• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/08201 l'articolo 200 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n.152 dispone che la gestione dei rifiuti urbani è organizzata sulla base di ambiti territoriali ottimali, denominati ATO, delimitati dal...



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-08201presentato daDAGA Federicatesto diVenerdì 27 febbraio 2015, seduta n. 383

DAGA, BUSTO, TERZONI, DE ROSA, MANNINO, MICILLO e ZOLEZZI. — Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare . — Per sapere – premesso che:
l'articolo 200 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n.152 dispone che la gestione dei rifiuti urbani è organizzata sulla base di ambiti territoriali ottimali, denominati ATO, delimitati dal piano regionale di cui all'articolo 199 del medesimo decreto, nel rispetto delle linee guida statali di cui all'articolo 195 del citato decreto;
al fine dell'organizzazione del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani, era, altresì, previsto che le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, disciplinassero le forme e i modi della cooperazione tra gli enti locali ricadenti nel medesimo ambito ottimale, prevedendo a tal fine che gli stessi costituissero le autorità d'ambito (AATO); tale autorità d'ambito veniva definita come una struttura dotata di personalità giuridica costituita in Ambito territoriale ottimale delimitato dalla competente regione, alla quale gli enti locali partecipano obbligatoriamente;
la Legge 244 del 2007 (finanziaria 2008) con il dichiarato intento di coordinare la finanza pubblica secondo criteri di efficienza e per ridurre i centri di spesa ha disposto la soppressione delle Autorità di ambito territoriale ottimale (AATO), come definite dagli articoli 148 e 201 del citato Decreto legislativo 152 del 2006;
essendo rimasta tale legge sostanzialmente inattuata, il legislatore con l'articolo 2 comma 186-bis della legge finanziaria per il 2010 (Legge 191 del 2009), ha riproposto, entro un anno dall'entrata in vigore della legge, la soppressione delle autorità d'ambito, stabilendo altresì che «decorso detto termine, ogni atto compiuto dalle Autorità d'ambito territoriale è da considerarsi nullo» e che «le Regioni attribuiscono con legge le funzioni già esercitate dalle Autorità nel rispetto dei principi di sussidiarietà differenziazione e adeguatezza». Il termine per la soppressione degli Aato è stato poi prorogato fino al 31 dicembre 2012;
la citata legge 191 del 2009 all'articolo 2 comma 186, lettera l) disponeva, altresì, «la soppressione dei Consorzi di funzioni tra gli enti locali a decorrere dal 2011»;
in tale contesto è poi intervenuto l'articolo 19, comma 1, lett. f) del decreto-legge 95 del 2012, convertito nella legge 7 agosto 2012, n. 135, che ha collocato «l'organizzazione e la gestione dei servizi di raccolta, avvio e smaltimento e recupero dei rifiuti urbani e la riscossione dei relativi tributi» tra le funzioni fondamentali dei comuni;
la volontà del legislatore è apparsa, dunque, quella di eliminare tutti gli organismi che duplicassero le funzioni e che avessero creato, secondo il legislatore, maggiori costi e maggiore burocrazia, come le AATO e i consorzi di funzioni tra enti locali al fine di semplificare e ridurre la spesa pubblica;
tale duplice e contestuale intervento normativo, rispettivamente finalizzato alla soppressione delle AATO e alla espressa volontà di affidare ai comuni e non a un soggetto terzo le funzioni essenziali connesse alla gestione dei rifiuti ha prodotto parecchi dubbi di carattere interpretativo;
infatti, talune regioni italiane, soppresse le AATO, hanno provveduto ad istituire enti molto simili, a volte identici, alle precedenti autorità, compiendo una scelta che solo formalmente risulta essere in linea con le determinazioni del legislatore, ma che sicuramente non ne persegue i fini che, come più volte affermato dallo stesso legislatore, andavano ricercati nella volontà di semplificazione e riduzione della spesa pubblica;
a titolo esemplificativo di un elenco particolarmente abbondante di tale casistica, si riporta il caso della regione Toscana che, pur avendo dato atto che «a decorrere dal 1o gennaio 2012 le funzioni già esercitate, secondo la normativa statale e regionale, dall'autorità di ambito territoriale ottimale di cui all'articolo 201 del d.lgs. 152/2006, sono trasferite ai comuni», ha di fatto sostituito la preesistente autorità di ambito territoriale, istituita dalla Legge regione Toscana n. 6 del 2007, con altro ente del tutto analogo al precedente denominato Autorità per il servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani, dotato di autonomia organizzativa, amministrativa e contabile ed avente personalità giuridica di diritto pubblico; tale Autorità non erogando direttamente il servizio ma essendo chiamata a svolgere unicamente funzioni amministrative, si configura al pari delle precedenti AATO, quali consorzi di funzioni tra Enti locali, configgendo pertanto anche con il richiamato articolo 2 co.-186, lettera 1) legge 191 del 2009;
ulteriori casi emblematici si possono rinvenire anche nelle regioni Marche, Abruzzo e Puglia che hanno individuato soggetti a svolgere le funzioni di servizio integrato per acque e rifiuti sostanzialmente analoghi alla situazione antecedente alla soppressione delle AATO potenzialmente in grado di provocare sprechi ed inefficienze;
deve infatti ritenersi accettato il principio per cui, nel settore dei rifiuti, la titolarità delle funzioni è prerogativa propria dei Comuni che devono procedere congiuntamente al suo esercizio;
pertanto l'unico modulo organizzativo conforme alle scelte legislative ed ai principi costituzionali non può che risultare essere la convenzione obbligatoria tra enti locali ex articolo 30 TUEL;
i principi qui sopra esposti sono stati ribaditi anche nelle linee guida per gli affidamenti dei servizi pubblici locali di rilevanza economica (Presidenza del Consiglio dei ministri aprile 2013) –:
se, considerato che nel dare applicazione all'articolo 2 comma 186-bis della legge 191 del 2009 (Finanziaria 2010) talune regioni hanno approvato leggi regionali che sembrerebbero discostarsi dai principi richiamati nella normativa statale ed europea assunta a fondamento della disposta soppressione delle AATO di cui agli articoli 148 e 201 del Decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, finalizzata a ridurre sprechi e duplicazioni di enti, non ritenga necessario assumere iniziative normative integrative oppure interpretative, che individuino con esattezza le specifiche caratteristiche dei soggetti che possano essere i destinatari delle funzioni già esercitate dalle autorità d'ambito;
se intenda assumere iniziative per intervenire sugli articoli 202 e seguenti del decreto legislativo 3 aprile 2006 n. 152 per confermare che la titolarità, nonché la responsabilità per i servizi legati alla gestione dei rifiuti, a seguito dell'articolo 19, comma 1, lett. f) del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, è in capo ai comuni. (4-08201)