'attesa che il PNLEV sia approvato dall'Istituto superiore di Sanità e dalla Conferenza Stato-Regioni, l'Agenzia italiana del farmaco (AIFA) ha recentemente definito i criteri per la distribuzione del "Sofosbuvir", nuovo antivirale per l'HCV , permettendo così un accesso progressivo a partire dai pazienti che hanno più bisogno e da quelli in cui tali farmaci funzionano meglio;

considerato che a quanto risulta agli interroganti:

il Governo non ha ancora identificato una strategia complessiva nei confronti delle Regioni, affinché siano adottati provvedimenti adeguati in grado di fornire dei benefici di cura, garantendo pari opportunità per i cittadini;

come denunciato da alcune associazioni, tra cui EpaC onlus, si riscontrano preoccupanti disfunzionalità e disparità territoriali; in particolare tre Regioni, Calabria, Campania e Sicilia, non hanno neanche indicato i centri di somministrazione del nuovo farmaco approvato;

valutato infine che:

il Sofosbuvir, sviluppato dalla Gilead Sciences, è stato immesso sul mercato a prezzi esorbitanti;

come denunciato in un articolo del 21 gennaio 2015 del "Corriere della Sera", in Italia l'AIFA ha negoziato sconti sulle terapie che, per accordi con l'azienda, non sono stati resi pubblici e il Governo ha stanziato un miliardo di euro per queste terapie;

in Italia il prezzo per pillola sarebbe di circa 800 euro, di conseguenza si potranno curare, in 2 anni, soltanto 50.000 persone, mentre i candidati alla terapia sarebbero all'incirca un milione e mezzo: se si sottoponessero tutti al trattamento, il sistema sanitario potrebbe andare in bancarotta;

come sottolineato dal "Corriere della Sera", ai cittadini dell'India il menzionato farmaco costerà un dollaro a pillola, invece dei 1.000 che l'azienda produttrice fa pagare a molti Paesi occidentali;

l'ufficio brevetti di Delhi ha infatti respinto la richiesta di registrazione del medicinale, presentata dall'azienda, perché non lo ritiene sufficientemente innovativo e quindi potrà essere prodotto come generico senza pagare royalties,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti descritti;

se possa indicare i tempi di approvazione del piano nazionale per la lotta alle epatiti virali (PNLEV) presentato nel 2012;

come si intenda evitare che il PNLEV risulti non allineato alle più recenti acquisizioni in materia di epidemiologia e terapia, a causa dell'eccessivo lasso di tempo intercorso tra presentazione e approvazione;

come si intenda uniformare l'accesso alle terapie a livello nazionale, evitando il persistere di notevoli disparità tra le Regioni;

se e quali misure di propria competenza ritenga opportuno adottare, alla luce di quanto emerso, al fine di garantire la fruibilità del farmaco "Sofosbuvir" senza continuare a gravare così pesantemente sulla spesa pubblica.

(4-03542)